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Pensione come caregiver: quali agevolazioni

In pensione come caregiver: ecco quali sono le possibilità per anticipare la pensione per chi assiste coniuge o familiare con disabilità grave.

di Carmine Roca

Luglio 2023

Quali sono le agevolazioni per chi vuole andare in pensione come caregiver? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

In pensione come caregiver: possibilità

Il nostro sistema previdenziale consente ai lavoratori caregiver di anticipare l’accesso alla pensione.

Attualmente sono tre le possibilità a disposizione di chi presta assistenza al coniuge o a un familiare con disabilità grave:

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Ape Sociale caregiver 2023

L’Ape Sociale è lo scivolo pensionistico che accompagna il lavoratore all’età per la pensione di vecchiaia (67 anni, fino al 31 dicembre 2024).

Con 63 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 30 anni, il prepensionamento è accessibile ai caregiver, che da almeno 6 mesi al momento della domanda, assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave (Legge 104, articolo 3, comma 3).

La prestazione spetta in egual modo anche a coloro che prestano assistenza a familiari o affini di secondo grado conviventi, se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave hanno compiuto 70 anni o sono affetti da patologie invalidanti, oppure sono mancanti o deceduti.

Ape Sociale per donne caregiver

Per le donne caregiver, la legge prevede uno sconto contributivo di uno o due anni, a seconda dei figli avuti.

Sarà possibile l’accesso all’Ape Sociale con 29 anni di contributi alla caregiver che ha avuto un figlio e con 28 anni di contributi alla caregiver che ha avuto 2 o più figli.

Ape Sociale 2023 importo

Il caregiver o la caregiver che accede all’Ape Sociale riceverà un assegno mensile di importo pari al valore della pensione maturato al momento della domanda per la prestazione, ma comunque non superiore a 1.500 euro lordi al mese.

Quota 41 precoci per caregiver

Un’altra soluzione previdenziale rivolta ai caregiver è Quota 41 per lavoratori precoci.

I lavoratori precoci sono coloro che hanno maturato anni di contributi in giovane età.

Quota 41 precoci per caregiver: requisiti

Quota 41 consente l’uscita anticipata al raggiungimento del solo requisito contributivo richiesto: 41 anni di contributi, di cui almeno uno maturato prima dei 19 anni di età.

Questa misura spetta alle stesse categorie di lavoratori beneficiari dell’Ape Sociale (disoccupati, invalidi dal 74% a salire, lavoratori gravosi e, appunto, caregiver), con l’aggiunta dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti (per i quali è prevista un’apposita pensione).

Quota 41 precoci per quali caregiver?

Valgono le stesse regole: il caregiver o la caregiver che punta a Quota 41 precoci deve assistere da almeno 6 mesi, al momento della domanda, il coniuge o un familiare di primo grado convivente con disabilità grave.

In caso di mancanza o decesso o in presenza di patologie invalidanti o di un’età superiore a 70 anni del genitore o del coniuge della persona disabile, è possibile estendere il diritto anche a parenti o affini di secondo grado conviventi.

Opzione Donna per caregiver

L’ultima possibilità previdenziale concessa ai caregiver e alle caregiver è Opzione Donna.

Come è cambiata Opzione Donna nel 2023?

Dal 1° gennaio 2023, questa prestazione è stata oggetto di un pesante e contestato restyling, rivolta esclusivamente alle categorie fragili, quali le caregiver (stesse regole dell’Ape Sociale e di Quota 41 precoci), le invalide civili con una percentuale minima di invalidità del 74%, le licenziate e le dipendenti di grandi aziende in crisi economica.

È cambiato anche il requisito anagrafico: 60 anni di età, con sconti di un anno (59 anni) e di due anni (58 anni) rispettivamente in presenza di un solo figlio avuto o di due o più figli avuti.

Quanti contributi per Opzione Donna nel 2023?

Rimane invariato il requisito contributivo: per andare in pensione con Opzione Donna servono 35 anni di contributi, l’assegno è ricalcolato col metodo contributivo, piuttosto penalizzante in termini economici.

In pensione come caregiver
In pensione come caregiver: in foto una giovane donna assiste la madre disabile.

Faq su in pensione come caregiver

Quando scade il termine per presentare la domanda di accesso all’Ape Sociale?

Per accedere al sussidio dell’Ape Sociale, è necessario presentare una domanda per attivare la verifica delle condizioni e una domanda per l’accesso alla prestazione. Le finestre temporali per la presentazione della domanda di verifica sono le seguenti:

Posso raggiungere quota 41 cumulando i contributi?

Sì, il requisito contributivo di quota 41 può essere raggiunto anche con il cumulo dei contributi. Tuttavia, in tal caso, ci sono alcune differenze per la decorrenza del trattamento pensionistico.

Cosa succede se raggiungo quota 41 cumulando i contributi?

Se raggiungi quota 41 cumulando i contributi, la decorrenza della pensione varia a seconda del momento in cui maturi i requisiti. Se li maturi dal 1° gennaio, hai diritto alla pensione dopo tre mesi dalla maturazione. Se li maturi dal 1° gennaio, ma cumulando i periodi assicurativi, hai diritto alla pensione dal primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

Posso lavorare se percepisco la pensione con Quota 41?

No, chi percepisce la pensione con Quota 41 non può cumulare l’assegno pensionistico con redditi da lavoro subordinato o autonomo.

Com’era Opzione Donna fino al 31 dicembre 2022?

L’Opzione Donna era un’opzione pensionistica riservata a tutte le lavoratrici, sia dipendenti che autonome, che avevano accumulato 35 anni di contributi.

Qual era l’età di pensionamento per le lavoratrici dipendenti e autonome con Opzione Donna?

Le lavoratrici dipendenti potevano andare in pensione a 58 anni, mentre per le lavoratrici autonome l’età di pensionamento era di 59 anni.

Quando scatta la decorrenza della pensione con Opzione Donna?

La decorrenza della pensione, ossia il pagamento del primo assegno, varia a seconda della categoria lavorativa: 12 mesi di attesa per le dipendenti, 18 mesi di attesa per le lavoratrici autonome e dal 1° settembre al 1° novembre 2023 per le dipendenti del comparto scuola.

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