privacy
Home / Pensioni / Pensione anticipata 2024
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione anticipata 2024

Pensione anticipata 2024: quali sono le novità introdotte dall'ultima Legge di bilancio? Ecco possibilità, requisiti e cosa sapere.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Oggi vi parliamo di pensione anticipata 2024: cosa è cambiato con l’ultima Legge di bilancio? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione anticipata 2024: la Legge di Bilancio

La Legge di bilancio 2024 ha apportato alcune modifiche per quanto riguarda i requisiti di accesso per la pensione anticipata 2024.

Alla pensione di vecchiaia, confermata per coloro i quali hanno compiuto 67 anni di età e maturato almeno 20 anni di contributi, si affiancano diverse misure previdenziali anticipate.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Pensione anticipata 2024: cosa cambia per Quota 103?

A partire da Quota 103, la più “giovane” di tutte (è stata introdotta dalla Legge di bilancio 2023).

Confermati i requisiti anagrafici (62 anni di età) e contributivo (41 anni di età), cambiano, però, la modalità di calcolo dell’assegno e il suo importo.

La pensione con Quota 103 verrà calcolata integralmente col sistema contributivo: significa che, anche sui contributi versati precedentemente al 1° gennaio 1995 verranno applicate le penalizzanti regole del contributivo, con una pesante decurtazione dell’importo dell’assegno.

Per fare un esempio, un lavoratore di 62 anni di età con 41 anni di contributi, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, nel 2023 sarebbe andato in pensione con un assegno di circa 18.000 euro al mese, intorno ai 1.000 euro netti al mese; nel 2024, con gli stessi requisiti, arriverebbe a prendere una pensione di 16.500 euro l’anno (1.500 euro in meno), per un assegno mensile di 850-900 euro al mese.

Inoltre, la misura dell’assegno non potrà superare i 2.272 euro lordi al mese (4 volte il trattamento minimo INPS) sino al compimento del 67esimo anno di età (nel 2023, il limite era di 2.840 euro lordi al mese).

Infine, sono previste due finestre mobili: di 7 mesi per i dipendenti privati di 7 mesi (nel 2023 era di 3 mesi), per i dipendenti pubblici di 9 mesi (nel 2023 era di 6 mesi).

Confermato l’incentivo al posticipo al pensionamento (il Bonus Maroni), che consente al lavoratore di optare per la corresponsione in busta paga della quota di contribuzione IVS a suo carico (il 9,19%).

Ricordiamo che, chi ha maturato i requisiti per Quota 103 entro il 31 dicembre 2023, andrà in pensione con le regole precedenti alle modifiche operate dalla Legge di bilancio 2024.

Pensione anticipata 2024: cosa cambia per l’Ape Sociale?

Nel 2024 sarà ancora possibile andare in pensione con l’Ape Sociale, ma cambia il requisito anagrafico.

Se fino al 31 dicembre 2023, l’anticipo previdenziale che accompagnava il lavoratore fino all’età pensionabile scattava a partire dal 63° anno di età, dal 1° gennaio 2024, si potrà accedere alla misura soltanto compiuti 63 anni e 5 mesi di età (5 mesi in più dell’anno scorso).

Non c’è stato, invece, l’ampliamento delle categorie di lavoratori gravosi (legge numero 234 del 2021). Rimangono invariati anche i parametri di accesso per i ceramisti e i lavoratori edili (63 anni e 5 mesi di età, con 32 anni di contributi versati).

Stesso discorso per gli anni di contributi: ne occorrono 30 ai disoccupati, ai caregiver e agli invalidi civili; 32 ai ceramisti e ai lavoratori edili; 36 anni ai lavoratori gravosi.

La Legge di bilancio ha, invece, introdotto l’incumulabilità totale della prestazione con i redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione del lavoro occasionale entro un reddito massimo di 5.000 euro annui.

Confermato, infine, il calcolo dell’assegno con il sistema misto, per un importo mensile che non potrà superare i 1.500 euro lordi, senza tredicesima e adeguamenti perequativi dovuti all’inflazione, fino al raggiungimento del 67° anno di età.

Pensione anticipata 2024: cosa cambia per Opzione Donna?

Nel 2024 via libera anche a Opzione Donna, la tanto bistrattata misura dedicata alle sole lavoratrici, che nel 2023 ha subito un pesante e dannoso restyling dei requisiti di accesso.

