Come funziona la pensione con sistema contributivo? Dal 1996, con la riforma Dini, il sistema previdenziale italiano ha subito un grande cambiamento e ha abbandonato definitivamente il modello retributivo (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Pensione con sistema contributivo: la riforma Dini
È il 1° gennaio del 1996 quando entra in vigore la riforma Dini, dal nome dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Lamberto Dini.
L’applicazione del nuovo piano è entrata immediatamente in vigore per tutti i contribuenti, anche se con qualche ritardo per alcune categorie.
In particolare, l’applicazione è stata la seguente:
- per il lavoratore che al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contributi, il metodo contributivo è entrato in vigore solo nel 2012. Fino al 2011 infatti, il sistema riconosciuto era quello retributivo;
- per il lavoratore che al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi, il contributivo è partito regolarmente nel 1996, unendosi così al sistema retributivo attivo fino al 31 dicembre del 1995;
- per il lavoratore che al 31 dicembre 1995 non aveva ancora versato contributi, il piano pensionistico prevede un calcolo totalmente svolto con il sistema contributivo.
Dallo schema precedente emerge come, nei primi due casi, quello a essere in vigore è un sistema previdenziale misto. Solo per i neo assunti dopo la riforma Dini, il piano è del contributivo puro.
Come si calcola la pensione con il sistema contributivo
Il calcolo dell’assegno pensionistico con il modello contributivo può sembrare un processo molto complesso.
Proviamo a fare chiarezza sulle fasi di calcolo da seguire:
- individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dagli impiegati autonomi o parasubordinati;
- calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota di computo, pari al 33% per gli assunti come dipendenti;
- determinare il “montante individuale”. Si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione (determinato da alcuni calcoli Istat);
- moltiplicare il “montante contributivo” per il coefficiente di trasformazione. Questo valore cambia a seconda dell’età del lavoratore, degli anni di lavoro e quindi anche del momento in cui sceglie di andare in pensione.
Esempio di calcolo della pensione contributiva in Italia
Per meglio comprendere come funziona il calcolo contributivo della pensione, proviamo a fare un esempio pratico.
Ecco i dati da tenere in considerazione:
- montante contributivo pari a: 300mila euro;
- età pensionabile al 2023: 67 anni;
- coefficiente corrispondente: 5,723%;
- pensione annua pari a: 300mila x 5,723% = 17.769 euro;
- quota di pensione mensile= 17.769 / 13 = 1.320,69 euro.
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Da sistema retributivo a contributivo – misto: scelta ai lavoratori
Chi si trova nel sistema previdenziale misto, può scegliere l’opzione al sistema di calcolo contributivo. Questa novità è stata introdotta nel 2011 dalla legge Fornero, per evitare che i lavoratori potessero ottenere un anticipo dell’età pensionabile o una crescita dell’assegno.
La facoltà di opzione varia a seconda dei casi specifici. La normativa approvata con il Governo Monti infatti, ha portato numerose novità anche in termini di eccezioni specifiche ai vari piani pensionistici da adottare.
Pensione retributiva: come funzionava?
Il sistema retributivo è oramai un vecchio ricordo per tutti i lavoratori. Dopo aver visto come funziona il metodo contributivo, approfondiamo i dettagli del vecchio modello.
Il sito del Ministero del Lavoro oggi afferma che «il sistema contributivo rappresenta una forma più equa di determinazione della prestazione pensionistica, in quanto pone in diretta correlazione quanto versato con quanto il soggetto verrà a percepire; i contributi accantonati (c.d. montante) vengono, infatti, convertiti in rendita attraverso coefficienti di trasformazione calcolati in ragione dell’età di pensionamento e della conseguente attesa di vita».
Con il modello retributivo, la pensione viene determinata tenendo come riferimento le retribuzioni che il lavoratore ha percepito lungo un periodo di tempo immediatamente precedente all’accesso alla pensione.
