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Partite IVA, concordato preventivo per tutti

Novità importanti per le partite IVA, il concordato preventivo con l’Agenzia delle Entrate sarà esteso a tutti, inclusi i forfettari. In tutto quattro milioni di lavoratori autonomi. Potranno evitare gli accertamenti fiscali. Vediamo come funziona.

di Redazione

Gennaio 2024

Partite IVA il concordato preventivo biennale sarà esteso a tutti, coinvolgendo una platea di 4 milioni di lavoratori. Il patto con il fisco consentirà di evitare accertamenti fiscali. Sono inclusi anche i forfettari. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Partite IVA, cos’è il concordato preventivo

Il concordato preventivo può rappresentare una svolta importante per i titolari di Partite IVA. Questa misura, parte integrante della riforma fiscale del governo, introduce un nuovo approccio nella gestione fiscale per milioni di lavoratori autonomi e imprenditori.

Definizione e scopo del concordato preventivo

Il concordato preventivo è un accordo tra le Partite IVA e il Fisco. Questo patto permette, a chi decide di aderirvi, di evitare accertamenti fiscali per un periodo di due anni. In sostanza, si tratta di una specie di “tregua” con l’amministrazione fiscale, che offre maggiore serenità e stabilità ai lavoratori autonomi.

Estensione del concordato a tutte le Partite IVA

Il concordato preventivo non è più limitato, come in origine, a specifiche categorie di contribuenti, ma viene esteso a tutti i possessori di Partita IVA. Sono quindi inclusi sia i 2,5 milioni di lavoratori nel regime ISA, caratterizzato dagli indici sintetici di affidabilità fiscale, sia gli 1,7 milioni nel regime forfettario, che prevede una tassazione semplificata con aliquota fissa.

Il testo definitivo del provvedimento, che giungerà sul tavolo del consiglio dei ministri, è stato riscritto da Maurizio Leo, vice ministro dell’Economia.

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Concordato preventivo, eliminate le pagelle

Una delle modifiche più rilevanti nel concordato preventivo per le Partite IVA è l’eliminazione delle “pagelle fiscali”.

Prima di questa modifica, per aderire al concordato preventivo, era necessario un voto minimo di 8 nelle pagelle fiscali. Queste pagelle erano una sorta di valutazione dell’affidabilità fiscale del contribuente. Ora, questa clausola non è più richiesta, semplificando l’accesso al concordato preventivo per un numero maggiore di Partite IVA.

Nuovi requisiti per l’adesione

Sebbene sia stata rimossa la necessità del voto nelle pagelle fiscali, resta un altro requisito importante: le Partite IVA devono essere prive di debiti tributari non pagati per importi superiori a 5.000 euro. Questo criterio punta a garantire che solo i contribuenti in regola con le loro obbligazioni fiscali possano beneficiare del concordato preventivo.

Implicazioni della modifica sul reddito

Le Commissioni parlamentari avevano proposto un’altra modifica: limitare la variazione del reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate a non oltre il 10% rispetto a quanto dichiarato l’anno precedente. Questa proposta non è stata però accettata. L’obiettivo rimane quello di calcolare il reddito incrociando le banche dati e utilizzando i nuovi algoritmi dell’Agenzia delle Entrate, per una stima più accurata e per contrastare l’evasione fiscale.

Modificati i tempi di adesione al patto

Un altro cambiamento nel concordato preventivo per le Partite IVA riguarda i termini di adesione alla proposta del Fisco. Inizialmente, la scadenza per accettare o rifiutare il calcolo del reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate era fissata al 31 luglio. Su richiesta dei commercialisti, questa data è stata modificata.

Data di scadenza temporanea e permanente

Per l’anno corrente, la nuova scadenza per aderire al concordato preventivo è stata posticipata al 15 ottobre. Questa estensione temporanea offre ai titolari di Partita IVA più tempo per valutare e decidere. In futuro, la scadenza definitiva per l’adesione sarà fissata al 30 giugno di ogni anno, stabilendo un termine annuale più coerente e prevedibile.

Impatto dello scudo fiscale e limiti

Accettare il concordato preventivo significa beneficiare di uno “scudo” nei confronti del Fisco. Questo scudo è significativo, ma non totale. Nonostante l’accordo, sarà infatti necessario continuare a rispettare gli adempimenti fiscali ordinari. L’IVA rimane esclusa dagli accordi del concordato preventivo, e sono possibili accertamenti automatici da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Conseguenze della non conformità

Se l’Agenzia delle Entrate dovesse scoprire che un contribuente ha omesso più del 30% delle sue entrate, quest’ultimo perderà i benefici del concordato. La disposizione è stata introdotta per mantenere l’integrità del sistema fiscale e a scoraggiare l’evasione fiscale.

