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Pensione anticipata nel 2025: cosa serve

Pensione anticipata nel 2025: cosa serve per andarci? Cambieranno i requisiti di accesso? Ci saranno ancora tutte le misure in vigore? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi diremo cosa serve per andare in pensione anticipata nel 2025 e come cambieranno i requisiti di accesso (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Andare in pensione nel 2025: con quale età?

Iniziamo subito da un’informazione molto importante: il 17 ottobre 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale del 18 luglio 2023, denominato “Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita”.

Si attendeva un incremento del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia: si parlava di 2 mesi in più (qualcuno ipotizzava un aumento più elevato, fino a 6 mesi in più), con la nuova età per la pensione fissata a 67 anni e 2 mesi (ricordiamo che l’incremento non può superare i 3 mesi per volta).

Non accadrà nulla di tutto questo, poiché il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato l’età pensionabile a 67 anni, a decorrere dal 1° gennaio 2025 fino al 31 dicembre 2026.

L’ISTAT, infatti, ha calcolato che la speranza di vita è diminuita di un mese, di conseguenza non potrà essere apportata alcuna modifica sul requisito anagrafico (ricordiamo che la normativa prevede che l’età per il pensionamento venga rivista ogni 2 anni e fissata sulla base della variazione della speranza di vita calcolata dall’istituto per gli ultra 65enni).

Rimarrà invariato anche il requisito contributivo, fissato sempre a 20 anni di contributi (sono validi anche i periodi di contribuzione figurativa correlata alla Naspi, i periodi di maternità, il riscatto della laurea, gli accrediti gratuiti del servizio militare e così via).

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Andare in pensione anticipata nel 2025: cosa cambia?

Cosa cambia, invece, per chi volesse andare in pensione anticipata nel 2025?

Nulla per chi intende accedere alla pensione anticipata ordinaria, con i requisiti contributivi che rimarranno invariati almeno fino al 31 dicembre 2026:

a prescindere dall’età anagrafica.

Andare in pensione anticipata nel 2025: la pensione anticipata contributiva

A cambiare, invece, è stato uno dei requisiti di accesso alla pensione anticipata contributiva, la misura dedicata ai lavoratori e alle lavoratrici in possesso di un’anzianità contributiva maturata esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996 e rientranti nel sistema di calcolo contributivo.

A partire dal 1° gennaio 2024, per avere accesso alla pensione anticipata contributiva sarà necessario aver compiuto 64 anni di età e versato 20 anni di contributi (al netto di quelli figurativi), ma, diversamente dal 2023, occorrerà aver maturato un assegno di pensione di importo pari o superiore a 3 volte il valore dell’Assegno sociale (fino al 2023, la soglia era fissata a 2,8 volte).

Cosa cambia? Tanto. Infatti la “soglia di sbarramento” passerà dai 1.420,24 euro del 2023 (l’importo dell’Assegno sociale era di 507,23 euro) ai 1.603,23 euro del 2024 (l’importo dell’Assegno sociale è salito a 534,41 euro).

La “quota 2,8” è rimasta in vigore soltanto per le donne che hanno avuto almeno un figlio (1.496,34 euro di assegno minimo), mentre per le donne con due o più figli avuti spetta un’agevolazione più importante: l’assegno minimo per l’accesso alla pensione anticipata contributiva deve essere pari a 2,6 volte il valore dell’Assegno sociale (1.389,47 euro nel 2024).

Nel 2025, il limite minimo d’accesso sarà ancora più elevato: l’importo dell’Assegno sociale è soggetto ad aumenti dovuti alla rivalutazione delle pensioni. Di conseguenza accedere alla pensione anticipata contributiva sarà ancora più complicato.

Andare in pensione anticipata nel 2025: in che modo?

Ma nel 2025 ci saranno ancora l’Ape Sociale, Opzione Donna, Quota 103 e le altre misure previdenziali anticipate?

A questa domanda non possiamo rispondervi ora, dal momento che la permanenza di queste misure nel panorama previdenziale italiano sarà oggetto di valutazione entro fine anno.