Possono accedervi soltanto le lavoratrici caregiver (che da almeno 6 mesi assistono il familiare o il coniuge disabile grave), invalide civili (con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%) e le disoccupate.

L’età di accesso sale a 61 anni (era 60 anni nel 2023), con le riduzioni di un anno per le donne con un solo figlio (a 60 anni, nel 2023 era a 59 anni) e di due anni per le donne con due o più figli (a 59 anni, nel 2023 era a 58 anni).

Invariato il requisito contributivo (35 anni), rimangono inattaccabili anche il ricalcolo contributivo dell’assegno (anche per i contributi versati sino al 31 dicembre 1995) e le finestre mobili: 12 mesi per le lavoratrici dipendenti; 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Pensione anticipata 2024: Quota 41, lavori usuranti e pensione anticipata contributiva

Tutto invariato per Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, per i soli lavoratori caregiver, invalidi civili, impiegati in lavori usuranti o gravosi e per i disoccupati) e per la pensione per lavori usuranti (61 anni e 6 mesi di età di base, con 35 anni di contributi versati).

Rimangono invariati anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (la Legge Fornero): 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, a prescindere dall’età anagrafica.

Requisiti più rigidi, invece, per la pensione anticipata contributiva con 64 anni e 20 di contributi, versati interamente nel sistema contributivo.

Fino al 2023 era necessario aver maturato un assegno pari ad almeno 2,8 volte il minimo mentre dal 2024, come previsto dal comma 125 della Legge di bilancio 2024, il limite è salito a 3 volte il minimo, ridotto a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli.

Inoltre:

Pensione anticipata 2024
Pensione anticipata 2024: in foto una sveglia e un contenitore con alcune monete.

Faq sulla pensione anticipata 2024

Cosa cambia tra Quota 103 e pensione anticipata ordinaria?

La scelta tra la nuova versione di Quota 103 e la pensione anticipata ordinaria dipende da vari fattori, tra cui l’importo dell’assegno e le esigenze individuali.

Vediamo una simulazioni per valutare quale opzione sia più vantaggiosa. Ad esempio, una lavoratrice nata a febbraio 1961 con un salario lordo di 56.000 euro avrebbe:

Quali sono le date da ricordare per presentare domanda per l’Ape Sociale nel 2024?

I termini per inoltrare la domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso per avere diritto all’Ape Sociale scadranno il 31 marzo 2024, per chi ha maturato i requisiti nel 2023 e per chi li ha soddisfatti negli anni precedenti.

Chi non ha presentato domanda entro il 31 marzo, avrà modo di recuperare entro il 15 luglio 2024: l’istituto comunicherà l’esito dell’istruttoria entro il 15 ottobre. Infine, per i ritardatari è prevista l’ultima finestra con scadenza il 30 novembre 2024: l’INPS informerà dell’esito dell’istruttoria entro il 31 dicembre 2024, ma le domande verranno prese in considerazione soltanto se rimangono a disposizione le risorse economiche per coprire la spesa.

A chi va inviata la domanda per l’Ape Sociale?

La domanda va inviata, telematicamente, sul sito dell’INPS accedendo al servizio “domanda di certificazione delle condizioni per l’accesso all’Ape Social” con una delle credenziali in possesso (SPID, CIE, CNS). In alternativa potete contattare il contact center dell’INPS, telefonando ai numeri 803.164 (gratuito, da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento, da rete mobile), oppure chiedere assistenza a un patronato autorizzato.

Quanti lavoratori potrebbero andare in pensione con Quota 103 nel 2024?

A causa della penalizzazione sull’importo dell’assegno e sullo slittamento della decorrenza della pensione, Quota 103 non sembra una uscita anticipata dal lavoro così allettante: stando alle stime attuali, nel 2024 appena 5 mila persone opteranno per questa misura.

Chi sono i caregiver che possono accedere a Quota 41 precoci?

Possono presentare domanda per Quota 41 precoci chi assiste, da almeno 6 mesi al momento della presentazione della domanda:

Con Quota 41 precoci si può continuare a lavorare?

Chi accede a Quota 41 precoci non può svolgere alcuna attività lavorativa da dipendente o da autonomo, per un periodo di tempo che intercorre dagli anni di contributi versati (41 anni) e il soddisfacimento del requisito contributivo previsto per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne). Dunque, chi va in pensione con Quota 41 può riprendere a lavorare solo dopo un anno e 10 mesi (per gli uomini) o 10 mesi (per le donne).

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: