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Lavoro e whistleblowing: come funziona

Lavoro e whistleblowing: scatta l’obbligo anche per i datori di lavoro privati di tutelare i dipendenti che segnalano eventuali illeciti che si sono verificati all’interno dell’azienda. La protezione era assicurata solo ai dipendenti pubblici. Vediamo come funziona.

di Redazione

Novembre 2023

Lavoro, scatta l’obbligo di whistleblowing anche per i datori di lavoro privati. Ovvero la protezione per i dipendenti che denunciato eventuali illeciti di cui sono testimoni all’interno dell’azienda. Questa tutela era già prevista per i dipendenti pubblici. Vediamo di cosa si tratta e come funziona. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Indice

Cos’è il whistleblowing?

Il whistleblowing, termine inglese che possiamo tradurre come “segnalazione“, è una pratica fondamentale nel mondo del lavoro. Si riferisce all’azione di un dipendente che segnala attività illecite, irregolarità o comportamenti non etici all’interno dell’azienda per cui lavora. Questo meccanismo è stato introdotto per promuovere un ambiente lavorativo trasparente e giusto, dove i dipendenti si sentono sicuri nel rivelare eventuali abusi senza temere ritorsioni.

La storia e l’evoluzione del whistleblowing

Il concetto di whistleblowing non è nuovo. È stato implementato per la prima volta in contesti pubblici, dove la trasparenza e la responsabilità sono fondamentali per la gestione del settore. Con il tempo, il suo ambito di applicazione si è esteso anche al settore privato. La recente normativa italiana sul whistleblowing (D.Lgs. n. 24/2023) rappresenta un passo significativo in questa direzione.

Importanza del whistleblowing nel lavoro

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Whistleblowing: normativa e illeciti

L’evoluzione della normativa sul whistleblowing

Il whistleblowing ha subìto un’evoluzione normativa significativa nel corso degli anni. Iniziando dal decreto legislativo numero 165 del 2001, passando per la legge Severino del 2010 fino alla Legge del 30 novembre 2017 n. 179, il legislatore ha continuamente rafforzato e precisato il quadro normativo.

Il D.Lgs. n. 24/2023: un passo avanti

Il decreto legislativo n. 24/2023 è l’ultimo aggiornamento in materia di whistleblowing. Questo decreto ha introdotto aspetti importanti:

  1. Estensione al settore privato: ora anche i dipendenti delle aziende private sono tutelati in caso di segnalazione di illeciti.
  2. Definizione degli illeciti: la norma specifica i tipi di illeciti che possono essere segnalati, tra cui violazioni amministrative, contabili, civili o penali.
  3. Protezione del segnalante: garantisce che chi effettua la segnalazione non subisca ritorsioni o discriminazioni.

Ruolo dell’ANAC e la piattaforma di segnalazione

L‘Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) gioca un ruolo cruciale nella gestione del whistleblowing. Ha il compito di emanare regolamenti per la tutela dei segnalanti e ha messo a disposizione una piattaforma telematica per le segnalazioni anonime, rendendo il processo più sicuro e accessibile.

Tipologie di illeciti segnalabili

Il whistleblowing copre un’ampia gamma di illeciti, tra cui:

Limitazioni e esclusioni

Non tutte le segnalazioni rientrano nell’ambito del whistleblowing. Ad esempio, non si applica a:

Altre disposizioni applicabili

Inoltre, la normativa mantiene l’applicabilità delle disposizioni nazionali o dell’Unione Europea in materia di:

Impatto sulle pratiche di Whistleblowing

Queste limitazioni mirano a bilanciare la necessità di trasparenza e integrità all’interno delle organizzazioni con il rispetto della privacy individuale e la sicurezza nazionale. Le aziende e i dipendenti devono quindi essere consapevoli di queste eccezioni per evitare fraintendimenti nella gestione delle segnalazioni.

La direttiva europea

Il nuovo contesto normativo

La normativa sul whistleblowing ha subito una svolta significativa con l’introduzione del D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24. Questo decreto legislativo, entrato in vigore il 30 marzo 2023, recepisce la Direttiva comunitaria n. 2019/1937. Questa direttiva stabilisce linee guida chiare per la protezione dei lavoratori che effettuano segnalazioni e obbliga gli Stati membri a implementare specifiche norme nazionali in materia di whistleblowing.

Punti chiave della direttiva

  1. Protezione estesa: garantisce protezione ai lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, che segnalano irregolarità.
  2. Obblighi degli Stati membri: richiede agli Stati di adeguare le proprie legislazioni nazionali in conformità con le indicazioni europee.
  3. Linee guida dell’ANAC: prevede l’emanazione di linee guida da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per la pratica applicazione della normativa.

Implicazioni per le aziende e i lavoratori

Le aziende, specialmente nel settore privato, devono ora adeguarsi a questa nuova realtà, istituendo canali di segnalazione trasparenti e sicuri e assicurando che i loro dipendenti siano a conoscenza dei loro diritti e delle procedure di whistleblowing.

Vediamo in questo link quali sono state le direttive ai lavoratori e ai datori di lavoro.

Whistleblowing nel settore privato: le scadenze

La transizione al whistleblowing nel settore privato

Con l’entrata in vigore della nuova normativa sul whistleblowing, il settore privato si trova di fronte a importanti scadenze per l’adeguamento. Queste riguardano l’implementazione di sistemi di whistleblowing all’interno delle aziende.

Scadenze chiave

Una tabella potrebbe essere ancora più esplicativa:

Media Dipendenti negli Ultimi 12 MesiScadenze ObblighiAttività
Più di 249 dipendentiEntro il 15 luglio 2023
Almeno 50 dipendentiEntro il 17 dicembre 2023
Senza limiti dimensionaliEntro il 17 dicembre 2023Servizi finanziari
Senza limiti dimensionaliEntro il 17 dicembre 2023Con modello organizzativo D. Lgs 231/2001

Calcolo dei dipendenti medi

Per determinare la dimensione dell’azienda ai fini del whistleblowing, il decreto non fornisce indicazioni specifiche. Tuttavia, si può presumere che valgano i criteri generali di calcolo dei dipendenti medi, includendo:

Whistleblowing: cosa devono fare i datori di lavoro

Implementazione di procedure e canali di comunicazione

I datori di lavoro, sia nel settore pubblico che privato, devono adottare misure specifiche per facilitare il whistleblowing. Queste includono:

Creazione di canali di segnalazione

Responsabilità dei gestori dei canali di segnalazione

I responsabili dei canali di segnalazione hanno diversi compiti, tra cui:

Tutela per lavoratori autonomi e consulenti

Interessante notare che la tutela del whistleblowing non si limita ai dipendenti, ma si estende anche ai lavoratori autonomi o consulenti che collaborano con l’azienda.

Cosa devono sapere i dipendenti

Informazioni essenziali sul whistleblowing

È fondamentale che i dipendenti siano informati riguardo le procedure di whistleblowing. Queste informazioni devono essere chiare e facilmente accessibili.

Punti chiave da comunicare:

Visibilità delle informazioni

Whistleblowing: i divieti e le sanzioni

Protezione contro ritorsioni

Il decreto stabilisce chiaramente che sono vietati comportamenti ritorsivi nei confronti di chi segnala irregolarità. Questo include:

Comportamenti vietati:

Sanzioni per i trasgressori

Whistleblowing: mobbing e privacy

Gestione delle segnalazioni personali

Tutela della privacy del segnalante

Lavoro e whistleblowing: come funziona
Nell’immagine un dipendente che si appresta a fare whistleblowing dopo aver verificato che nella sua azienda si commettono illeciti.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è il whistleblowing secondo il D.Lgs. n. 24/2023?

Il whistleblowing secondo il D.Lgs. n. 24/2023 è definito come la segnalazione anonima di illeciti commessi all’interno del posto di lavoro. Questa normativa estende la protezione già esistente per i dipendenti pubblici anche a quelli del settore privato, salvaguardando i lavoratori che denunciano irregolarità e prevenendo possibili ritorsioni da parte di colleghi o superiori coinvolti.

Quali aziende sono obbligate al whistleblowing dal 17 Dicembre?

Dal 17 dicembre, l’obbligo di implementare sistemi di whistleblowing si estende alle imprese con più di 50 dipendenti. Questo include la predisposizione di canali di comunicazione adeguati e la formazione specifica per gestire le segnalazioni.

Quali tipi di illeciti copre il whistleblowing secondo il D.Lgs. n. 24/2023?

Il whistleblowing copre una vasta gamma di illeciti, inclusi:

  1. Illeciti amministrativi, contabili, civili o penali.
  2. Condotte illecite secondo il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
  3. Illeciti nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione europea o nazionali.
  4. Atti o omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea.
  5. Atti o omissioni riguardanti il mercato interno.

Come devono agire i datori di lavoro rispetto al whistleblowing?

I datori di lavoro, sia nel settore pubblico che privato, devono:

Quali sono le sanzioni per comportamenti ritorsivi nel whistleblowing?

Le sanzioni per comportamenti ritorsivi nei confronti di chi segnala irregolarità includono multe comprese tra i 10.000 e i 50.000 euro. I comportamenti ritorsivi vietati includono licenziamento, sospensione, mancate promozioni, cambiamento di mansioni, trasferimento, modifiche nell’orario di lavoro, ostracismo, molestie, discriminazione, e il mancato rinnovo o la risoluzione anticipata di contratti a tempo determinato.

Come viene tutelata la privacy nel whistleblowing secondo il D.Lgs. n. 24/2023?

La tutela della privacy nel whistleblowing è garantita dal requisito di ottenere il consenso del segnalante prima di utilizzare la sua identità per risolvere la questione segnalata. Se il segnalante rifiuta, è consigliabile acquisire ulteriori elementi sull’illecito segnalato, rispettando la specificità dell’accusa e il diritto di difesa del soggetto segnalato come possibile autore dell’illecito.

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