Diritto di recesso per i contribuenti

Un altro aspetto del nuovo accordo è la possibilità per il contribuente di ritirarsi dal concordato in caso di difficoltà economiche gravi. Se un titolare di Partita IVA registra una riduzione del proprio fatturato di almeno il 60%, ha il diritto di annullare il patto con il Fisco.

Come cambia l’accertamento tributario

Il governo ha introdotto anche in dialogo preventivo tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti. Cosa significa? Prima di procedere con eventuali accertamenti, l’Agenzia dovrà confrontarsi con il contribuente, offrendo la possibilità di una comunicazione diretta e tempestiva. Si punta a ridurre le incomprensioni e a incentivare una maggiore collaborazione.

Riduzione delle sanzioni in presenza di adesione

Un elemento chiave di questa nuova metodologia è la riduzione delle sanzioni per i contribuenti che scelgono di aderire e dialogare con l’Agenzia delle Entrate. L’adesione al dialogo può portare al dimezzamento delle sanzioni, rendendo più conveniente per i contribuenti regolarizzare la propria situazione fiscale.

Intelligenza artificiale contro l’evasione fiscale

È stato confermato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nella lotta contro l’evasione fiscale. L’IA sarà impiegata per analizzare preventivamente i comportamenti a rischio, identificando in modo più efficace le potenziali irregolarità.

Rispetto delle norme sulla privacy

L‘impiego dell’IA nel processo di accertamento tributario avverrà nel pieno rispetto delle norme sulla privacy. Questo equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei dati personali è fondamentale per garantire un approccio etico e rispettoso dei diritti dei contribuenti.

Prossimi passi e futuro della riforma fiscale

Queste innovazioni nell’accertamento tributario sono solo l’inizio di un percorso di riforma più ampio. Il vice ministro dell’Economia ha annunciato ulteriori passi, inclusi nuovi decreti legislativi sulle sanzioni e sulla riscossione. Queste future iniziative continueranno a modellare il panorama fiscale italiano, nel tentativo di renderlo più giusto, trasparente e all’avanguardia.

Partite IVA, concordato preventivo per tutti
Nell’immagine un lavoratore con Partita IVA stipula un concordato preventivo biennale con un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è il concordato preventivo per le Partite IVA?

Il concordato preventivo per le Partite IVA è un accordo biennale tra i titolari di Partite IVA e il Fisco italiano. Questo patto permette ai titolari di Partite IVA di evitare accertamenti fiscali per un periodo di due anni, offrendo così maggiore stabilità e prevedibilità nella gestione fiscale.

Come il concordato preventivo influenzerà i lavoratori forfettari?

I lavoratori forfettari, che rappresentano una parte significativa delle Partite IVA, beneficeranno direttamente dal concordato preventivo. Essendo inclusi in questo accordo, anche loro potranno evitare accertamenti fiscali per due anni, godendo di una maggiore semplicità e chiarezza nella loro situazione fiscale.

Quali modifiche ha subito il decreto del concordato preventivo?

Il decreto del concordato preventivo ha subito diverse modifiche importanti. Una delle principali è l’eliminazione della clausola che richiedeva un voto minimo nelle pagelle fiscali per poter aderire al concordato. Inoltre, è stato mantenuto il requisito di non avere debiti tributari non pagati per importi superiori a 5.000 euro.

Come cambiano i termini di adesione al patto fiscale?

I termini di adesione al patto fiscale sono stati modificati, estendendo la data limite per l’accettazione del conteggio del reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate. Inizialmente fissata al 31 luglio, la scadenza è stata spostata al 15 ottobre per l’anno corrente, mentre in futuro sarà il 30 giugno.

Quali limiti impone il concordato preventivo sulle Partite IVA?

Il concordato preventivo impone alcuni limiti sulle Partite IVA, nonostante offra protezione da accertamenti fiscali. Ad esempio, l’IVA resta esclusa dagli accordi, e gli adempimenti fiscali ordinari devono comunque essere rispettati. Inoltre, se un contribuente nasconde più del 30% delle sue entrate, perderà i benefici del concordato.

Come verrà modificato l’accertamento tributario per le Partite IVA?

L’accertamento tributario per le Partite IVA vedrà un incremento nell’uso del dialogo preventivo tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti. Prima di procedere con eventuali accertamenti, ci sarà un confronto diretto, e in caso di adesione al dialogo, le sanzioni saranno dimezzate. Inoltre, verrà fatto un maggiore uso dell’intelligenza artificiale per analizzare i comportamenti a rischio, sempre nel rispetto delle norme sulla privacy.

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