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Partite IVA, le tasse si pagano ogni mese

Per le Partite IVA sono in arrivo delle importanti novità per il pagamento delle tasse. Il governo sta lavorando a un decreto che renderà strutturale la possibilità per gli autonomi di rateizzare il secondo acconto. Senza sanzioni. Ma non solo. Vediamo nel dettaglio in questo post.

di Redazione

Febbraio 2024

Partite IVA, le tasse si pagano ogni mese: il governo sta lavorando a un decreto che renda strutturale la possibilità per i lavoratori autonomi di rateizzare senza sanzioni il secondo acconto. Vediamo come funziona. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Partite IVA, le tasse si pagano ogni mese: novità per 5 milioni di lavoratori

Il mondo delle partite IVA sta vivendo una fase di notevole trasformazione negli ultimi anni. Il governo sta preparando un decreto che punta a una nuova regolamentazione: potrebbe avere un impatto notevole su circa 5 milioni di lavoratori autonomi. Questa novità riguarda in particolare il modo in cui le tasse vengono pagate, passando da un sistema annuale a uno mensile.

Senza dimenticare, tra le novità, la possibilità di concordato preventivo.

Come funzionerà il nuovo sistema di pagamento

Il decreto, che dovrebbe entrare in vigore entro l’anno, introduce una modalità di pagamento delle tasse suddivisa in dodici mesi. Cosa significa? Che i lavoratori autonomi, inclusi artigiani, commercianti e professionisti, avranno l’opportunità di assolvere i loro obblighi fiscali in modo più gestibile. La rateizzazione mensile delle tasse è infatti una misura studiata per semplificare la vita fiscale degli autonomi. Almeno queste sono le intenzioni dichiarate del governo.

Vedi in questo post quando e come ti conviene aprire una partita IVA.

Vantaggi della rateizzazione mensile

La rateizzazione mensile offre diversi vantaggi:

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Risvolti positivi per i professionisti e le imprese

Questa riforma è particolarmente vantaggiosa per le piccole imprese e i lavoratori autonomi, che spesso hanno difficoltà nel dover versare consistenti somme di denaro in tempi ristretti. Con la rateizzazione mensile, la pressione finanziaria viene notevolmente ridotta, permettendo una gestione più serena delle finanze.

Verifica in questo post come aprire una partita IVA in regime forfettario.

Pagare le tasse con la carte di credito

Ma ci sono altre possibili novità in arrivo. Una delle novità più rilevanti è quella che riguarda la possibilità di pagare le tasse con la carta di credito. Questa opzione, sostenuta con decisione da partiti come Fdi e Forza Italia, punta a semplificare la vita dei contribuenti. L’introduzione di questo metodo di pagamento dovrebbe rendere il sistema fiscale più moderno e accessibile.

Vantaggi del pagamento con carta di credito

Utilizzare la carta di credito per il pagamento delle tasse offre diversi vantaggi:

La rateizzazione delle tasse per le Partite IVA

La rateizzazione delle tasse per le partite IVA è già una realtà per molti lavoratori. Nel corso dell’ultimo anno, 3,5 milioni di autonomi, professionisti, artigiani e commercianti con un reddito fino a 170.000 euro hanno avuto la possibilità di dilazionare il pagamento del cosiddetto “maxi-acconto” di novembre.

Verso un sistema più equo

Il governo intende rendere questa misura strutturale. L’obiettivo è estenderla a tutta la categoria delle partite IVA, permettendo a oltre cinque milioni di contribuenti di non dover più pagare metà delle tasse in anticipo, ma piuttosto a consuntivo, basandosi sul reddito effettivamente guadagnato nell’anno.

Operazione a costo zero

Questa operazione è a costo zero per il governo: non solo semplifica la vita fiscale dei lavoratori autonomi ma è anche sostenibile per i conti economici. Nonostante le iniziali preoccupazioni sul costo per lo Stato, infatti, l’analisi dell’Istat e di Eurostat hanno confermato che questa riforma non comporterà aggravi finanziari.

Benefici economici della riforma

L’assenza di costi aggiuntivi per lo Stato rappresenta un elemento chiave:

Rateizzazione dei contributi INPS

Si punta anche alla rateizzazione dei contributi INPS legati al secondo acconto. Si tratta di una delle novità più attese. Questa innovazione è fortemente supportato da Gabriele Fava, il neo presidente dell’INPS, e punta a offrire maggiore flessibilità finanziaria ai lavoratori autonomi. La rateizzazione dei contributi previdenziali sarà un’ulteriore semplificazione del carico fiscale, permettendo una distribuzione più gestibile dei pagamenti.

