E’ possibile avere la Naspi con la partita IVA? Vediamo in questo post se l’indennità di disoccupazione spetta anche ai lavoratori autonomi, quali sono i limiti e i requisiti per averla. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
A chi spetta la Naspi
La Naspi, indennità di disoccupazione, è riservata ai dipendenti del settore pubblico e privato che hanno perso il lavoro per motivi non attribuibili alla loro volontà. Le cause riconosciute includono:
- Licenziamento: per qualsiasi motivo, inclusi quelli per giusta causa dovuti a grave inadempimento da parte del lavoratore.
- Dimissioni per giusta causa: ad esempio, a seguito di comportamenti inappropriati del datore di lavoro: mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie, ecc.
- Dimissioni nel periodo di tutela della maternità: quando le dimissioni avvengono durante il periodo protetto dedicato alla maternità.
- Risoluzione consensuale del contratto: convalidata dall’ispettorato del lavoro o mediante procedura di conciliazione.
- Mancato rinnovo del contratto a termine: quando il contratto a tempo determinato giunge a termine senza essere rinnovato.
- Risoluzione del contratto per trasferimento: se il lavoratore rifiuta un trasferimento in un’altra sede distante oltre 50 km dalla propria residenza.
Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.
Quando spetta la Naspi con la partita Iva
Requisiti per i lavoratori autonomi
I lavoratori autonomi titolari di partita IVA hanno diritto alla Naspi solo se contemporaneamente hanno svolto un’attività lavorativa subordinata. Di per sé, la partita IVA non dà diritto all’indennità di disoccupazione, ma può essere integrata con un’attività dipendente.
Condizioni specifiche per il diritto alla Naspi:
- Doppia attività: il lavoratore autonomo deve aver avuto anche un rapporto di lavoro dipendente conclusosi involontariamente.
- Contributi versati: nei 4 anni precedenti alla fine del rapporto di lavoro involontario, il lavoratore deve aver accumulato almeno 13 settimane di contributi.
- Limite di reddito: il lavoratore autonomo non deve percepire un reddito presunto annuo superiore a 4.800 euro, limite che consente di mantenere lo status di disoccupato.
Alla luce di queste condizioni, anche il lavoratore autonomo può richiedere la Naspi, che tuttavia verrà erogata ridotta dell’80% se il lavoratore non soddisfa i criteri sopra menzionati.
Lavoratori autonomi, indennità diversa dalla Naspi
Indennità specifiche per categorie di lavoratori autonomi
Alcuni lavoratori autonomi possono beneficiare di un tipo di indennità di disoccupazione diversa dalla Naspi. Un esempio è l’indennità per la disoccupazione involontaria dei lavoratori autonomi dello spettacolo, conosciuta come Alas.
Dettagli sull’indennità Alas
- Destinatari: chi opera nel settore dello spettacolo a tempo determinato, svolgendo attività artistica o tecnica direttamente legata alla produzione e realizzazione di spettacoli.
- Da quando: questa indennità è stata introdotta nel 2022 e si rivolge a una nicchia precisa di lavoratori autonomi che soddisfano certi criteri legati al loro campo professionale.
Chi ha diritto alla Naspi con la partita Iva
Requisiti per l’accesso alla Naspi da parte di titolari di partita Iva
I lavoratori autonomi che sono anche titolari di una partita Iva possono quindi richiedere la Naspi se soddisfano specifici criteri. È essenziale che il lavoratore sia stato disoccupato non per scelta personale e che la partita Iva fosse già attiva prima della situazione di disoccupazione.
Condizioni necessarie per l’accesso:
- Stato di disoccupazione: Il lavoratore deve trovarsi in uno stato di disoccupazione involontaria.
- Reddito annuo: è fondamentale che il reddito annuo presunto dall’attività autonoma sia inferiore a 4.800 euro. Questo limite consente di mantenere lo status di disoccupato e accedere all’indennità.
Non è il possesso della partita Iva in sé a limitare l’accesso alla Naspi, ma piuttosto il livello di reddito generato dall’attività autonoma.
Come avere la Naspi anticipata con la partita Iva
Procedura per la richiesta della Naspi anticipata
I lavoratori disoccupati che sono già titolari di partita IVA possono richiedere di ricevere la Naspi in un’unica soluzione anticipata, senza che il loro nuovo reddito da lavoratore autonomo comporti decurtazioni.
Passi per ottenere la Naspi anticipata:
- Tempistica di richiesta: la richiesta deve essere inoltrata entro 30 giorni dalla perdita del lavoro o dall’apertura della partita IVA, nel caso si inizi una nuova attività.
- Restrizioni lavorative: durante il periodo in cui si percepisce la Naspi anticipata, il beneficiario non può intraprendere un nuovo lavoro dipendente. In caso contrario, sarà necessario restituire l’importo già ricevuto.
La Naspi anticipata rappresenta un’opzione vantaggiosa per chi prevede di generare un reddito superiore ai 4.800 euro con la propria attività autonoma, permettendo di reinvestire immediatamente il capitale nella propria attività.

FAQ (domande e risposte)
Chi può ottenere la Naspi con la partita Iva?
La Naspi può essere ottenuta da lavoratori autonomi con partita IVA solo se hanno simultaneamente svolto un lavoro dipendente. Per poter beneficiare della Naspi, il lavoro dipendente deve essere terminato involontariamente, come licenziamenti o altre cause non imputabili alla scelta personale del lavoratore.
Quali sono i requisiti per la Naspi con partita Iva?
Per ottenere la Naspi con la partita IVA, un lavoratore autonomo deve aver accumulato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti alla cessazione del proprio lavoro dipendente. Inoltre, non deve avere un reddito annuo presunto superiore a 4.800 euro, limite che permette di mantenere lo stato di disoccupazione.
La Naspi spetta ai lavoratori autonomi con partita Iva?
La Naspi non spetta di diritto ai lavoratori autonomi solo sulla base della loro partita IVA. Essi devono avere avuto contemporaneamente un impiego come dipendenti che si sia concluso per cause non attribuibili a loro scelta per accedere all’indennità.
Come richiedere la Naspi anticipata con partita Iva?
Per richiedere la Naspi anticipata, i lavoratori disoccupati titolari di partita IVA devono fare domanda entro 30 giorni dalla perdita del loro impiego o dall’apertura della partita IVA, se iniziando una nuova attività. Questa modalità permette di ottenere l’intero importo della Naspi in un’unica soluzione, senza subire decurtazioni per il nuovo reddito da lavoratore autonomo.
Qual è il limite di reddito per la Naspi con partita Iva?
Il limite di reddito annuo per un lavoratore autonomo che vuole beneficiare della Naspi è di 4.800 euro. Superare questa soglia comporta la perdita dello stato di disoccupazione e, di conseguenza, l’ineleggibilità per l’indennità.
Cosa esclude dalla Naspi i titolari di partita Iva?
I titolari di partita IVA sono esclusi dalla Naspi se il loro reddito annuo supera i 4.800 euro o se non hanno avuto un rapporto di lavoro dipendente terminato involontariamente. Essere semplicemente titolare di una partita IVA senza aver soddisfatto questi criteri non dà diritto alla Naspi.
Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: