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Malattia professionale, cosa fare dopo il riconoscimento

Scopri cos'è la malattia professionale cosa fare dopo il riconoscimento e come vengono imputate le eventuali responsabilità.

di Antonio Dello Iaco

Agosto 2024

Malattia professionale cosa fare dopo il riconoscimento? Scopriamo insieme quali sono gli obblighi per il datore di lavoro e qual è la procedura che deve seguire il lavoratore dipendente alla comparsa dei primi sintomi (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Malattia professionale cosa fare dopo il riconoscimento: il lavoratore

L’insorgere di una malattia professionale è un qualcosa di raro sul posto di lavoro. Sono necessarie infatti una serie di condizioni che prevedono un’alta esposizione del dipendente ad agenti, macchinari, sostante o comunque azioni pericolose che, nel tempo, gli causano danni.

È quindi difficile da diagnosticare subito a differenza di un infortunio. Si tratta, in genere, di patologie più gravi dovute alla continua esposizione al pericolo.

Al manifestarsi dei primi sintomi sospetti, il dipendente deve prontamente consultare il medico di base. Sarà compito suo verificare le cause e, eventualmente, produrre un certificato medico che attesti la presenza di una malattia professionale.

Il certificato medico dovrà poi essere consegnato al datore di lavoro, o dal lavoratore stesso o dal medico.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

Una volta ricevuto il certificato che attesta la presenza di una malattia professionale per il lavoratore, il datore deve comunicare all’INAIL la situazione.

La denuncia all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro deve essere fatta entro i cinque giorni successivi.

Cosa succede se non comunica i dati all’INAIL?

Qualora il datore di lavoro non dovesse provvedere a eseguire la denuncia, dovesse trasmettere dati incompleti oppure dovesse superare il termine dei cinque giorni andrà incontro a una sanzione

La penalità è di tipo amministrativo (multa ndr) e va da un minimo di 1290 euro a un massimo di 7745 euro.

Infortunio sul lavoro INAIL e malattia professionale

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Il riconoscimento dell’INAIL

Quando l’INAIL riconosce la malattia professionale, il lavoratore ha diritto a ricevere l’indennità economica prevista. Se il riconoscimento non avviene, il lavoratore può presentare ricorso entro tre anni. Il procedimento giudiziario sarà a proprie spese.

Le malattie professionali riconosciute dall’INAIL si suddividono in diverse categorie. Alcune di queste sono elencate in specifiche tabelle. Questo semplifica il processo di riconoscimento e indennizzo. Altre invece, non sono incluse in questi elenchi e richiedono un iter più complesso per essere dimostrate e ottenere il relativo indennizzo.

Per quelle tabellate si fa riferimento al decreto numero 141 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 15 novembre 2023. Puoi consultarlo gratuitamente in Gazzetta Ufficiale. Lì troverai i vari allegati con le malattie professionali previste.

Malattia professionale e sicurezza sul lavoro: le responsabilità

Se la malattia professionale è causata da una mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro, di chi è la responsabilità? La risposta è molto intuitiva: del datore di lavoro.

È suo compito infatti garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici durante l’impiego. Questo vuol dire che è tenuto a salvaguardare l’incolumità dei suoi collaboratori, così come il loro benessere fisico e psicologico.

Se quindi la patologia è chiaramente dovuta a una mancanza, seppur parziale, delle tutele sul luogo di lavoro, sarà l’azienda a doverne rispondere. Spesso i datori, tramite le imprese, sono tutelati da un’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

In caso di gravissime violazioni invece si possono riscontrare reati riconosciuti dal codice penale.

Il datore è libero da responsabilità qualora le cause della malattia sono riscontrabili nel dolo del lavoratore, in un’attività extralavorativa o nella responsabilità penale di un terzo.

Cos’è la malattia professionale?

La malattia professionale è una patologia che il lavoratore sviluppa in seguito all’esposizione prolungata a fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro. Questi fattori possono essere chimici, fisici, biologici o legati all’organizzazione del lavoro, e agiscono nel tempo causando danni alla salute.

Un esempio comune di patologia lavorativa è la silicosi, una malattia polmonare che colpisce i lavoratori esposti alla polvere di silice. La caratteristica principale della malattia professionale è la sua insorgenza graduale, spesso difficile da individuare in un momento specifico.

Le differenze con l’infortunio sul lavoro

L’infortunio sul lavoro, al contrario, è un evento traumatico che avviene in modo improvviso e accidentale durante lo svolgimento delle mansioni lavorative. Si tratta di un incidente che causa un danno immediato alla salute del lavoratore, come una frattura, una lesione o una ferita.

La differenza fondamentale tra infortunio sul lavoro e malattia professionale risiede quindi nella tempistica e nella modalità di insorgenza:

Malattia professionale, cosa fare dopo il riconoscimento
L’immagine rappresenta un lavoratore esposto a sostanze che possono causargli una malattia professionale cosa fare dopo il riconoscimento

FAQ sulla malattia professionale

Cosa succede se l’INAIL non riconosce la malattia professionale?

Nel caso in cui l’INAIL non riconosca la tua malattia come professionale, hai la possibilità di fare ricorso. Questo ricorso deve essere presentato entro tre anni dalla comunicazione del mancato riconoscimento. È importante sapere che il ricorso è a carico del lavoratore e comporta costi, come quelli legati alla consulenza legale e medica.

Durante il ricorso, dovrai fornire ulteriori prove che dimostrino il legame tra la tua malattia e le condizioni di lavoro. È consigliabile farsi assistere da un medico legale o da un avvocato specializzato in diritto del lavoro, che possono aiutarti a preparare una documentazione solida per sostenere la tua causa.

Il ricorso viene esaminato da una commissione che valuterà nuovamente il caso e potrà confermare o ribaltare la decisione iniziale dell’INAIL.

Cosa fare se sospetti di avere una malattia professionale?

Se sospetti di avere una malattia professionale, il primo passo è rivolgersi a un medico, preferibilmente specializzato in medicina del lavoro. Il medico potrà eseguire una valutazione accurata dei tuoi sintomi e determinare se sono legati al lavoro che svolgi.

È importante fornire al medico tutte le informazioni necessarie, come il tipo di lavoro svolto, i materiali con cui si entra in contatto, le condizioni dell’ambiente di lavoro e la durata dell’esposizione ai fattori di rischio.

Una volta che il medico ha confermato la sospetta malattia professionale, puoi avviare il processo di richiesta di riconoscimento presso l’INAIL. Questo processo può includere la raccolta di documentazione medica e prove che dimostrino il legame tra la malattia e il lavoro. Il supporto di un medico legale può essere utile in questa fase.

Come si richiede il riconoscimento di una patologia lavorativa?

Per richiedere il riconoscimento di una malattia professionale, devi presentare una domanda all’INAIL, l’ente che si occupa di tutelare i lavoratori in caso di infortuni e malattie legate al lavoro.

La domanda deve essere corredata da una documentazione medica dettagliata che attesti la natura della malattia e il legame con le attività lavorative svolte. È fondamentale che questi incartamenti siano il più possibile completi, includendo referti medici, analisi cliniche e, se disponibili, valutazioni di specialisti in medicina del lavoro.

Una volta presentata la domanda, l’INAIL esaminerà il caso e deciderà se riconoscere la malattia come professionale. Se la malattia viene riconosciuta, avrai diritto a un’indennità economica proporzionata alla gravità della patologia e all’incidenza sul tuo lavoro.

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