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Pensione all’estero

Come funziona la pensione all'estero in Unione Europea e quali sono gli Stati più convenienti in cui andare a vivere.

di Antonio Dello Iaco

Ottobre 2023

Come funziona il pagamento della pensione all’estero e quali sono i vari piani previdenziali previsti in Europa? Scopriamo insieme anche quali sono i Paesi più convenienti per la qualità della vita e per l’aspetto fiscale (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione all’estero di vecchiaia in UE

L’Unione Europea, tramite uno dei suoi portali ufficiali, chiarisce quali sono i trattamenti previdenizlali previsti per i cittadini che, nella loro vita lavorativa, hanno lavorato in più paesi UE.

In particolare, l’Unione spiega la procedura da seguire per chi vuole farsi riconoscere i contributi maturati in un altro Paese ai fini del riconoscimento della pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia in Europa: come funziona

Il processo è piuttosto diretto. Se durante la tua vita lavorativa hai avuto esperienze in più Paesi europei, dovrai richiedere la pensione di vecchiaia solo presso gli enti dedicati del Paese nel quale oggi risiedi o dell’ultimo Paese nel quale hai lavorato.

Facendo un esempio pratico: se hai lavorato per 10 anni in Francia e per 5 in Germania, ma oggi sei in Italia, il processo per il pensionamento di vecchiaia la devi far partire dal nostro Paese oppure in Germania, se l’ultima prestazione lavorativa l’hai svolta lì.

Sarà compito del Paese al quale ti rivolgi contattare gli altri Stati e condividere i dati sugli anni di lavoro svolti e sui contributi versati.

In alcuni paesi poi, l’ente pensionistico dovrebbe inviarti in automatico il modulo da usare per fare richiesta di accesso alla pensione, già prima del raggiungimento dell’età pensionabile prevista.

Se non hai ricevuto nessun modulo, puoi contattare il tuo ente pensionistico e chiedere l’invio di tutta la documentazione necessaria.

I tempi e la burocrazia per andare in pensione

Il problema della burocrazia non riguarda solo l’Italia. Sul tema previdenziale nello specifico, ci possono volere anche sei mesi per ricevere gli incartamenti e avviare il metodo previsto.

A mettere in allerta i cittadini è stesso il portale ufficiale dell’Unione Europea che afferma: «Informati sulle procedure necessarie almeno sei mesi prima del tuo pensionamento: ottenere la pensione da diversi paesi può richiedere molto tempo».

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Pensioni estere: il problema delle differenze

Il sistema pensionistico in Unione Europea è gestito dai singoli stati. Non esiste quindi una politica previdenziale generale che applica a tutti i lavoratori e le lavoratrici le stesse regole.

Questo vuol dire, per esempio, che per andare in pensione in Italia ci vorrà un’età anagrafica e contributiva differente rispetto alla Germania.

Come funziona in questi casi?

L’UE afferma che ricevere la pensione nel paese in cui vivi oggi, devi aver raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge di tale paese. Informati bene sulla procedura e sulle regole adottate dai singoli Stati in materia previdenziale.

Presta un po’ di attenzione: se ricevi una pensione prima di un’altra, questo potrebbe incidere sull’importo che ti viene versato. Ecco perché spesso conviene affidarsi a un libero professionista esperto in materia.

Il pagamento della pensione nei Paesi UE

Il pagamento della pensione nei Paesi dell’Unione Europea funziona in modo molto semplice. I singoli paesi che ti riconoscono una pensione infatti, dovrebbero versarti l’importo che ti spetta direttamente su un conto bancario nel tuo paese di residenza.

Attenzione però, se non risiedi all’interno dell’Unione Europea, ti saranno richieste le corordinate di un conto bancario in ciascuno dei paesi europei che ti versano una pensione.

Come funziona con l’INPS

L’INPS ha dedicato un’intera pagina del proprio sito al tema delle pensioni all’estero. Nella home page si legge che «per il pagamento delle pensioni all’estero, l’INPS si avvale di una banca che viene individuata a seguito dello svolgimento di una gara comunitaria».

Dal 1° febbraio 2012 poi, la gestione del servizio di pagamento delle pensioni INPS è affidata a Citibank. La frequenza dei pagamenti poi, di norma è mensile.

Questa regola non vale per chi riceve pensioni di basso importo (modico secondo il sito dell’INPS ndr). Per loro i pagamento vengono eseguiti una o due volte all’anno.

Pensioni all’estero: dove conviene

Sempre più pensionati scelgono di cambiare Paese una volta finito di lavorare e andare a vivere fuori dall’Italia. I motivi sono vari e, tra i più convincenti, c’è la bassa imposizione fiscale che molti Stati applicano per i pensionati che provengono dall’estero. Tra i migliori Paesi c’è:

Cliccando sul nome del singolo Paese, potrai consultare degli appositi articoli scritti sul tema delle pensioni all’estero che abbiamo pubblicato su lavoroepensioni.it nelle scorse settimane.

Pensione all'estero
L’immagine rappresenta i documenti necessari per una pensione all’estero

FAQ sulle pensioni all’estero

Cosa succede alla mia pensione all’estero se cambio Paese di residenza?

Se decidi di cambiare il tuo Paese di residenza dopo aver iniziato a ricevere una pensione all’estero, dovresti informare l’ente previdenziale del tuo Paese di origine e quello del tuo nuovo Paese di residenza.

Potrebbero essere modificate nelle impostazioni di pagamento e nella tassazione, quindi è fondamentale mantenere tutte le informazioni aggiornate per evitare problemi futuri.

Cosa è una pensione all’estero?

La pensione all’estero è un beneficio economico che una persona può ricevere quando decide di ritirarsi in un Paese diverso da quello in cui ha lavorato e versato i contributi previdenziali.

In sostanza rappresenta un sostegno finanziario per gli individui che hanno contribuito al sistema previdenziale in un Paese e poi si trasferiscono in un altro Paese per godersi la pensione.

Come posso richiedere una pensione all’estero?

Per richiedere una pensione all’estero, è necessario contattare l’ente previdenziale del Paese in cui si è lavorato e contribuito.

Sarà importante compilare i moduli richiesti e fornire la documentazione necessaria, come certificati di lavoro e dichiarazioni dei contributi previdenziali versati. In molti casi, è possibile avviare il processo di richiesta prima del trasferimento all’estero.

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