Qual è il limite minimo di part time per categorie protette? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Qual è il limite minimo di part time per categorie protette?
Per rientrare nelle quote di riserva del collocamento mirato, previste dalla legge numero 68 del 1999, che regolamenta l’assunzione di lavoratori con disabilità, è necessario che venga rispettato un limite minimo di ore lavorate.
Cosa c’è da sapere riguardo l’assunzione con un contratto di lavoro a tempo parziale (part time)? Qual è il monte orario settimanale che consente la copertura della quota di riserva?
Per la legge numero 68 del 1999, ai fini della copertura della quota di riserva, un contratto di lavoro part time è computabile soltanto se la prestazione lavorativa supera almeno la metà dell’orario di lavoro settimanale previsto dal CCNL del settore.
Ad esempio, se il CCNL prevede 40 ore settimanali con contratto a tempo pieno, il rapporto di lavoro part time è computabile soltanto se le ore lavorate settimanali siano pari o superiori a 21.
I contratti di lavoro part time con orari settimanali inferiori alla metà dell’orario di lavoro settimanale previsto dal CCNL con contratti a tempo pieno vengono conteggiati in quota parte (pro quota).
Quindi un part time al 50% sarà conteggiato come “mezza unità”. Il risultato finale andrà poi arrotondato per difetto fino a 0,5 e per eccesso a partire da 0,51.
Ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del DpR numero 333 del 2000, le imprese che occupano dai 15 ai 35 dipendenti possono computare il lavoratore a prescindere dall’orario svolto, se questi abbia un grado di invalidità pari o superiore al 50%.
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Part time per categorie protette per due aziende: è possibile?
Un lavoratore assunto part time può essere computato in quota di riserva presso due differenti aziende?
No, perché a un lavoratore iscritto alle liste del collocamento mirato, presso i centri per l’impiego, viene rilasciato un solo nulla osta.
Quindi potrà essere assunto con contratto a tempo parziale soltanto presso un’azienda.
Cosa sono le quote di riserva?
I datori di lavoro e le aziende pubbliche e private sono obbligati ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette, in questa misura:
- un lavoratore disabile per le aziende con più di 15 dipendenti
- due lavoratori disabili per le aziende con più di 35 dipendenti;
- il 7% dei lavoratori occupati per aziende con più di 50 dipendenti.
Un’altra quota di riserva è destinata ai soggetti non disabili, ma appartenenti alle categorie protette perché in situazioni di svantaggio o disagio sociale:
- un 1 lavoratore per le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 150;
- l’1% per le aziende con più di 150 dipendenti.
Categorie protette e quote di riserva: esempi
Ad esempio, un’azienda che dispone di 25 dipendenti, deve assumere almeno un lavoratore disabile. Un’azienda che ha sotto contratto 40 dipendenti, deve assumerne almeno 2 lavoratori disabili.
Un’azienda che ha, ad esempio, 60 dipendenti assunti, deve riservare almeno il 7% dei posti (4 in totale) alle categorie protette. Un’azienda con 100 dipendenti deve assumere almeno il 7% di lavoratori disabili (7 in totale) e almeno un lavoratore appartenente alle categorie protette.
Infine, un’azienda con 200 dipendenti, deve assicurare almeno il 7% dei posti ai lavoratori disabili (14 in totale) e l’1% ai lavoratori appartenenti alle categorie protette (2 in totale).
Come si calcola la quota di riserva?
Nel conteggio dei lavoratori dipendenti occupati nell’azienda che assume un impiegato con disabilità, rientrano:
- lavoratori con contratto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi;
- lavoratori assunti con contratto di inserimento;
- lavoratori inviati in missione nell’ambito di un contratto di somministrazione di manodopera;
- lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero;
- lavoratori socialmente utili;
- lavoratori a domicilio;
- lavoratori con contratto di formazione e lavoro;
- lavoratori assunti con contratto di reinserimento;
- disabili;
- soci di cooperative;
- dirigenti;
- apprendisti.

Faq sul collocamento mirato
Chi sono le categorie protette?
La legge numero 68 del 1999 tratta le norme per il diritto al lavoro dei disabili.
L’articolo 1 della legge 68 del 1999 riconosce come categorie protette:
- le persone affette da minorazioni psichiche, fisiche e sensoriali o con handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
- le persone invalide del lavoro con una percentuale di invalidità superiore al 33%;
- le persone non vedenti e sordomute;
- le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra o per causa di servizio.
L’articolo 18 della suddetta legge, invece, inserisce nelle categorie protette anche:
- gli orfani e i coniugi delle vittime del lavoro, di guerra o di servizio nelle pubbliche amministrazioni;
- i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti come grandi invalidi di guerra, di servizio e del lavoro;
- gli orfani e i coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (legge numero 407 del 1998);
- i profughi italiani rimpatriati con status riconosciuto ai sensi della legge numero 763 del 26 dicembre 1981.
Quando non c’è l’obbligo di assunzione delle categorie protette?
In primo luogo, non c’è obbligo di assunzione delle categorie protette quando il numero di dipendenti dell’azienda è inferiore a 15.
Inoltre, l’obbligo è sospeso se il datore di lavoro si trova in difficoltà economica e ha avviato procedure come la CIGS o il licenziamento collettivo.
In alcune circostanze connesse alle caratteristiche del settore produttivo, i datori di lavoro non sono obbligati ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette.
Inoltre, se l’attività produttiva presenta condizioni specifiche che rendono difficile occupare l’intera quota di riserva, il datore di lavoro può richiedere un’esenzione parziale dall’obbligo di assunzione.
Come iscriversi alle categorie protette?
Il lavoratore con disabilità, in possesso del verbale di accertamento rilasciato dalla commissione medica, dovrà recarsi presso il centro per l’impiego più vicino, compilare l’apposito modulo e iscriversi alle categorie protette.
Il modulo deve attestare il possesso di questi requisiti:
- età anagrafica di 15 anni;
- non essere vicini all’età pensionabile;
- non avere un’occupazione lavorativa;
- essere disabile o invalido (attestato dal verbale della commissione medica come meglio specificato sopra).
Alla domanda di iscrizione bisogna allegare la “scheda funzionale” in copia autenticata. Una volta terminata l’iscrizione, l’interessato viene inserito in un elenco, dove le aziende potranno attingere per scorrimento della graduatoria o per chiamata diretta.
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