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Pensione anticipata dopo il 2026: cosa sapere

Pensione anticipata dopo il 2026: come funzionerà con gli adeguamenti alla speranza di vita? Ecco cosa sapere e i possibili incrementi dei requisiti anagrafici e contributivi.

di Carmine Roca

Giugno 2024

Come funzionerà la pensione anticipata dopo il 2026? Ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni e adeguamenti alla speranza di vita: cosa sapere?

Con il decreto ministeriale del 18 luglio 2023, pubblicato il 17 ottobre 2023 in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Economia ha confermato i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata ordinaria fino al 31 dicembre 2026.

Significa che sarà possibile andare in pensione con 67 anni di età e 20 anni di contributi con la formula “di vecchiaia” e che, per la pensione anticipata, occorreranno, ancora, 42 anni e 10 mesi di contributi (agli uomini) e 41 anni e 10 mesi di contributi (alle donne), a prescindere dall’età anagrafica.

Ricordiamo che, la normativa attuale prevede che l’età per il pensionamento venga aggiornata ogni 2 anni, fissandola in base alla variazione della speranza di vita calcolata dell’ISTAT per i 65enni.

Nel 2025 si sarebbe dovuta incrementare l’età di accesso alla pensione di vecchiaia di due o tre mesi, arrivando a 67 anni e 2 mesi (o 3 mesi).

Complici i disastri provocati dal Covid-19, l’ISTAT ha verificato che la speranza di vita è diminuita (di un mese) anziché migliorare e che le variazioni in negativo non consentono di modificare i requisiti per la pensione di vecchiaia, almeno fino al 31 dicembre 2026.

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Pensione anticipata dopo il 2026: attuali requisiti

Le prossime modifiche, dunque, sono previste dal 1° gennaio 2027, sia per la pensione di vecchiaia che per la pensione anticipata ordinaria, ovvero la formula introdotta dalla legge Fornero nel 2012.

Nel corso degli anni, dal 2013 fino al triennio 2016-2018, i requisiti di anzianità contributiva sono stati incrementati:

Nel 2018, dunque, si è arrivati alle attuali anzianità contributive richieste: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; un anno in meno per le donne.

Nel 2019, l’incremento della speranza di vita di 5 mesi è stato disapplicato a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legge numero 4, articolo 15, del 2019, convertito con modificazioni in legge numero 26 del 28 marzo 2019.

Fino al 31 dicembre 2026 i requisiti contributivi per accedere alla pensione anticipata rimarranno invariati, non ci saranno adeguamenti alla speranza di vita.

Il legislatore, però, per fronteggiare lo stallo ha introdotto una finestra mobile trimestrale. I lavoratori e le lavoratrici che conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico riceveranno il primo assegno 3 mesi dopo la maturazione del requisito contributivo, secondo le disposizioni vigenti nella gestione a carico della quale è liquidata la pensione.

Come funzionerà la pensione anticipata dopo il 2026?

Gli adeguamenti riprenderanno soltanto a partire dal 1° gennaio 2027, con cadenza biennale, nei limiti stabiliti dalla legge: ricordiamo che gli adeguamenti non possono superare i 3 mesi per volta.

Significa che per il biennio 2027-2028 potrebbe aspettarci un incremento dell’anzianità contributiva non superiore a 3 mesi, che porterà i requisiti di accesso alla pensione anticipata a:

Come funzionerà Quota 41 dopo il 2026?

Anche per quanto riguarda Quota 41 per lavoratori/lavoratrici precoci, il prossimo adeguamento dei requisiti contributivi alla speranza di vita verrà applicato il 1° gennaio 2027.

Fino al 31 dicembre 2026 il requisito contributivo rimarrà invariato: 41 anni di contributi richiesti, di cui almeno uno versato prima di compiere 19 anni di età, a prescindere dall’età anagrafica di accesso alla pensione.

Anche in questo caso è prevista una finestra mobile di 3 mesi fino al 2026. Successivamente l’anzianità contributiva richiesta potrebbe essere incrementata fino a 3 mesi, arrivando a 41 anni e 3 mesi di contributi.

Pensione anticipata dopo il 2026
Pensione anticipata dopo il 2026: in foto il numero 2026.

Faq sulla pensione anticipata

Chi sono i caregiver che possono accedere a Quota 41 precoci?

Possono presentare domanda per Quota 41 precoci chi assiste, da almeno 6 mesi al momento della presentazione della domanda:

Come è cambiata la pensione anticipata contributiva nel 2024?

Anche l’accesso alla pensione anticipata contributiva ha subito delle modifiche per il 2024. La pensione scatta al compimento del 64° anno di età, con almeno 20 anni di contributi versati e un assegno pensionistico di importo pari ad almeno 3 volte il valore dell’Assegno sociale (fino al 2023 era 2,8 volte l’Assegno sociale).

Dunque, moltiplicando l’Assegno sociale 2024 per tre, avremo l’importo minimo dell’assegno: 1.603,23 euro. Per le lavoratrici madri con un solo figlio avuto, il requisito economico di accesso alla pensione anticipata contributiva rimane invariato: 2,8 volte l’Assegno sociale, per un importo di 1.496,35 euro.

Infine, per le lavoratrici madri che hanno avuto 2 o più figli, il requisito economico di accesso è ridotto a 2,6 volte il valore dell’Assegno sociale, per un importo di 1.389,47 euro.

Cos’è la pensione anticipata flessibile nel 2024?

Per pensione anticipata flessibile nel 2024 si intende Quota 103, la misura più “giovane” entrata a far parte del panorama previdenziale italiano a partire dal 1° gennaio 2023 e confermata per l’anno in corso (articolo 1, comma 139-140 della legge numero 213 del 2023).

Possono accedere a Quota 103 coloro che hanno compiuto 62 anni di età e maturato almeno 41 anni di contributi. La misura si applica a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico, inclusi i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata INPS.

Come cambiano i requisiti per l’Ape sociale nel 2024?

L’Ape sociale sarà accessibile per tutto il 2024 e i requisiti rimangono quasi inalterati. Per i disoccupati, le persone con una percentuale di invalidità di almeno il 74%, i lavoratori in attività gravose e coloro che assistono persone con handicap gravi, l’accesso sarà possibile con almeno 63 anni e cinque mesi di età.

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