L’Ape Sociale, che nel 2024 ha ricevuto una modifica importante sul piano del requisito contributivo (si è passati dai 63 anni di età ai 63 anni e 5 mesi di età per l’accesso all’anticipo contributivo) è la misura che sembra avere vita più lunga.

Sensazioni positive per la pensione anticipata per lavori usuranti (35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni e 7 mesi) e per Quota 41 precoci (41 anni di contributi, di cui uno versato prima dei 19 anni di età, con accesso consentito solo alle categorie fragili, come disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi/usuranti). Quasi certamente verranno confermate per il 2025.

Futuro tutto da scrivere, invece, per Quota 103 (che già nel 2024 sarebbe dovuta diventare Quota 104, con l’incremento del requisito anagrafico dagli attuali 62 anni a 63 anni, con 41 anni di contributi) e per Opzione Donna.

La misura dedicata alle donne lavoratrici ogni anno fa registrare un cambiamento in negativo: dal 2022 al 2024, il requisito anagrafico è stato portato da 58 anni a 61 anni di età, con l’introduzione di sconti previsti per le donne con figli (un anno in meno con un figlio; due anni in meno con due o più figli). Invariato il requisito contributivo fissato a 35 anni.

Pensione anticipata nel 2025
Pensione anticipata nel 2025: in foto un uomo pensieroso.

Faq sulla pensione anticipata

Entro quando presentare domanda per la pensione anticipata per lavori usuranti?

L’INPS ha annunciato la scadenza per i lavoratori che hanno intenzione di accedere alla pensione usuranti a 61 anni e 7 mesi: è necessario presentare la domanda entro il primo maggio. Questa possibilità riguarda specificamente i lavoratori che hanno svolto attività lavorative particolarmente gravose, definite come usuranti e notturne.

Chi può beneficiare della pensione usuranti anticipata?

La pensione usuranti anticipata è destinata a lavoratori che hanno svolto mansioni particolarmente gravose.

Includono addetti a lavori in galleria, cave, cassoni ad aria compressa, palombari, lavori ad alte temperature, in spazi ristretti, di asportazione amianto, lavoratori notturni per almeno sei ore consecutive che includono l’intervallo tra mezzanotte e le cinque del mattino per un minimo di 64 giorni all’anno, lavoratori che prestano attività per almeno tre ore nell’intervallo notturno per l’intero anno, addetti alla linea catena in imprese con specifiche voci tariffarie INAIL e conducenti di veicoli per trasporto pubblico collettivo.

Quali sono le limitazioni legate all’Ape Sociale 2024?

Nel 2024, la prestazione non sarà cumulabile con redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione del lavoro occasionale fino a un massimo di 5.000€ annui. L’importo è calcolato con il sistema misto, con un massimo di 1.500 euro lorde mensili, senza tredicesima e senza adeguamenti per l’inflazione fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia fissata a 67 anni.

Chi può accedere a Opzione Donna come caregiver?

Possono accedere a Opzione donna come caregiver quelle donne che svolgono assistenza al momento della richiesta di prepensionamento e da almeno sei mesi al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. Questo include anche parenti o affini di secondo grado conviventi, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni d’età, siano affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti.

Quanti lavoratori potrebbero andare in pensione con Quota 103 nel 2024?

A causa della penalizzazione sull’importo dell’assegno e sullo slittamento della decorrenza della pensione, Quota 103 non sembra una uscita anticipata dal lavoro così allettante: stando alle stime attuali, nel 2024 appena 5 mila persone opteranno per questa misura.

Con Quota 41 precoci si può continuare a lavorare?

Chi accede a Quota 41 precoci non può svolgere alcuna attività lavorativa da dipendente o da autonomo, per un periodo di tempo che intercorre dagli anni di contributi versati (41 anni) e il soddisfacimento del requisito contributivo previsto per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi per le donne). Dunque, chi va in pensione con Quota 41 può riprendere a lavorare solo dopo un anno e 10 mesi (per gli uomini) o 10 mesi (per le donne).

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