Quello retributivo è, come testimoniato anche dal mondo tecnico e politico, un sistema di calcolo più costoso per le casse pubbliche rispetto a quello contributivo.
L’assegno previdenziale finale si calcola attraverso la somma di diverse quote. Ognuna di queste è relativa a un determinato periodo di anzianità diversa.
Per capirci, il sistema contributivo oggi prevede un calcolo degli assegni mensili attraverso dati relativi ai contributi versati e all’anzianità di servizio. Quello retributivo invece, tiene conto solo degli anni di lavoro e dello stipendio percepito nell’ultimo periodo.
Retributivo vs contributivo: lo schema
Per meglio comprendere il tema di questo articolo, che può sembrare molto complesso anche a causa dei tanti cambiamenti avuti negli ultimi anni, abbiamo riassunto in un’apposita tabella tutte le principali differenze che esistono tra i due sistemi previdenziali:
| Caratteristica | Sistema Contributivo | Sistema Retributivo |
|---|---|---|
| Base di calcolo | Basato sui contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa. | Basato sulle ultime retribuzioni percepite prima della pensione (solitamente gli ultimi anni di lavoro). |
| Periodo di riferimento | Considera l’intero arco della vita lavorativa. | Si concentra sugli anni finali della carriera lavorativa. |
| Calcolo del beneficio | Utilizza un metodo di calcolo che moltiplica il montante contributivo per un coefficiente di trasformazione basato sull’età e altri fattori. | Utilizza un metodo basato sulla media delle retribuzioni percepite in un periodo definito prima della pensione. |
| Influenza dell’anzianità di servizio e del reddito | Minore enfasi sull’anzianità di servizio e sul livello di reddito. | Maggiore enfasi sull’anzianità di servizio e sul livello di reddito, soprattutto negli ultimi anni di lavoro. |
| Costo per le finanze pubbliche | Generalmente considerato più sostenibile a lungo termine. | Più costoso per le finanze pubbliche, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione. |
| Equità | Considerato più equo in quanto strettamente correlato ai contributi versati. | Meno equo, può favorire chi ha avuto retribuzioni più alte negli ultimi anni di lavoro. |
| Introduzione in Italia | Introdotta con la riforma Dini nel 1996. | In uso prima della riforma Dini del 1996. |
| Transizione al nuovo sistema | Applicato gradualmente, con regole diverse in base all’anzianità di contributi al 31 dicembre 1995. | Applicato ai lavoratori prima della riforma Dini, con possibilità di scelta per alcuni di passare al metodo contributivo. |

FAQ sul sistema pensionistico in Italia
Quali sono i vantaggi del sistema pensionistico italiano?
Il sistema pensionistico italiano offre diversi vantaggi, tra cui la sicurezza economica durante la pensione. Le pensioni italiane sono solitamente indicizzate all’inflazione, il che significa che il loro valore aumenta nel tempo per mantenere il tuo potere d’acquisto.
Il sistema prevede poi diverse agevolazioni fiscali per i pensionati e può fornire una rete di sicurezza sociale per chiunque si trovi in difficoltà finanziarie durante la pensione.
Come posso calcolare la mia pensione in Italia?
Il calcolo della pensione in Italia dipende da diversi fattori, tra cui il tuo reddito medio contributivo e il numero di anni di contributi versati.
Per ottenere una stima della tua futura pensione, puoi consultare l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) o un consulente previdenziale. È importante tenere conto di questi fattori per pianificare adeguatamente la tua pensione.
Posso integrare la mia pensione italiana con altre fonti di reddito?
Sì, è possibile integrare la tua pensione italiana con altre fonti di reddito, come risparmi personali o rendite da investimenti. Questo può aiutarti a migliorare il tuo tenore di vita durante la pensione e garantire una maggiore stabilità finanziaria.
Tuttavia, è importante pianificare attentamente e consultare un esperto finanziario per prendere decisioni informate.
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