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Pace contributiva pensioni 2024: cosa sapere

Pace contributiva per le pensioni nel 2024: quanti anni di contributi si possono riscattare e relativi a quale periodo lavorato? Ecco cosa sapere su requisiti e calcoli.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Oggi vi parleremo di pace contributiva per le pensioni nel 2024: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pace contributiva per le pensioni nel 2024: cos’è e chi può richiederla?

Cos’è la pace contributiva 2024 e perché è importante per le pensioni?

La Legge di bilancio 2024 ha reintrodotto la pace contributiva, ovvero quella possibilità, inserita nella legge numero 26 del 28 marzo 2019 e valida, inizialmente, fino al 2021, che consente di recuperare tramite riscatto fino a 5 anni di periodi di mancata contribuzione.

La misura ripristinata quest’anno sarà valida fino al 31 dicembre 2025 e può essere utilizzata soltanto da quei lavoratori e da quelle lavoratrici prossimi/e alla pensione, senza contributi versati al 31 dicembre 1995.

Parliamo, dunque, dei cosiddetti contributivi puri, privi di anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996: anche solo un contributo o un accredito figurativo versati prima del 1996 pregiudicherebbe la possibilità di accesso alla pace contributiva.

La collocazione temporale per riscattare i periodi privi di contribuzione va tra l’anno del primo e dell’ultimo versamento accreditato presso le gestioni INPS alle quali l’interessato è oppure è stato iscritto.

In ogni caso l’anzianità contributiva acquisita tramite pace contributiva è utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

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Quando non è possibile sfruttare la pace contributiva per le pensioni nel 2024?

Oltre alla tempistica per il riscatto, occorre rispettare un altro parametro: non è possibile sfruttare la pace contributiva se il periodo da riscattare è stato lavorato senza che siano stati versati i relativi contributi.

Se durante il periodo è stata svolta un’attività lavorativa in qualità di dipendente, parasubordinato, collaboratore, coadiuvante-coadiutore, in caso di prescrizione della relativa contribuzione, è possibile avvalersi della costituzione di rendita vitalizia, come previsto dall’articolo 13 della legge numero 1338/1962.

Se, invece, durante il periodo è stata svolta attività lavorativa in qualità di lavoratore autonomo – libero professionista, non sarà possibile avvalersi di alcun tipo di riscatto, se la contribuzione è prescritta.

Infine, è possibile sfruttare il riscatto dei contributi attraverso la pace contributiva soltanto presso le gestioni amministrate dall’INPS alle quali il lavoratore risulta iscritto oppure lo è stato in passato.

Sono esclusi dal diritto coloro che sono iscritti, o lo sono stati presso le casse professionali private e privatizzate.

Pace contributiva per le pensioni nel 2024: quanto costa?

Come stabilito dall’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo numero 184 del 1997, riscattare anni di contributi ha un costo che varia a seconda delle retribuzioni percepite nelle ultime 52 settimane prima di procedere al riscatto, moltiplicate per l’aliquota contributiva IVS della gestione assicurativa presso la quale si richiedere il riscatto.

Per fare un esempio, prendiamo un lavoratore di 67 anni da compiere a maggio 2024, con 16 anni di contributi versati e un montante contributivo di 150.000 euro.

Il primo contributo lo ha versato nel 1997, l’ultimo contributo risale al 2023, pari a 27.000 euro. Dal 2012 al 2022 non ha versato contributi. Attraverso la pace contributiva potrà riscattare 4 anni di contributi per raggiungere l’anzianità contributiva minima richiesta per la pensione di vecchiaia.

Per calcolare il costo del riscatto dei 4 anni di contributi andrà moltiplicato il reddito degli ultimi 12 mesi (27.000 euro) per l’aliquota IVS per i lavoratori dipendenti (33%). Il risultato (8.910 euro) andrà moltiplicato per gli anni da riscattare (4), per un totale di 35.640 euro.

Ora dobbiamo sommare l’importo degli anni da riscattare (35.640 euro) al montante contributivo accumulato dal lavoratore (150.000 euro), per ottenere il montante contributivo totale, pari a 185.640 euro.

Su questo importo si applica il coefficiente di trasformazione relativo ai 67 anni di età per il 2024, ovvero 5,723%. Il 5,723% di 185.640 euro è 10.625 euro, ovvero l’importo lordo di un anno di pensione, pari a circa 817 euro lordi al mese (600 euro netti).

In questo modo, il nostro pensionato potrà anticipare di 4 anni la pensione di vecchiaia, che altrimenti avrebbe potuto richiedere soltanto a 71 anni, essendo privo dell’anzianità contributiva minima richiesta (20 anni).

Pace contributiva per le pensioni nel 2024: conviene?

La pace contributiva conviene, specialmente quando consente di anticipare il pensionamento evitando di superare la soglia dei 67 anni di età.

E’ un vantaggio, inoltre, anche considerando la deducibilità fiscale del costo del riscatto, che può essere versato in un’unica soluzione oppure in 120 rate mensili, senza interessi.

Nel nostro caso, il futuro pensionato poteva pagare i 35.640 euro per il riscatto dei 4 anni di contributi in un’unica rata oppure in 120 rate mensili da 297 euro l’una.

Ricordiamo, però, che se la pace contributiva viene richiesta per l’immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta, è obbligatorio pagare la somma in un’unica soluzione.

Pace contributiva per le pensioni nel 2024
Pace contributiva per le pensioni nel 2024: in foto un taccuino con scritto pensione, un paio di occhiali e una calcolatrice.

Faq sulla pace contributiva per la pensione

Quali contributi si possono riscattare? 

Con la premessa che i contributi da riscatto corrispondono dunque a periodi altrimenti privi di contribuzione, sono in particolar modo tre le situazioni nelle quali la disciplina vigente consente di intervenire: 

  1. periodi per i quali vi sia stata omissione contributiva ma sia nel frattempo già intervenuta la prescrizione di legge (la contribuzione obbligatoria si prescrive infatti nell’arco di 10 anni: trascorso questo periodo, per recuperare un eventuale “buco” assicurativo non resta che il riscatto); 
     
  2. periodi per i quali non era previsto l’obbligo di versamento contributivo (ad esempio, la laurea o altri titoli di studio equiparati); 
     
  3. periodi per i quali siano stata introdotte particolari disposizioni legislative

Si possono riscattare anche periodi precedenti all’apertura della propria posizione contributiva?

No, non è possibile. Ad esempio, la pace contributiva, non è prevista per il riscatto di una laurea conseguita prima dell’inizio della propria carriera lavorativa (per quanto riguarda, il riscatto di laurea “standard” e “agevolato”, così come introdotto proprio dal “Decretone” si rimanda in ogni caso alla scheda di riferimento). 

Quali sono i costi del riscatto agevolato della laurea?

Il costo del riscatto agevolato della laurea varia a seconda del caso specifico. Per un riscatto doppio, il costo può arrivare fino a 23.000 euro. L’importo può essere versato in un’unica soluzione o rateizzato. La quota annuale forfettaria si calcola moltiplicando l’aliquota del 33% per il reddito minimo imponibile della gestione INPS artigiani e commercianti. Questo importo è poi detraibile dalle imposte sui redditi.

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