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Legge 104, permessi retribuiti: esempi

Permessi retribuiti con la Legge 104: come funzionano, a quanti giorni si ha diritto e come si calcolano con il part time? Scopri tutto in questo articolo.

di Carmine Roca

Luglio 2023

In questo articolo faremo chiarezza sui permessi retribuiti con la Legge 104: attraverso alcuni esempi vedremo insieme quanti ne spettano ogni mese (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Permessi retribuiti con la Legge 104: cosa sono?

I permessi retribuiti con la Legge 104 sono tra le agevolazioni più importanti introdotte, nel 1992, dalla normativa che regola le misure per “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap”.

I permessi lavorativi consentono l’astensione dal lavoro e sono coperti da retribuzione (calcolata sulla base dello stipendio percepito) e dalla contribuzione figurativa.

Chi ne beneficia non perde nulla a livello economico e continuerà a maturare i contributi ai fini del diritto e della misura della pensione.

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Permessi retribuiti con la Legge 104: a chi spettano?

A disciplinare i permessi retribuiti è l’articolo 33 della Legge 104. Possono beneficiarne non solo i lavoratori con disabilità, a cui è stata riconosciuta la 104, ma anche:

Inoltre, a partire dal 13 agosto 2022 è venuta meno la figura del referente unico: i permessi con la 104 possono essere richiesti non più da un solo familiare, ma da più soggetti in relazione al familiare disabile.

Il decreto legislativo in questione (il numero 105 del 30 giugno 2022) ha disposto, con l’articolo 3, che la richiesta per i permessi possa essere formulata da più soggetti tra i potenziali beneficiari indicati in precedenza, per l’assistenza allo stesso familiare disabile.

L’agevolazione non è più esclusiva, ma alternata, tra più familiari.

Permessi retribuiti con la Legge 104: quanti ne spettano?

I permessi retribuiti possono essere di due tipi, a seconda della loro durata:

Durante i 3 giorni di permesso lavorativo, il beneficiario caregiver ha l’obbligo di assistere il coniuge o il familiare con disabilità.

È venuta, però, meno l’assistenza continua: la legge consente al caregiver di effettuare commissioni personali, svagarsi o riposarsi durante le ore di assistenza, a condizione che le ore della giornata siano prevalentemente dedicate all’assistito (altrimenti si configurerebbe il licenziamento per giusta causa e un reato penale).

In alternativa ai 3 giorni di permessi mensili, il lavoratore disabile o il lavoratore che lo assiste può spacchettare l’agevolazione in ore (1 o 2 ore al giorno, a seconda dell’orario di lavoro).

Permessi retribuiti con la Legge 104: come si calcolano in ore?

Per il calcolo delle ore, è necessario utilizzare questa formula:

Ad esempio, se un lavoratore è in servizio 40 ore per 5 giorni a settimana, avrà diritto a 24 ore di permessi al mese (40 ore diviso 5 giorni = 8 ore moltiplicato per 3 = 24 ore al mese).

Le stesse regole valgono per i genitori, anche se adottivi o affidatari, con figli minori di 12 anni: il permesso lavorativo si aggiunge al prolungamento del congedo parentale.

Permessi retribuiti con la Legge 104: come funzionano col part time?

Anche chi ha un contratto part time ha diritto ai permessi retribuiti con la Legge 104, allo stesso modo di un lavoratore a tempo pieno.

A chiarire come calcolare i giorni di permesso, in caso di part time verticale o misto (con un part time orizzontale i permessi non vanno riproporzionati), è il messaggio dell’INPS del 7 agosto 2018.

La formula per calcolare i permessi è la seguente:

Permessi retribuiti con la Legge 104: esempi col part time

Facciamo un paio di esempi.

Prendiamo un lavoratore part time con un orario di lavoro di 20 ore settimanali, dipendente di un’azienda che applica un orario di lavoro medio settimanale a tempo pieno di 36 ore.

In questo caso, dividiamo le 20 ore lavorate per le 36 ore di lavoro medio settimanale e moltiplichiamo il risultato (0,55) per i 3 giorni di permesso: 1,66, che arrotondato dà diritto a 2 giorni di permesso al mese.

Prendiamo, ora, un lavoratore con contratto part time, con un orario medio di 18 ore a settimana, che lavora presso un’azienda con un orario di lavoro medio settimanale a tempo pieno di 40 ore.

Divideremo le 18 ore per le 40 ore totali e il risultato (0,45) lo moltiplicheremo per i 3 giorni di permesso: 1,35, che arrotondato per difetto (inferiore a 1,50) dà diritto a un solo giorno di permesso al mese.

Permessi retribuiti con la Legge 104
Permessi retribuiti con la Legge 104: in foto una giovane donna tiene la mano di un’anziana.

Faq sui permessi retribuiti con la Legge 104

Posso andare al mare se ho i permessi 104 come lavoratore disabile?

Sì, se sei un lavoratore disabile con Legge 104, puoi approfittare dei permessi retribuiti per andare al mare. Questi permessi sono pensati per permetterti di riposarti e prenderti una pausa dal lavoro, che potrebbe essere più gravoso per te rispetto ai colleghi senza disabilità.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

La situazione è un po’ diversa. Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando utilizzi i permessi 104. Se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura il licenziamento.

Cosa si intende per “continuità” nei permessi retribuiti con la Legge 104?

La continuità nei permessi retribuiti con la legge 104 riguarda l’assistenza regolare e costante che il lavoratore fornisce alla persona disabile. La continuità dell’assistenza è un requisito chiave per ottenere questi permessi.

È possibile ritagliare del tempo per se stessi durante la giornata di fruizione di un permesso con la Legge 104?

Assistere una persona non autosufficiente può essere impegnativo sia fisicamente che psicologicamente. Quindi, non è considerato un illecito ritagliare del tempo per riposarsi durante la fruizione del permesso. Tuttavia, il tempo di riposo dovrebbe costituire la parte minore della giornata dedicata al portatore di handicap.

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