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Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico

Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico: spettano i trattamenti di famiglia? E a partire da quando? Ecco come calcolare i redditi e cosa sapere in merito.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensionato con moglie a carico e Assegno Unico (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico: cosa sapere?

Iniziamo subito col dire che i pensionati hanno diritto a ricevere i trattamenti di famiglia per moglie a carico, nel cedolino della pensione.

Gli importi dei trattamenti di famiglia sono pubblicati ogni anno dall’INPS in base alle tabelle che hanno una validità a partire dal 1° luglio di ogni anno fino al 30 giugno dell’anno seguente.

Il diritto ai trattamenti di famiglia ha luogo a partire dalla data di inizio della pensione oppure dalla data richiesta – se è successiva alla decorrenza della prestazione pensionistica – fino al termine del mese in cui viene meno il diritto.

Facciamo un esempio: se la decorrenza della pensione scatta a partire da maggio 2024, il pensionato con moglie a carico avrà diritto ai trattamenti di famiglia a partire dal 1° luglio 2024.

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Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico: come funziona?

Con l’entrata in vigore dell’articolo 1, del decreto legislativo numero 230 del 21 dicembre 2021, è stato istituito l’Assegno Unico e universale per i figli a carico e abrogato l’Assegno per il Nucleo Familiare a partire dal 1° marzo 2022.

L’Assegno Unico spetta, infatti, ai nuclei familiari dei titolari di redditi da pensione derivante da lavoro dipendente (o da redditi da lavoro dipendente), con un reddito complessivo inferiore alle soglie stabilite annualmente.

Non viene erogato, invece, ai titolari di pensione a carico delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri), per i quali è prevista la concessione delle quote di maggiorazione per carichi di famiglia.

Come vengono calcolati i trattamenti di famiglia?

I trattamenti di famiglia sono calcolati in base:

Il calcolo del reddito tiene conto dei redditi del nucleo familiare assoggettabili a IRPEF, al netto delle detrazioni di imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali.

In caso di nuclei monoparentali o con all’interno componenti inabili, sono previsti importi e fasce reddituali più favorevoli.

Sono da indicare anche i redditi esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva (se superiori complessivamente a 1.032,91 euro).

Quali redditi considerare per i trattamenti di famiglia?

Ai fini del calcolo dei redditi sono considerati quelli prodotti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Se la richiesta riguarda i periodi compresi nel primo semestre (da gennaio a giugno), i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti due anni prima.

Invece, se i periodi sono compresi nel secondo semestre (da luglio a dicembre), i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell’anno precedente.

Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da prestazione pensionistica da lavoro dipendente, da attività da lavoro dipendente e assimilato.

Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico: come presentare domanda?

La domanda per i trattamenti di famiglia può essere presentata nello stesso momento in cui viene presentata la domanda di pensione oppure in seguito, tramite la presentazione della domanda di ricostituzione della pensione.

È necessario allegare una dichiarazione che attesti:

Qualsiasi variazione nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dei trattamenti di famiglia, va comunicata entro 30 giorni.

Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico
Pensionato con moglie a carico e Assegno Unico: in foto una coppia di pensionati sorridenti.

Faq sull’Assegno Unico

A chi spetta l’assegno unico universale e quali sono gli importi per il 2024?

L’Assegno Unico universale nel 2024 spetta a tutte le famiglie per ogni figlio minorenne a carico, incluso dal settimo mese di gravidanza, e per i figli maggiorenni fino a 21 anni che soddisfano specifici criteri. Inoltre, è disponibile per ogni figlio con disabilità, senza limiti di età. Per il 2024, gli importi dell’Assegno Unico sono aumentati del 5,4%, con l’importo massimo che passa a 199,4 euro e il minimo a 57 euro, a seguito dell’adeguamento annuale alle variazioni dell’indice del costo della vita.

Come funziona il servizio di assistente digitale INPS per l’Assegno Unico?

Il servizio di assistente digitale dell’INPS per l’Assegno Unico funziona come una piattaforma online interattiva. Questo servizio, accessibile sul sito dell’INPS, permette ai cittadini di ottenere informazioni sull’Assegno Unico e Universale. Grazie all’intelligenza artificiale di tipo generativo, l’assistente comprende il linguaggio naturale e personalizza la conversazione, rispondendo alle domande degli utenti. È un sistema dinamico che apprende continuamente dalle interazioni, migliorando la qualità delle risposte fornite.

L’Assegno Unico fa reddito?

L’Assegno Unico Universale non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF. A chiarirlo è il sito ufficiale dell’INPS all’interno dell’apposita pagina dedicata all’incentivo introdotto nel 2022.

Questa misura risulta poi compatibile:

Come viene erogato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico viene pagato in una delle seguenti modalità:

Durante la compilazione della domanda, il genitore richiedente può indicare le modalità di pagamento preferite.

I genitori possono anche richiedere un accreditamento dell’incentivo diviso a metà, con una quota quindi, pari al 50 per cento dell’assegno a testa.

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