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Naspi e prestazione occasionale

C'è compatibilità tra la Naspi e prestazione occasionale? Scopriamo se è possibile percepirle entrambe e se ci sono limiti.

di Antonio Dello Iaco

Febbraio 2024

Naspi e prestazione occasionale sono due misure compatibili? Scopriamo insieme in questo articolo se è possibile percepire sia un reddito da lavoro e sia l’indennità di disoccupazione (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Naspi e prestazione occasionale: sono compatibili?

Per fortuna possiamo iniziare questo articolo con una buona notizia. L’indennità Naspi è compatibile con la prestazione occasionale. A chiarirlo è stato anche l’INPS nel 2017 con la pubblicazione di un’apposita circolare.

Entro quali limiti?

La normativa italiana parla chiaro. È possibile percepire prestazioni occasionali per un massimo di 5.000 euro all’anno. Questo limite scende a 2.500 euro qualora il committente è uno solo.

La circolare numero 174 del 2017 pubblicata dall’INPS chiarisce poi le compatibilità tra questo tipo di entrate e l’indennità Naspi: «il beneficiario della prestazione Naspi può svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a € 5.000 per anno civile».

«Entro detti limiti – continua la nota – l’indennità Naspi è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione Naspi non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività».

In sostanza quindi, puoi lavorare con prestazioni occasionali per un totale di massimo 5.000 euro all’anno, a patto che ogni “cliente” paghi somme inferiori ai 2.500 euro.

Se percepisci anche la Naspi, l’importo di questa indennità non si riduce in alcun modo e, inoltre, non devi dare comunicazione all’INPS di nessuna delle tue entrate annuali “giustificate” come prestazioni occasionali.

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Compatibilità Naspi e lavoro autonomo

La compatibilità tra Naspi e lavoro autonomo è spiegata chiaramente dalla normativa italiana, ponendo un limite di reddito specifico per ricevere anche la disoccupazione.

Chi svolge lavoro autonomo e vuole percepire anche la Naspi, non deve ricevere oltre 4.800 euro all’anno di redditi derivanti da mansioni lavorative.

A questo limite, di 200 euro più basso rispetto a quello previsto per chi sfrutta le prestazioni occasionali, si aggiunge anche una riduzione dell’indennità di disoccupazione dell’80 per cento. Inoltre, il lavoratore autonomo deve comunicare all’INPS le entrate percepite compilando l’apposito modello Naspi COM.

Cos’è il lavoro autonomo?

Per lavoro autonomo si individuano quelle prestazioni caratterizzate dalla mancanza di subordinazione e di coordinamento da parte del committente. È il lavoratore stesso che sceglie come, quanto e per chi lavorare.

Questo non accade invece per le prestazioni occasionali, in cui il lavoratore ha meno autonomia e deve rispettare una sorta di eterodirezione (coordinamento) da parte del datore. A chiarirlo è anche l’articolo 54-bis del Decreto Legge numero 50 del 2017, noto come Jobs Act, che disciplina questa forma di retribuzione lavorativa.

Lavoro autonomo, prestazione occasionale e Naspi

Dopo aver visto nel dettaglio entrambe le misure e come queste si comportano nel caso in cui un cittadino sia percettore dell’indennità Naspi, abbiamo riassunto il tutto in una tabella.

Consultando il prossimo schema è possibile mettere a confronto la professione autonoma e quella con prestazione occasionale e capire così quali sono le principali differenze:

CategoriaLimiti di Reddito AnnuoCumulabilità con NaspiComunicazione all’INPS
Prestazione occasionaleMassimo 5.000 euro (2.500 euro se da un solo committente)Completamente cumulabile, non riduce l’importo della NaspiNon necessaria per le entrate giustificate come prestazioni occasionali
Lavoro autonomoMassimo 4.800 euroCumulabile ma con riduzione dell’80% dell’indennità di disoccupazioneNecessaria (tramite il modello Naspi COM)
Lavoro autonomo, prestazione occasionale e Naspi

Jobs Act prestazioni occasionali nelle PA

In genere si pensa alle prestazioni occasionali come un mezzo utilizzato solo dalle aziende o dalle piccole società che organizzano eventi. In realtà anche le Pubbliche Amministrazioni possono assumere personale attraverso questo metodo.

A dirlo è sempre il testo del Jobs Act che, al comma 7 dell’articolo 54 bis chiarisce che queste prestazioni devono essere «esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali» e introduce i casi possibili:

È giusto anche dire che, spesso, le PA puntano su assunzioni a tempo determinato o, nei casi di necessità a quelle “a progetto”.

Naspi e prestazione occasionale
L’immagine rappresenta un lavoratore che percepisce Naspi e prestazione occasionale

FAQ sulle prestazioni occasionali

Quali sono i vantaggi di svolgere una prestazione occasionale?

Svolgere una prestazione occasionale può offrire diversi vantaggi. Innanzitutto, ti permette di guadagnare un reddito extra senza dover impegnare tutto il tuo tempo.

Inoltre, in molte situazioni, non è necessario aprire una partita IVA per svolgere prestazioni occasionali, semplificando la burocrazia. È un’opzione ideale per chi desidera lavorare in modo flessibile.

Quali sono gli esempi comuni di prestazioni occasionali?

Ci sono molte tipologie di lavoro che vengono svolti tramite l’uso di prestazioni occasionali. Alcuni esempi comuni includono mansioni come il baby-sitting, il pet-sitting, la consegna di cibo a domicilio, il lavoro di commessa in occasione di eventi speciali, o la collaborazione saltuaria con un’azienda per progetti specifici.

Le prestazioni occasionali possono variare notevolmente, ma sono solitamente brevi e non richiedono un impegno continuativo.

Quali sono i doveri e le responsabilità di chi svolge prestazioni occasionali?

Chi svolge prestazioni occasionali ha alcune responsabilità da rispettare. Queste possono includere la corretta dichiarazione dei guadagni, il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, e la tutela dei propri diritti.

È importante essere consapevoli delle leggi e delle regolamentazioni locali che si applicano alle prestazioni occasionali e agire in conformità di esse.

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