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Licenziamento lavoratore disabile

È legittimo il licenziamento del lavoratore con disabilità? Esistono situazioni in cui un lavoratore disabile può essere licenziato? Vediamo cosa prevede la giurisprudenza.

di Romina Cardia

Febbraio 2024

In questo approfondimento parliamo di licenziamento del lavoratore con disabilità (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Licenziamento del lavoratore con disabilità: una questione dibattuta

Il licenziamento del lavoratore con disabilità è ancora una questione dibattuta.

Se, infatti, un dipendente con disabilità non è più ritenuto idoneo al lavoro o ha violato gli obblighi di condotta aziendale, sorge la questione se l’azienda abbia il diritto di procedere con il licenziamento.

La delicatezza della questione risiede nel rispetto del diritto delle persone disabili di partecipare attivamente nella società e nel mondo del lavoro per garantire la propria autonomia.

È ormai consolidato il principio che le persone disabili hanno il diritto di lavorare e di percepire uno stipendio dignitoso.

La legge è intervenuta per garantire tale diritto, imponendo alle imprese l’obbligo di rispettare quote di assunzione per le categorie protette e le persone disabili.

Ma ciò solleva una domanda cruciale: una volta assunti, i lavoratori disabili sono intoccabili? Possono essere licenziati?

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Il diritto al lavoro per le persone disabili

La Repubblica, fondata sul lavoro, si impegna a garantire questo diritto a tutti, comprese le persone in difficoltà.

La legge protegge le persone disabili e invalide, facilitando il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Le imprese sono obbligate a rispettare quote di assunzione per le persone disabili, che hanno il diritto di occupare posizioni di lavoro. Vediamo nel dettaglio quali categorie di disabili e aziende sono coinvolte.

Beneficiari della legge sul collocamento dei disabili

La legge sul collocamento dei disabili prevede quote obbligatorie di assunzione per diverse categorie di persone, tra cui:

Questi individui devono iscriversi presso i Centri per l’Impiego, presentando un certificato di invalidità, per essere inseriti nelle liste del collocamento mirato, da cui le aziende attingono per le assunzioni di dipendenti disabili.

Disabili superano il comporto: una sentenza sancisce che il licenziamento del lavoratore non può essere automatico. I giudici hanno stabilito che l’azienda deve assolvere dei precisi compiti di tutela, ma non solo: è stato anche stabilito che equiparare i periodi di comporto di malattia e disabilità è discriminatorio.

Obblighi delle aziende e quote di assunzione

Le aziende con 15 dipendenti o più sono tenute a rispettare le quote di riserva per l’assunzione obbligatoria dei disabili, a partire dal 1° gennaio 2018. Questi obblighi variano a seconda della dimensione dell’azienda:

Queste quote devono essere rispettate anche in assenza di nuove assunzioni. Le aziende che non rispettano questi obblighi sono soggette a pesanti sanzioni.

I datori di lavoro sono soggetti a sanzioni per chi non assume categorie protette. Scopriamo nel dettaglio cosa dice la normativa a riguardo.

Licenziamento del lavoratore con disabilità avvenuta in corso di rapporto di lavoro

Ma cosa succede se un dipendente diventa disabile nel corso della sua vita? La legge obbliga i datori di lavoro a mantenere il posto di lavoro per le persone che diventano disabili successivamente all’assunzione, sia a causa di un infortunio sul lavoro che di una malattia.

Il licenziamento di un lavoratore disabile è ammesso solo se non ci sono altre posizioni adatte all’interno dell’azienda.

Il datore di lavoro deve effettuare il “repechage” (“ripescaggio”), verificando se è possibile assegnare al lavoratore disabile altre mansioni compatibili con il suo stato di salute.

Solo se non vi sono alternative, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere considerato.

Licenziamento del lavoratore con disabilità: decide la Commissione e non un singolo professionista chiamato dall’azienda per valutare l’idoneità del dipendente. Ecco tutto quello che devi sapere.

Licenziamento del lavoratore con disabilità
Licenziamento del lavoratore con disabilità. Nella foto: datore di lavoro licenzia un dipendente.

La Corte di Cassazione e il licenziamento del lavoratore con disabilità

La Corte di Cassazione ha pronunciato sentenze cruciali riguardo al licenziamento del lavoratore con disabilità.

La Corte ha chiarito che il licenziamento di un dipendente invalido, assunto mediante collocamento mirato, è legittimo solo se la persona ha completamente perso la propria capacità lavorativa.

