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Pensione di reversibilità 2024: nuovi limiti di reddito

Nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità: quali sono quelli aggiornati al 2024? Ecco importi e decurtazioni previste.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo articolo vedremo insieme quali sono i nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quali sono i nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è la prestazione economica che l’INPS eroga ai familiari superstiti del pensionato deceduto.

Il primo ad averne diritto è il coniuge, a seguire spetta ai figli, ai nipoti, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle, rispettando determinati parametri.

Se la pensione spetta al coniuge (anche se separato o divorziato e titolare di assegno divorzile), allora è necessario possedere un reddito inferiore a una soglia rivalutata ogni anno, oltre le quali scattano decurtazioni dal 25% al 50%.

Per il 2024, il limite di reddito annuo da non superare, per avere diritto alla pensione di reversibilità in misura piena è di 23.345,79 euro.

Oltre questa soglia scattano tagli:

Nel calcolo del reddito non rientrano:

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Quando non è prevista la riduzione dell’importo della reversibilità?

Ricordiamo, però, che la pensione di reversibilità non viene decurtata nel caso in cui il coniuge abbia almeno un figlio a carico minorenne oppure di 21 anni di età (o di 26 anni di età se ancora studenti), oppure inabili al lavoro a prescindere dall’età anagrafica.

Va ricordato, però, che la Corte Costituzionale, tramite la sentenza numero 162 del 30 giugno 2022, ha stabilito che l’importo della pensione di reversibilità non possa essere decurtato, in caso di cumulo con altri redditi, di un importo superiore all’ammontare complessivo dei redditi aggiuntivi.

La Consulta ha, infatti, dichiarato illegittimo il sistema di tagli imposto dalla legge numero 335 dell’8 agosto 1995 (la cosiddetta Riforma Dini), dal momento che ridurre la pensione di reversibilità oltre la misura dei redditi conseguiti genererebbe un danno al beneficiario.

Pensione di reversibilità: quanto spetta al coniuge?

La pensione di reversibilità al coniuge spetta al 60% se non ci sono figli, altrimenti, in presenza di un figlio minorenne, maggiorenne fino al 26° anno di età se studente o inabile al lavoro, la percentuale di reversibilità assegnata sale all’80%. Infine, in presenza di due o più figli a carico spetta una reversibilità al 100%.

Significa che, con una pensione di 1.000 euro, spetta una reversibilità di 600 euro (senza figli), 800 euro (con un figlio a carico) o in misura piena (con due o più figli a carico).

Però, in caso di redditi di importo superiore alla soglia massima rivalutata ogni anno, il valore della reversibilità spettante verrebbe decurtato.

In relazione alle soglie descritte precedentemente, ad esempio, con un reddito personale di 25.000 euro, si applicherebbe un taglio del 25%. Significa che, una donna sola senza figli, riceverebbe soltanto il 75% della prestazione spettante: ad esempio, 450 euro con una reversibilità di 600 euro al mese.

Invece, con un reddito di 35.000 euro, si applicherebbe un taglio del 40% alla reversibilità spettante: quindi, con una reversibilità di 600 euro al mese, alla beneficiaria spetterebbero soltanto 360 euro (240 euro in meno).

Infine, con un reddito di 40.000 euro, il taglio sarebbe del 50%. Di conseguenza, una pensione di reversibilità di 600 euro spetterebbe solo al 50% (300 euro al mese).

Nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità
Nuovi limiti di reddito per la pensione di reversibilità: in foto alcune banconote da 100 euro e un segnale di STOP.

Faq sulla pensione di reversibilità

Quando il coniuge con pensione perde il diritto alla pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decade se il coniuge con pensione divorziato decide di risposarsi. Avrà comunque diritto a un assegno una tantum, dell’importo pari a 26 rate di pensione di reversibilità spettante.

Quando spetta la reversibilità al coniuge con pensione divorziato?

Come modificato dalla legge numero 74 del 1987, il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di queste condizioni:

In che modo il coniuge con pensione può presentare domanda per la pensione di reversibilità?

Il coniuge con pensione in possesso dei requisiti sopra indicati, può presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:

C’è incompatibilità tra pensione di reversibilità e pensione minima?

La prestazione spetta anche se il coniuge superstite percepisce una pensione propria e se l’assegno è integrato al trattamento minimo. Non c’è, dunque, incompatibilità tra pensione di reversibilità e pensione minima, ma a condizione che si rispettino determinati requisiti di reddito personali (e coniugali, ma nel nostro caso non è importante).

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