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Legge 104 e smart working: è un diritto?

Legge 104 e smart working: è un diritto del lavoratore con disabilità e del caregiver, oppure hanno solo la priorità? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

Oggi vi parleremo di Legge 104 e smart working: lavorare da casa è un diritto del lavoratore disabile o di un caregiver? (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è lo smart working?

Lo smart working, conosciuto anche come “lavoro agile” o “lavoro da casa”, soprattutto durante il periodo Covid è entrato sempre più fortemente nelle abitudini di molti lavoratori.

Le aziende, negli ultimi tempi, per abbattere i costi sui consumi e sugli affitti dei locali, hanno ritenuto molto più conveniente far lavorare i propri dipendenti da casa.

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Legge 104 e smart working: è un diritto assoluto?

Lo smart working è la modalità con cui si esegue un rapporto di lavoro subordinato. Non è un diritto assoluto del lavoratore con la Legge 104, ma è necessario che ci sia un accordo tra il dipendente e il suo datore di lavoro.

Le parti siglano un accordo con il quale si stabilisce l’esecuzione della prestazione lavorativa venga resa anche attraverso forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, in parte all’esterno e in parte all’interno dell’azienda, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro oppure con l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici.

Quindi, più che un diritto per il lavoratore con la 104, lo smart working è una priorità. Spetta sempre al datore di lavoro decidere se e quando l’attività lavorativa possa essere svolta da casa.

Legge 104 e smart working: chi sono i lavoratori fragili?

Lo smart working è sicuramente un vantaggio per i dipendenti con disabilità grave accertata (Legge 104, articolo 3, comma 3) e per i caregivers che prestano assistenza al coniuge o a un familiare con disabilità grave.

Parliamo, dunque, dei cosiddetti “lavoratori fragili”, nel cui elenco ritroviamo anche i dipendenti con figli fino a 12 anni di età o con figli con disabilità grave, senza limiti di età.

A stabilire la priorità dei lavoratori fragili per lo smart working è l’articolo 18, comma 3 bis della legge numero 81 del 2023: il datore di lavoro è tenuto a riconoscere la priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro tramite smart working alle categorie fragili, che avranno diritto a essere preferiti rispetto agli altri colleghi.

Il diritto spetta sia ai dipendenti pubblici, che ai lavoratori dipendenti privati.

Legge 104 e smart working: quali tutele per i lavoratori fragili?

Ma chi ha diritto allo smart working può essere demansionato o trasferito senza il suo consenso?

Assolutamente no. L’articolo 18 vieta ogni tipo di discriminazione e stabilisce che i lavoratori in smart working non possano essere sanzionati, demansionati, licenziati, sottoposti ad altra misura organizzativa con effetti negativi sulle condizioni di lavoro, tantomeno possono essere trasferiti presso altre sedi.

Legge 104 e smart working: dove lavorare e per quante ore?

Ma lo smart working va eseguito soltanto da casa? No, la legge stabilisce che il lavoratore abbia la possibilità di individuare il luogo migliore dove svolgere il suo lavoro in modalità agile, a condizione che questo consenta la regolare esecuzione della prestazione, in condizioni di riservatezza e sicurezza, nonché rispettando le esigenze di connessione con i sistemi aziendali.

Quanto dura l’orario di lavoro in smart working? La prestazione lavorativa può essere eseguita senza vincoli di orario, ma sempre rispettando i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanali derivanti dalla legge e dal Contratto Collettivo.

Il lavoratore ha diritto a disconnettersi per riposare, nei tempi stabiliti nell’accordo con il datore di lavoro, salvo eventuali periodi di reperibilità concordati in precedenza.

Inoltre, durante lo smart working, salvo quanto stabilito dai Contratti Collettivi territoriali o aziendali, il dipendente non può eseguire lavoro straordinario, come previsto dall’articolo 3, comma 4, del protocollo smart working.

Infine, il lavoratore può disconnettersi in caso di assenza giustificata per malattia, permessi retribuiti, ferie o infortuni e non è obbligato a prendere in carico comunicazioni dell’azienda prima della ripresa della sua attività lavorativa (articolo 3, comma 5 del protocollo smart working).

Legge 104 e smart working
Legge 104 e smart working: in foto una donna lavora da casa davanti a un computer.

Faq sul lavoro e Legge 104

Chi sono i lavoratori fragili?

Per lavoratori fragili, secondo quanto disposto dall’articolo 26, comma 2, del decreto legge numero 18 del 2020, si intendono quelle persone in possesso di riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104.

Rientrano nei lavoratori fragili anche coloro che sono in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, con cui si attesta una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita (articolo 3, comma 1, della Legge 104).

Quali sono le tutele nei contratti dei lavoratori con disabilità?

Le tutele nei contratti dei lavoratori con disabilità sono generalmente tre e riguardano:

Inoltre, secondo quando riportato nell’articolo 10, comma 1, della legge numero 68 del 1999, il lavoratore disabile ha diritto al medesimo trattamento economico di qualsiasi altro lavoratore, come “previsto dalle leggi e dai contratti collettivi”.

Come richiedere la Legge 104?

Per richiedere i benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire alcuni passi semplici ma importanti. Innanzitutto, è fondamentale ottenere il riconoscimento dell’invalidità o della disabilità grave, presentando la documentazione necessaria alle competenti commissioni mediche.

Quante persone si possono assistere con Legge 104?

Più persone aventi diritto possono alternarsi nell’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104 per fornire assistenza alla stessa persona con grave disabilità. Inoltre, i congedi straordinari saranno concessi anche ai conviventi di fatto.

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