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Legge 104 art. 3 comma 3 scuola: quali agevolazioni?

Legge 104 art. 3 comma 3 e scuola: quali agevolazioni spettano? Ecco cosa sapere su permessi, congedi, trasferimenti e altro ancora.

di Carmine Roca

Giugno 2024

Oggi vi parleremo di Legge 104 art. 3 comma 3 e scuola: quali agevolazioni spettano? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104 art. 3 comma 3 e scuola: cosa sapere?

L’articolo 3, comma 3, della Legge 104 del 1992 si riferisce ai casi in cui la disabilità è in situazione di gravità.

Si legge che, “qualora la minorazione, singola o plurima, ab­bia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assi­stenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazio­ne assume connotazione di gravità. Le situazioni ri­conosciute di gravità determinano priorità nei pro­grammi e negli interventi dei servizi pubblici.”

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Legge 104 e scuola: i permessi retribuiti

I lavoratori e le lavoratrici del comparto scuola possono beneficiare di alcune agevolazioni collegate alla Legge 104.

Ad esempio, l’articolo 33, comma 3, della Legge 104/1992 stabilisce che, il dipendente scolastico che assiste il coniuge o un familiare con disabilità grave possa usufruire di permessi retribuiti, da utilizzare preferibilmente in giornate non ricorrenti (senza accavallarsi con altri dipendenti scolastici beneficiari della 104).

Il dipendente avrà diritto a 3 giorni di permessi mensili, frazionabili in ore (2 ore al giorno se l’orario di lavoro giornaliero supera le 6 ore; 1 ora al giorno se è inferiore a 6 ore).

I permessi lavorativi sono regolarmente retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, utile ai fini del diritto alla pensione e della sua misura.

Legge 104 e scuola: permessi retribuiti, quali compiti ha il dirigente?

Come stabilito dalla circolare INPS numero 53 del 2008 è compito del dirigente scolastico verificare l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione dei permessi. Dovrà controllare la correttezza formale della domanda presentata dal lavoratore.

Il dirigente non potrà negare la concessione dei 3 giorni di permesso, neppure se questi coincidono con attività collegiali o giornate di scrutini. Il lavoratore non è soggetto al recupero delle ore non lavorate.

Legge 104 e scuola: il congedo straordinario

L’altra importante agevolazione lavorativa di cui possono beneficiare i dipendenti scolastici con Legge 104 è il congedo straordinario.

Diversamente dai permessi retribuiti, il congedo spetta esclusivamente al lavoratore caregiver e non al dipendente con disabilità.

Ha una durata di 2 anni in tutta la vita lavorativa, durante il congedo il dipendente percepirà un’indennità del valore dell’ultima retribuzione percepita prima di entrare in congedo. Il periodo di astensione lavorativa è coperto da contribuzione figurativa, entro determinati limiti.

Legge 104 e scuola: la scelta della sede di lavoro

L’articolo 21 della Legge 104, invece, consente al dipendente scolastico di avere la priorità sulla scelta della sede di lavoro.

Si legge: “La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo”.

Al comma 2 dell’articolo 21 della Legge 104 è stabilito che, gli stessi soggetti indicati al comma 1, debbano avere “la precedenza in sede di trasferimento a domanda.”

Inoltre, il dipendente scolastico beneficiario della Legge 104, ha la precedenza sul trasferimento in altra sede, ma solo se nella sede richiesta esista un posto vacante.

Legge 104 e scuola: altre agevolazioni

Esistono altre agevolazioni collegate alla Legge 104, come:

Legge 104 art. 3 comma 3 e scuola
Legge 104 art. 3 comma 3 e scuola: in foto alcuni libri uno sopra l’altro.

Faq agevolazioni Legge 104

Cosa fa un caregiver?

Un assistente familiare svolge un ruolo essenziale nell’assistenza e nel sostegno di coloro che hanno bisogno di cure e attenzioni speciali, come anziani, malati o disabili. Queste persone, spesso familiari o amici stretti, si impegnano nell’aiutare con una vasta gamma di compiti quotidiani e necessità personali.

Questo può includere fornire assistenza con le attività domestiche, come la preparazione dei pasti e la pulizia della casa, o assistere nella gestione delle terapie mediche, somministrando farmaci o monitorando la salute.

È possibile godere di permessi con Legge 104 durante il periodo di prova?

Sì, è consentito fruire dei permessi con Legge 104 durante il periodo di prova. Significa che il lavoratore in prova ha diritto ai permessi retribuiti e può assentarsi per prestare assistenza al coniuge o al familiare con disabilità grave.

Niente rischio licenziamento, quindi. Il periodo di prova può essere prolungato anche in caso di fruizione dei permessi con Legge 104.

Basta un abuso con i permessi 104 per essere licenziati?

Sì, secondo una sentenza della Corte di Cassazione (la numero 17102 del 2021), basta un episodio negativo per giustificare il licenziamento. Per la legge, dunque, non serve che il lavoratore con disabilità o il caregiver reiteri il comportamento sbagliato: ne basta uno per ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

Il congedo straordinario può essere rifiutato dal datore di lavoro?

No, il datore di lavoro non può rifiutare la richiesta di congedo straordinario Legge 104 se ricorrono le condizioni previste dalla legge. La normativa prevede che il lavoratore abbia il diritto di usufruire di questo tipo di congedo per assistere un familiare con disabilità grave o non autosufficiente.

Quali sono i diritti dei lavoratori con Legge 104?

I lavoratori con Legge 104 hanno diritto a scegliere la sede di lavoro all’atto dell’assunzione, a non essere trasferiti di sede senza il proprio consenso, a un congedo straordinario retribuito per un massimo di due anni, al rifiuto del lavoro notturno, domenicale o festivo, e a tre giorni al mese di permesso retribuito per le cure del disabile. Questi diritti sono estesi anche ai familiari dei portatori di handicap.

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