In questo approfondimento vi parleremo di Legge 104 e pensione di reversibilità: quanto incide la disabilità su questa prestazione? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Legge 104 e pensione di reversibilità: cosa sapere?
La Legge 104 incide sulla pensione di reversibilità? Rispondiamo dicendo che ai fini del diritto alla prestazione ai superstiti, non è necessario essere stati riconosciuti portatori di handicap, tantomeno è necessario il riconoscimento dell’invalidità.
Dunque, essere titolari dei benefici della Legge 104 o possedere una percentuale di invalidità non sposta gli equilibri per la pensione di reversibilità.
L’unica condizione legata a situazioni di svantaggio fisico, psichico o mentale è la totale inabilità lavorativa. Chiaramente, un soggetto inabile al lavoro avrà diritto ai benefici della Legge 104.
Acquista la nostra Guida Completa alle agevolazioni su auto e sussidi della Legge 104. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.
Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.
Pensione di reversibilità e inabilità al lavoro: cosa dice la legge?
Per legge, infatti, i figli inabili al lavoro, impossibilitati, cioè, a svolgere qualsiasi attività lavorativa, hanno diritto alla pensione di reversibilità del genitore deceduto.
A confermarlo è la sentenza numero 27448 della Corte di Cassazione pubblicata nel 2017. Secondo la legge numero 222 del 1984, all’articolo 8, l’impossibilità a prestare un’attività lavorativa deve derivare da un’infermità o da un difetto fisico o mentale.
Un’altra condizione necessaria, affinché ci sia il diritto a ricevere la pensione di reversibilità alla morte del genitore titolare di pensione, è l’essere a suo carico.
Il figlio inabile al lavoro deve essere in condizione di non autosufficienza economica e il defunto doveva provvedere al suo mantenimento abituale.
Dunque, se il figlio inabile conviveva con il deceduto titolare di pensione, l’INPS non verificherà il mantenimento abituale. In caso contrario, l’istituto dovrà valutare in che modo il pensionato contribuiva al sostentamento economico del superstite, se in modo continuo e rilevante (non è richiesto, invece, il mantenimento economico in via esclusiva, da parte del defunto).
Pensione di reversibilità e inabilità al lavoro: l’eccezione
Abbiamo visto, dunque, che essere portatori di handicap e titolari dei benefici della Legge 104 non è una condizione che obbliga lo Stato a erogare la pensione di reversibilità.
Affinché ci sia il diritto alla pensione ai superstiti è necessario essere stati riconosciuti inabili al lavoro. Inoltre la condizione si riferisce esclusivamente ai figli, ai fratelli o alle sorelle del dante causa, se conviventi e mantenuti economicamente dal titolare di pensione.
Lo svolgimento dell’attività lavorativa esclude l’inabilità lavorativa, ma c’è un’eccezione.
Per la legge numero 31 del 2008, all’articolo 46, si dispone che il figlio inabile al lavoro possa comunque svolgere un’attività lavorativa se questa sia terapeutica, fino a 25 ore settimanali.
Il lavoro va svolto presso cooperative sociali o datori di lavoro che assumono persone con disabilità. In questo caso lavorare non preclude il diritto alla reversibilità.
A chi spetta la pensione di reversibilità nel 2024?
La pensione di reversibilità spetta:
- al coniuge (anche se separato o divorziato, ma solo se sia titolare dell’assegno divorzile e non abbia contratto nuove nozze) o l’unito civilmente (non spetta al convivente di fatto). Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale;
- ai figli minorenni, i figli inabili al lavoro a carico del genitore deceduto (a prescindere dall’età), i figli maggiorenni studenti, che frequentano scuole o corsi di formazione professionale, fino all’età di 21 anni e i figli maggiorenni studenti, che frequentano l’Università, fino al compimento dei 26 anni di età; ed equiparati;
- in assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione diretta o indiretta e risultino a carico del lavoratore deceduto;
- in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione diretta o indiretta, siano a carico del lavoratore deceduto.
In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità spetta in quote percentuali della pensione del dante causa, a seconda del grado di familiarità
In questo modo:
- al coniuge solo: 60%;
- al coniuge e un figlio: 80%;
- al coniuge e due o più figli: 100%.
- a un figlio: 70%;
- a due figli: 80%;
- a tre o più figli: 100%;
- a un genitore: 15%;
- a due genitori: 30%;
- a un fratello o sorella: 15%;
- a due fratelli o sorelle: 30%;
- a tre fratelli o sorelle: 45%;
- a quattro fratelli o sorelle: 60%;
- a cinque fratelli o sorelle: 75%;
- a sei fratelli o sorelle: 90%;
- a sette o più fratelli o sorelle: 100%.

Faq sulla pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità può essere tagliata se sono presenti figli minorenni o inabili?
No, se il coniuge ha a carico uno o più figli minorenni, per legge non subirà alcuna riduzione dell’importo della reversibilità, che spetterà comunque nella misura dell’80% (coniuge più un figlio minorenne) o del 100% (coniuge e più di 3 figli minorenni).
Perché l’INPS è costretta a rimborsare alcuni titolari di pensione di reversibilità?
L’INPS sarà costretta a rimborsare i titolari di reversibilità penalizzati dal taglio degli importi negli ultimi 5 anni. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 162 dell’8-30 giugno 2022: la Consulta ha ritenuto illegittimi i tagli della pensione di reversibilità, se in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi.
L’INPS, con la circolare numero 108 pubblicata il 22 dicembre 2023, ha confermato quanto disposto dalla Corte Costituzionale con effetto immediato.
Come va presentata la domanda per la pensione di reversibilità?
È possibile presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:
- online, sul sito dell’INPS;
- tramite patronato e intermediari dell’istituto;
- tramite contact center dell’INPS.
Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?
Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:
- certificato di morte, anche tramite autocertificazione;
- certificato di matrimonio, anche tramite autocertificazione
- stato di famiglia alla data del decesso, anche tramite autocertificazione;
- dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
- eventuali diritti a detrazioni d’imposta;
- il certificato di frequenza scolastica o universitaria per i figli studenti;
- la dichiarazione dei redditi ai fini della verifica della condizione “a carico”, in caso di figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, di nipoti, di genitori, di fratelli celibi o sorelle nubili.
- modalità di accredito.
Inoltre, se la domanda viene presentata dal coniuge separato con addebito, occorre allegare alla domanda anche la copia della sentenza di separazione legale.
Se la richiesta viene inoltrata dal coniuge divorziato, occorre allegare la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui c’è il coniuge superstite (qualora il pensionato abbia contratto nuovo matrimonio).
Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: