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La Naspi a chi ha più di 67 anni

La Naspi a chi ha più di 67 anni ed è quindi oltre l’età per la pensione di vecchiaia. Il punto cruciale è questo: non c’è una soglia anagrafica che impedisca l’iscrizione a un centro dell’impiego e quindi neppure per il riconoscimento della disoccupazione.

di Redazione

Febbraio 2024

La Naspi a chi ha più di 67 anni e ha quindi raggiunto l’età pensionabile. La soglia anagrafica non impedisce l’iscrizione al Centro per l’impiego, per questo motivo è possibile il riconoscimento della Naspi o della Dis-Coll anche oltre quella soglia anagrafica. Lo ha chiarito l’INPS in un messaggio. Vediamo i dettagli. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Naspi anche dopo l’età pensionabile

Fino a che età posso ricevere la Naspi? La risposta potrebbe sorprendere: raggiungere i 67 anni non preclude l’erogazione della Naspi o della Dis-Coll, a meno che non si sia già maturato un diritto a pensione.

Inoltre, l’iscrizione al Centro per l’Impiego, che si effettua al momento della richiesta di disoccupazione indennizzata, non è condizionata dall’aver raggiunto o meno l’età pensionabile. L’INPS, nel messaggio numero 750/2024, ha precisato che il limite anagrafico di 67 anni vale solo per l’iscrizione negli elenchi del collocamento mirato (per disabili), ma non influisce sull’iscrizione al Cpi.

Da dove nasce la questione

I chiarimenti sull’accesso alla Naspi e/o alla Dis-Coll nascono dall’esigenza di comprendere meglio i requisiti necessari. Come sai, la concessione di queste prestazioni è legata all’accertamento dello stato di disoccupazione. Una condizione che implica non solo la mancanza di un impiego, ma anche l’obbligo di rendersi disponibili per attività lavorative e partecipare a iniziative di politica attiva concordate con il Centro per l’Impiego.

Per soddisfare questi requisiti, i richiedenti devono presentare la “DID” (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) quando inoltrano la domanda di Naspi e/o Dis-Coll all’INPS. Questo impegno si concretizza con la stipula di un “patto di servizio personalizzato” presso il Centro per l’Impiego.

Il mancato rispetto degli obblighi previsti in questo patto, senza giustificato motivo, può portare a sanzioni specifiche, che possono includere la perdita del beneficio.

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Nessun limite di età per l’iscrizione al collocamento

La posizione dell’INPS

L’INPS ha chiesto chiarimenti al Ministero del Lavoro sui limiti di età per l’accesso alle indennità Naspi e Dis-coll. La risposta è stata chiara: non esiste un limite massimo di età per l’iscrizione al collocamento ordinario, determinante anche per l’accesso alle prestazioni di disoccupazione Naspi e Dis-coll.

Come accennato i limiti di età specificati nell’articolo 1, co. 1 del Dpr 333/2000 (minimo 15 anni e massimo 67 anni) si applicano solo alle persone con disabilità per l’iscrizione negli elenchi del collocamento mirato.

Di conseguenza, i lavoratori che perdono il lavoro involontariamente devono sempre presentare la DID (dichiarazione di immediata disponibilità), essenziale per il riconoscimento della Naspi e/o Dis-Coll e per l’applicazione della relativa disciplina, inclusa quella sanzionatoria. Così, raggiungere i 67 anni non impedisce l’iscrizione al Cpi e, di conseguenza, non blocca l’erogazione delle prestazioni.

Va però considerato che chi ha già maturato il diritto a pensione di vecchiaia (es. 67 anni e 20 anni di contributi) o alla pensione anticipata, decade dai benefici della Naspi e/o della Dis-Coll.

Il requisito minimo dei 16 anni

Il Ministero del Lavoro ha anche chiarito un altro aspetto fondamentale: esiste un requisito minimo di età per l’iscrizione al Centro per l’Impiego (Cpi). Secondo l’articolo 1, co. 622 della legge n. 296/2006, questo limite è fissato a 16 anni.

Quindi, per i soggetti al di sotto dei 16 anni, è precluso sia il rilascio della DID (dichiarazione di immediata disponibilità) sia l’accesso alla Naspi e/o Dis-Coll.

Naspi: che cos’è e a chi spetta

La Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) è un sostegno fondamentale per chi ha perso involontariamente il lavoro. Si tratta di una indennità mensile di disoccupazione destinata a coloro che avevano un rapporto di lavoro subordinato.

Tuttavia, la Naspi non è accessibile in alcune situazioni specifiche, come per i lavoratori che si dimettono o che interrompono il rapporto di lavoro con una risoluzione consensuale.

A chi spetta la Naspi

La Naspi è destinata a diverse categorie di lavoratori, tra cui:

C’è da aggiungere che i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato non hanno diritto alla Naspi.

Requisiti per l’accesso alla Naspi

Per poter beneficiare della Naspi, i lavoratori devono soddisfare determinati requisiti:

  1. Essere in stato di disoccupazione, ovvero privi di lavoro e immediatamente disponibili per svolgere e cercare un’attività lavorativa;
  2. Avere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Inoltre, la Naspi è accessibile anche alle lavoratrici che hanno dato le dimissioni durante il periodo di maternità (entro il 1° anno di vita del bambino) e in caso di dimissioni per giusta causa, come mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifiche peggiorative delle mansioni lavorative, mobbing, ecc.

In caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la Naspi è riconosciuta solo in determinate circostanze, come nell’ambito della procedura di conciliazione presso la Direzione territoriale del Lavoro o in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Naspi: la domanda

Per accedere alla Naspi, è importante conoscere la procedura e i termini per la presentazione della domanda. Il lavoratore deve inoltrare la richiesta entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superare questo termine significa perdere il diritto alla Naspi.

Tempistica dell’erogazione della Naspi

La disoccupazione è riconosciuta a partire dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro questo termine. Se la domanda viene inoltrata dopo l’ottavo giorno, l’erogazione inizia dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Naspi: l’importo e la durata

Calcolo dell’indennità Naspi

L’importo della Naspi viene calcolato in base alla retribuzione media percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni. La durata dell’indennità corrisponde alla metà delle settimane di contributi versati in quel periodo, con un massimo di 24 mesi.

Determinazione dell’importo della Naspi

L’importo della Naspi varia a seconda della retribuzione media mensile del richiedente:

Riduzione dell’importo nel tempo

L’importo della Naspi si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione, e dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda. In ogni caso, la Naspi non può superare un importo mensile massimo, anch’esso rivalutato annualmente in base all’indice Istat dei prezzi al consumo.

Naspi: quando si perde il diritto

Casi di decadenza dal beneficio della Naspi

Esistono diverse situazioni in cui un lavoratore può perdere il diritto alla Naspi. Sono incluse:

  1. La perdita dello stato di disoccupazione, che significa avere trovato un nuovo lavoro.
  2. La mancata partecipazione regolare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.
  3. La mancata ricerca attiva di un’occupazione e il rifiuto di offerte di lavoro considerate congrue.
  4. L’inizio di un’attività lavorativa subordinata senza comunicare, entro 30 giorni, il reddito annuo previsto.
  5. L’inizio di un’attività lavorativa autonoma senza comunicare, entro 30 giorni, il reddito annuo previsto.
  6. Il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.
  7. L’accoglimento della domanda di assegno ordinario di invalidità, a meno che il lavoratore non preferisca continuare a ricevere la Naspi, se più conveniente.
La Naspi a chi ha più di 67 anni
Nell’immagine un operaio prossimo all’età pensionabile ha scoperto che può ancora accedere alla Naspi.

FAQ (domande e risposte)

La Naspi è accessibile oltre i 67 anni di età?

Sì, la Naspi è accessibile anche a coloro che hanno superato i 67 anni di età. L’INPS ha chiarito che la soglia anagrafica non impedisce l’iscrizione al Centro per l’Impiego e, di conseguenza, non ostacola il riconoscimento della Naspi o della Dis-Coll.

Quali sono i requisiti per ricevere la Naspi?

Per ricevere la Naspi, è necessario essere in stato di disoccupazione, cioè privi di lavoro e immediatamente disponibili per svolgere e cercare un’attività lavorativa. Inoltre, i richiedenti devono avere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. La Naspi è inoltre accessibile a determinate categorie di lavoratori, come dipendenti, apprendisti, soci lavoratori di cooperative, e personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Il raggiungimento dell’età pensionabile influisce sull’erogazione della Naspi?

No, il raggiungimento dell’età pensionabile non influisce sull’erogazione della Naspi a meno che non sia stato maturato un diritto a pensione. Pertanto, l’età di 67 anni non preclude l’erogazione della Naspi o della Dis-Coll.

Come influisce l’iscrizione al Centro per l’Impiego sulla Naspi?

L’iscrizione al Centro per l’Impiego è un passo essenziale per ottenere la Naspi. Questa iscrizione non è subordinata all’età pensionabile e avviene in occasione della richiesta di disoccupazione indennizzata. L’iscrizione permette ai lavoratori di accedere alle prestazioni di disoccupazione e di conformarsi ai requisiti richiesti per la Naspi.

Quali sanzioni sono previste per il mancato rispetto del patto di servizio personalizzato?

In caso di mancato rispetto degli obblighi contenuti nel patto di servizio personalizzato, senza giustificato motivo, sono previste specifiche sanzioni che possono portare anche alla decadenza dai benefici della Naspi o della Dis-Coll. Questi obblighi includono la partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e percorsi di riqualificazione professionale.

Qual è il termine massimo per presentare la domanda di Naspi?

Il termine massimo per presentare la domanda di Naspi è di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se la domanda viene presentata oltre questo termine, il lavoratore perde il diritto all’indennità di disoccupazione.

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