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Naspi bloccata: cosa fare

Naspi bloccata: cosa fare? Per quale motivo l'INPS interrompe l'erogazione dell'indennità di disoccupazione e come riattivarla? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

Cosa fare con la Naspi bloccata? Come riattivare l’indennità sospesa? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la Naspi e a chi spetta?

La Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile di disoccupazione, introdotta dal decreto legislativo numero 22 del 4 marzo 2015, erogata su domanda dell’interessato.

La prestazione è rivolta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente il lavoro, compresi:

Non possono accedere alla Naspi:

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Quando pagano la Naspi?

La Naspi è pagata mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni.

Non si computano i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione e neppure la contribuzione che ha prodotto prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata.

La Naspi è bloccata: perché?

Può accadere che l’INPS sospenda il pagamento della Naspi un mese prima del termine e che non eroghi l’ultima mensilità all’avente diritto.

Non è una situazione che capita frequentemente, ma accade a chi ha una posizione aperta in Gestione Separata (anche se non viene usata da tempo) o ai titolari di Partita IVA.

La Naspi è bloccata perché l’INPS prima di liquidare l’ultima mensilità dell’indennità attende la comunicazione del reddito presunto da parte dell’interessato, per accertarsi che il contribuente non abbia svolto un’altra attività lavorativa da recuperare sulla Naspi.

I beneficiari della Naspi che nel 2023 hanno inviato la dichiarazione del reddito presunto, sono tenuti a presentare la comunicazione anche in relazione al 2024.

L’invio del reddito presunto va effettuato entro il 31 gennaio 2024, come ricorda il messaggio numero 4361 dell’INPS, pubblicato il 5 dicembre 2023: chi non rispetterà la tempistica, vedrà sospesa l’erogazione del trattamento di disoccupazione.

La comunicazione è obbligatoria per il percettore di Naspi che, nel 2023, ha dichiarato un reddito presunto diverso da zero. In assenza di comunicazione la Naspi sarà sospesa.

Chi, invece, nel 2023 ha comunicato un reddito presunto pari a zero continuerà a percepire l’indennità di disoccupazione, fermo restando l’obbligo di comunicazione entro il 31 gennaio se prevede di produrre, per il 2024, un reddito diverso da zero.

Entro il 31 gennaio 2024 va inviata all’INPS la comunicazione del reddito presunto in caso di svolgimento di attività lavorativa autonomo, parasubordinata, subordinata o occasionale in concomitanza con la percezione dell’indennità, come spiegato dall’INPS con la circolare numero 94 del 2015.

Come riattivare il pagamento della Naspi?

Dunque, in caso di mancata dichiarazione del reddito presunto, l’INPS sospende l’erogazione della Naspi. Per riattivare il pagamento del trattamento di disoccupazione sospeso è necessario inviare il modello Naspi-COM.

L’istituto, nel comunicato del 6 marzo 2023, che fa seguito al messaggio numero 790 del 23 febbraio 2023, ha fornito le informazioni necessarie per procedere all’adempimento e riattivare la Naspi.

Il modello Naspi-COM può essere scaricato sul sito dell’INPS. In alternativa, si può chiedere assistenza a un patronato.

Scarica qui il modello Naspi-COM:

Per inviare la dichiarazione di reddito presunto del 2024, gli utenti interessati dovranno utilizzare il modello Naspi-COM.

La procedura è la seguente:

Il modello va trasmesso via Internet all’istituto. In alternativa, potrete chiedere assistenza a patronati o enti abilitati.

Naspi bloccata
Naspi bloccata: in foto un uomo disperato con le mani sul volto.

Faq sulla Naspi

Come richiedere l’indennità Naspi?

Per richiedere l’indennità Naspi, è necessario presentare una domanda all’INPS. È possibile farlo online attraverso il portale INPS o recandosi personalmente presso un patronato o un centro di assistenza. È fondamentale fornire tutta la documentazione richiesta e seguire scrupolosamente le istruzioni per garantire una pratica corretta e veloce.

Dopo quanto tempo dall’invio della domanda ricevo risposta dall’INPS?

tempi di lavorazione della domanda di incentivo possono variare dai singoli casi. Di norma, come riporta il sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, entro trenta giorni l’ente scioglie le riserve. Per monitorare lo stato della tua richiesta, controlla online il tuo fascicolo previdenziale INPS. In caso di risultato favorevole ti comparirà una voce simile a “domanda accettata”, in alternativa “domanda respinta”.

I percettori di Naspi hanno diritto all’ex Bonus Renzi?

Sì, tra i beneficiari dell’ex Bonus Renzi ci sono anche i percettori dell’indennità di disoccupazione Naspi. Tuttavia, per ricevere la totalità dell’importo (1200 euro all’anno diviso in dodici mensilità ndr) è necessario possedere un reddito inferiore ai 15mila euro.

Spettano i contributi figurativi durante l’erogazione della Naspi?

Durante la disoccupazione, la legge prevede che l’INPS versi i contributi figurativi nel periodo in cui il lavoratore percepisce l’indennità di disoccupazione (la Naspi)

Quando si accreditano i contributi figurativi al disoccupato percettore di Naspi, si attribuisce un numero di contributi pari al periodo da riconoscere e per un determinato importo a seconda della modalità di calcolo.     

Il valore dei contributi da accreditare al lavoratore deriva dalla media delle retribuzioni percepite nello stesso anno solare in cui si collocano i periodi di interruzione o riduzione dell’attività. Se nell’anno solare non risultano retribuzioni, il valore da attribuire ai contributi figurativi è calcolato sulle retribuzioni dell’anno precedente.  

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