La decisione spetta a una Commissione medica, non al datore di lavoro, che deve valutare in modo imparziale la situazione del dipendente.

Recentemente, la Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro deve reintegrare il lavoratore diventato inabile nelle mansioni svolte fino a quel momento.

Questo obbligo riguarda la compatibilità delle mansioni con il suo stato di salute, e la violazione può comportare sanzioni per il datore di lavoro.

Scopri se si può licenziare il lavoratore depresso. Cosa dice la legge, quali sono le tutele, come funziona il comporto e le assenze ingiustificate. Un piccolo vademecum per i dipendenti che soffrono di questo disturbo e rischiano il posto.

Disabilità e comportamento scorretto: una distinzione importante

Infine, se la disabilità non è in causa, e il dipendente disabile mostra un comportamento scorretto o aggressivo sul posto di lavoro, il licenziamento è possibile.

La Cassazione ha stabilito che il comportamento scorretto di un dipendente disabile non può essere giustificato dalla sua condizione.

Il dipendente disabile deve rispettare il codice di condotta aziendale come qualsiasi altro dipendente, e può essere licenziato in caso di violazioni disciplinari.

In conclusione, la legge offre una tutela significativa ai lavoratori disabili, garantendo loro il diritto al lavoro e proteggendoli dal licenziamento ingiustificato.

Tuttavia, ciò non implica l’immunità dal licenziamento in situazioni specifiche, come il comportamento scorretto o l’impossibilità oggettiva di svolgere le mansioni assegnate.

La Corte di Cassazione ha delineato chiaramente le condizioni in cui un licenziamento di un lavoratore disabile può essere considerato legittimo.

FAQ sul licenziamento del lavoratore con disabilità

Cosa succede se un lavoratore non è più in grado di svolgere le sue mansioni a causa di un infortunio o malattia?

Se un lavoratore non può più svolgere le sue mansioni a causa di un infortunio o malattia, il datore di lavoro ha l’obbligo di ricollocare il dipendente in mansioni nell’azienda che siano compatibili con le sue condizioni di salute.

Qual è la motivazione del licenziamento in caso di inabilità parziale del lavoratore?

La motivazione del licenziamento è spesso il “giustificato motivo oggettivo”, poiché il lavoratore non è più in grado di fornire le prestazioni previste dal contratto.

È legittimo licenziare un lavoratore divenuto inabile?

No, la legge stabilisce che un lavoratore divenuto inabile non può essere licenziato. L’azienda ha l’obbligo di ricollocarlo in altre mansioni compatibili con le sue condizioni di salute.

Cosa deve fare il datore di lavoro prima di licenziare un lavoratore inabile?

Il datore di lavoro deve dimostrare che non c’è la possibilità di adibirlo ad altre mansioni e che questa “impossibilità” persiste anche dopo aver adottato tutte le modifiche organizzative necessarie per evitare il licenziamento.

Cosa accade se il lavoratore inabile viene destinato a mansioni inferiori?

Se il lavoratore viene destinato a mansioni inferiori, il trattamento economico dovrebbe restare lo stesso. Non è possibile applicare una decurtazione dello stipendio.

Qual è l’obbligo dell’azienda se non riesce a trovare una mansione adeguata al lavoratore inabile?

Se l’azienda non riesce a trovare una mansione adeguata, deve “ricercare le soluzioni che, nell’ambito del piano organizzativo, risultino le più convenienti e idonee ad assicurare il rispetto dei lavoratori”.

Quando è possibile il licenziamento del lavoratore divenuto inabile?

Il licenziamento del lavoratore divenuto inabile può essere legittimo se l’azienda è costretta a fare accomodamenti non ragionevoli dell’organizzazione interna per assegnare il dipendente a mansioni compatibili con le sue condizioni di salute.

Come può difendersi un lavoratore inabile che viene licenziato?

Il lavoratore può impugnare la decisione dell’azienda davanti al giudice del lavoro. Se il magistrato rileva l’illegittimità del licenziamento, il lavoratore dovrà essere reintegrato e avrà diritto a un risarcimento.

Cosa spetta al lavoratore che viene licenziato a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute?

Al lavoratore che viene licenziato a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute spetta il TFR, le retribuzioni già maturate e la Naspi, l’assegno di disoccupazione versato dall’INPS.

In quali circostanze il diritto alla Naspi viene riconosciuto al dipendente?

Il diritto alla Naspi viene riconosciuto solo se il dipendente è stato licenziato e non in caso di dimissioni, anche se queste sono state imposte dall’impossibilità di continuare a lavorare.

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