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Pensione anticipata 2024: quanto si perde

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024? Ecco alcuni esempi di calcolo, in base alle varie misure previdenziali, all'età anagrafica e all'anzianità contributiva.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo articolo vedremo insieme quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024 (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024?

Per pensione anticipata non ci riferiamo soltanto alla formula “classica”, ovvero alla misura introdotta nel 2012 dalla legge Fornero (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne), ma anche alle altre ipotesi quali Quota 103, Opzione Donna, l’Ape Sociale, Quota 41 per lavoratori precoci e la pensione anticipata per lavori usuranti.

Per rispondere alla domanda “quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024”, dobbiamo necessariamente partire dalla pensione anticipata ordinaria: chi va in pensione prima, senza attendere il compimento del 67° anno di età, subirà una penalizzazione sull’importo dell’assegno?

No, la penalizzazione dell’1-2% sulle quote retributive dell’assegno è rimasta in vigore sino al 31 dicembre 2014, quando con l’articolo 1, comma 113, della legge 190 del 2014 fu abolita e successivamente, l’abrogazione confermata dall’articolo 1, comma 194, della Legge di bilancio del 2017.

Dunque, chi anticipa la pensione facendo leva solo sull’anzianità contributiva maturata (ripetiamo, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; un anno in meno per le donne), non subirà tagli o decurtazioni dell’importo, se non quelli dovuti a un coefficiente di trasformazione più basso rispetto a quello applicato per la pensione di vecchiaia.

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Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024: esempio di calcolo

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni, con 42 anni di contributi all’attivo (14 anni maturati sino al 1995, gli altri 28 anni a partire dal 1996 in poi) e una retribuzione lorda annua di 30.000 euro.

Calcoleremo la sua pensione col sistema misto, individuando due quote. La prima col sistema retributivo, moltiplicando l’aliquota del 2% per gli anni di contributi versati sino al 1995 e il risultato (28%, nel nostro caso) moltiplicato per l’importo delle ultime retribuzioni percepite. Con un calcolo sommario, possiamo dire che la prima quota avrà un importo di circa 8.500 euro.

La seconda quota va calcolata col sistema contributivo. Individueremo il montante contributivo, pari al 33% della retribuzione lorda annua, moltiplicato per gli anni di contributi versati a partire dal 1996: in questo caso, il montante contributivo avrà un valore di 278.000 euro.

Su questo importo applicheremo il coefficiente di trasformazione, che a 67 anni è del 5,723%. Il 5,723% di 278.000 euro è 15.910 euro circa, ovvero l’importo della seconda quota.

Sommando le due quote avremo l’importo lordo di un anno di pensione: circa 24.410 euro, intorno ai 1.880 euro lordi al mese, circa 1.350-1.400 euro netti al mese.

Con gli stessi parametri (anni di contributi e retribuzione lorda annua), ma con un’età inferiore (ad esempio 65 anni), un lavoratore intenzionato ad accedere alla pensione anticipata ordinaria dovrà mettere in preventivo una perdita di poche decine di euro al mese (circa 30-40 euro in meno).

Se attendesse l’età per la pensione di vecchiaia, anziché circa 1.350 euro netti al mese di pensione, arriverebbe a prenderne 1.500 euro, con un “guadagno” di 150 euro netti al mese (con 2 anni in più di lavoro).

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024: esempio con Quota 103

Le cose cambiano ulteriormente con Quota 103, accessibile a coloro che hanno compiuto almeno 62 anni di età e sono in possesso di almeno 41 anni di contributi.

In questo caso a incidere saranno due fattori: il coefficiente di trasformazione più basso (a 62 anni è del 4,882%) e il ricalcolo dell’assegno interamente col sistema contributivo, quindi molto più penalizzante.

Prendendo come riferimento un lavoratore di 67 anni, con 41 anni di contributi versati (15 anni sino al 1995 e 26 anni dal 1996 ad oggi), con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, calcolando l’assegno con il sistema misto, avremo un importo lordo annuo di circa 22.750 euro, pari a circa 1.300 euro netti al mese.

Con gli stessi parametri, ma con un’età più bassa e con il ricalcolo dell’assegno col sistema contributivo, quanto si perde di pensione con Quota 103?

Con un montante contributivo di circa 380.000 euro (il 33% della retribuzione lorda annua, moltiplicato per 41 anni di contributi), applicando il coefficiente di trasformazione del 4,880%, avremo un importo lordo annuo di pensione di 18.550 euro (oltre 4.000 euro lordi in meno l’anno), per un importo netto mensile di circa 1.000 euro (intorno ai 300 euro netti in meno al mese).

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024: esempio con Quota 41, Ape Sociale e lavori usuranti

Con Quota 41 per lavoratori precoci (coloro che hanno versato almeno un anno di contributi prima di compiere 19 anni di età), le cose vanno addirittura peggio.

Prendiamo un lavoratore di 60 anni, con 41 anni di contributi versati, di cui uno prima dei 19 anni di età, con una retribuzione lorda annua di 30.000 euro. Se accedesse a Quota 41 precoci, riceverebbe una pensione di circa 1.200 euro netti al mese.

Se aspettasse qualche anno percepirebbe sicuramente un assegno più elevato, sino ai 1.400 euro netti al mese previsti con la pensione di vecchiaia.

Pensioni più basse anche per quei lavoratori che possono accedere all’Ape Sociale (l’anticipo pensionistico previsto per chi ha compiuto almeno 61 anni e 5 mesi di età – requisito aggiornato al 2024 – e ha maturato dai 30 ai 36 anni di contributi a seconda della categoria di riferimento) o alla pensione per lavori usuranti (almeno 61 anni e 7 mesi di età, con 35 anni di contributi versati).

Nel loro caso, prendendo come riferimento un lavoratore impiegato in mansioni gravose (36 anni di contributi con l’Ape Sociale) o usuranti (35 anni di contributi con la pensione anticipata), con una retribuzione lorda di 28.000 euro, maturerebbe un assegno di circa 1.100 euro netti per il primo e di circa 1.000 euro netti per il secondo.

Ovviamente, a incidere sull’importo dell’assegno sarà il coefficiente di trasformazione: del 5,028% a 63 anni e 5 mesi; del 4,882% a 62 anni.

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024: esempio con Opzione Donna

Infine, quanto si perde di pensione con Opzione Donna? Per quanto riguarda la misura dedicata esclusivamente alle donne lavoratrici appartenenti alle categorie tutelate (licenziate, caregiver, invalide), l’accesso è previsto al compimento del 61° anno di età (ci sono sconti di uno o due anni in base ai figli avuti).

Come per Quota 103, anche Opzione Donna prevede il ricalcolo dell’assegno interamente col sistema contributivo: con 35 anni di contributi, una retribuzione lorda annua di 28.000 euro e un coefficiente di trasformazione del 4,744%, maturerà una pensione di 15.350 euro lordi annui, circa 850 euro netti al mese.

Con la stessa anzianità contributiva, ma con l’età per la pensione di vecchiaia, la stessa lavoratrice riceverebbe un assegno di circa 1.100 euro netti al mese.

Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024
Quanto si perde con la pensione anticipata nel 2024: in foto una donna taglia alcune banconote da 20 euro.

Faq sulla pensione anticipata 2024

È l’Ape sociale ancora vantaggioso con le modifiche del 2024?

L’Ape sociale nel 2024, nonostante l’aumento dell’età minima e le restrizioni sugli ammessi, può ancora rappresentare un’opzione vantaggiosa per chi soddisfa i nuovi criteri. Tuttavia, i vantaggi sono ora limitati a un gruppo più ristretto di lavoratori.

Come cambiano le condizioni per Opzione donna nel 2024?

Per l’Opzione Donna nel 2024, ci sono cambiamenti significativi. Il requisito anagrafico passa da 60 a 61 anni, con 35 anni di contribuzione. Tuttavia, l’età può ridursi di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. L’accesso è riservato a lavoratrici licenziate, donne con disabilità oltre il 74%, e donne che assistono persone disabili conviventi.

Chi può accedere a Opzione Donna come caregiver?

Possono accedere a Opzione donna come caregiver quelle donne che svolgono assistenza al momento della richiesta di prepensionamento e da almeno sei mesi al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. Questo include anche parenti o affini di secondo grado conviventi, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni d’età, siano affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti.

Qual è la finestra mobile per Opzione donna 2024?

La finestra mobile in Opzione donna 2024 si riferisce al periodo di differimento nell’erogazione del primo rateo pensionistico. Questo differimento è pari a 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Con Quota 41 precoci si può lavorare?

L’INPS spiega che: “la pensione anticipata con requisito ridotto per i lavoratori cd. precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori“.

Quando scade il termine per presentare la domanda di pensione usuranti nel 2024?

Il termine per presentare la domanda di pensione usuranti a 61 anni e 7 mesi è fissato al 1° maggio. I lavoratori che maturano i requisiti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 devono presentare una domanda di accertamento dei requisiti per il pensionamento anticipato entro questa data. Cosa significa? Che chi va in pensione con Quota 41 non può esercitare un’attività lavorativa fino a quando non si maturano i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria.

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