Implicazioni della Rateizzazione INPS

La rateizzazione INPS offre vantaggi significativi:

I numeri delle Partite Iva, chi sale, chi scende

Il numero totale di partite IVA supera oggi i 5 milioni. Vent’anni fa, il numero era superiore, arrivando a sei milioni, ma la composizione del gruppo ha subito un’evoluzione interessante.

Aumento nelle professioni moderne

Assistiamo a una crescita nelle professioni senza albo o ordine professionale, come i web designer, social media manager, formatori, consulenti aziendali e informatici. Questa tendenza rispecchia un cambio nel tessuto economico e professionale del paese, con un’inclinazione verso il settore digitale e i servizi innovativi.

Diminuzione nelle attività tradizionali

D’altra parte, le attività che costituiscono il lavoro autonomo classico, come artigiani, piccoli commercianti e agricoltori, che rappresentano quasi il 75% del totale, sono in diminuzione. Tra il 2014 e il 2022, il numero complessivo di queste categorie ha subito un calo di 495.000 unità. In dettaglio:

Partite IVA, le tasse si pagano ogni mese
Nell’immagine un lavoratore con Partita IVA calcola le tasse da pagare.

FAQ (Domande e risposte)

Come cambierà il pagamento delle tasse per le partite IVA?

Il pagamento delle tasse per le partite IVA subirà una significativa trasformazione. Con il nuovo decreto, i titolari di partita IVA potranno rateizzare il pagamento delle tasse su base mensile, invece di affrontare oneri più consistenti in un’unica soluzione. Questo cambiamento mira a rendere più gestibile il carico fiscale per circa cinque milioni di lavoratori autonomi, consentendo loro di distribuire il pagamento delle tasse su dodici mesi.

Quali novità introduce il decreto per le partite IVA?

Il decreto introduce diverse novità importanti per le partite IVA. Innanzitutto, permette la dilazione del pagamento del saldo e del primo acconto delle imposte da sei a sette mesi. Inoltre, c’è una nuova opzione per rateizzare il secondo acconto di novembre, che può essere distribuito su cinque mesi senza interessi. Queste misure sono progettate per alleviare il carico fiscale, soprattutto per coloro con un reddito fino a 170.000 euro.

In che modo si può rateizzare il secondo acconto delle partite IVA?

Le partite IVA con un reddito fino a 170.000 euro hanno la possibilità di rateizzare il pagamento del secondo acconto di novembre. Invece di dover pagare l’intero importo in una volta, possono distribuirlo su cinque mesi, iniziando da gennaio dell’anno successivo, senza incorrere in interessi. Questa misura sperimentale potrebbe diventare una caratteristica permanente del sistema fiscale.

Quali sono le nuove opzioni di pagamento delle tasse per le partite IVA?

Tra le nuove opzioni di pagamento delle tasse per le partite IVA, oltre alla rateizzazione degli acconti, c’è la possibilità di utilizzare la carta di credito per il pagamento delle tasse. Questa innovazione è volta a semplificare ulteriormente la vita fiscale dei contribuenti, offrendo maggiore flessibilità e facilitando il flusso di cassa.

Come influirà la rateizzazione dei contributi INPS sulle partite IVA?

La rateizzazione dei contributi INPS influirà positivamente sulle partite IVA, offrendo loro una maggiore flessibilità nel pagamento dei contributi previdenziali. Invece di dover versare l’intero importo in un’unica soluzione, i contribuenti avranno l’opzione di distribuire il pagamento su più mesi, riducendo la pressione finanziaria e migliorando la gestione del flusso di cassa.

Qual è la tendenza attuale del numero delle partite IVA in Italia?

Attualmente, il numero delle partite IVA in Italia sta aumentando, con più di 5 milioni di effettivi. Si osserva un incremento particolare tra le professioni senza albo o ordine professionale, come web designer, social media manager, formatori, consulenti aziendali e informatici. Al contrario, c’è una diminuzione nelle attività tradizionali come artigiani, piccoli commercianti e agricoltori. Dal 2014 al 2022, queste tre categorie hanno visto una riduzione complessiva di 495.000 unità.

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