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Pensione di reversibilità coniuge lavoratore

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: c'è compatibilità tra reversibilità e lavoro? Quali sono i limiti di reddito a cui prestare attenzione? Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: come funziona? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: c’è incompatibilità?

La pensione di reversibilità spetta al coniuge, anche se questi lavora e possiede un proprio reddito?

La risposta è affermativa: non c’è incompatibilità tra il diritto alla reversibilità e lo svolgimento di un’attività lavorativa.

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Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: limite di reddito

Le uniche condizioni da rispettare riguardano il reddito del coniuge superstite, che deve essere inferiore a determinate soglie di reddito, rivalutate annualmente, per evitare che ci siano riduzioni della percentuale di reversibilità spettante. Lo impone la legge numero 335 del 1995 (la cosiddetta riforma Dini).

Ricordiamo che al coniuge superstite, senza figli a carico, spetta il 60% di reversibilità: ad esempio, su una pensione di 1.000 euro, spettano 600 euro di reversibilità; 900 euro su una pensione di 1.500 euro, 1.200 euro su una pensione di 2.000 euro e così via.

Ma questo solo se il reddito personale è inferiore 3 volte l’importo annuo del trattamento minimo INPS (nel 2024 è di 7.781,93 euro).

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: tagli sulla reversibilità

Dunque, la soglia massima di reddito che dà diritto alla reversibilità in misura “piena” (al 60%) è 23.345,79 euro. Oltre questo limite scatta una riduzione del 25% dell’importo spettante.

Ad esempio, in caso di reddito di 25.000 euro annui, il coniuge superstite perderebbe 150 euro al mese se la reversibilità spettante fosse di 600 euro (su 1.000 euro di pensione); 225 euro al mese se la reversibilità spettante fosse di 900 euro (su 1.500 euro di pensione), 300 euro al mese se la reversibilità spettante fosse di 1.200 euro al mese (su 2.000 euro di pensione) e così via.

Invece, con un reddito superiore a 31.127,72 euro annui (ovvero 4 volte superiore il trattamento INPS nel 2024), scatta una riduzione del 40%.

Significa che al coniuge superstite verrebbe decurtata la reversibilità di 240 euro (su un assegno originario di 600 euro); di 360 euro (su un assegno originario di 900 euro), di 480 euro (su un assegno originario di 1.200 euro) e così via.

Infine, con un reddito superiore 5 volte il trattamento minimo INPS (oltre i 38.909,65 euro annui nel 2024), scatterebbe una decurtazione del 50% dell’assegno di reversibilità.

Ad esempio, verrebbero tagliati 300 euro al mese su una pensione di 600 euro; 450 euro al mese su una pensione di 900 euro, 600 euro al mese su una pensione di 1.200 euro e così via.

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: quando non sono previsti tagli?

Attenzione, però: se il coniuge ha uno o più figli a carico, minorennistudenti inabili al lavoro, anche se in concorso con il coniuge, a prescindere dal reddito prodotto non rischierà alcun taglio.

Ricordiamo che per legge, la percentuale di reversibilità cambia in presenza di uno o più figli, in questo modo:

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: quali redditi si considerano?

Nel calcolo del reddito per la pensione di reversibilità sono inclusi tutti gli importi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono esclusi:

Pensione di reversibilità al coniuge lavoratore: cosa ha stabilito la Corte Costituzionale?

Recentemente, la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 162 dell’8-30 giugno 2022, ha ritenuto illegittimi i tagli della pensione di reversibilità, se in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi.

La Consulta ha sentenziato l’illegittimità costituzionale del combinato disposto del terzo e quarto periodo del comma 41 dell’articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e della connessa Tabella F, nella parte in cui, in caso di cumulo tra il trattamento pensionistico ai superstiti e i redditi aggiuntivi del beneficiario, non prevede che la decurtazione effettiva della pensione non possa essere operata in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi“.

L’INPS, con la circolare numero 108 pubblicata il 22 dicembre 2023, ha confermato quanto disposto dalla Corte Costituzionale con effetto immediato.

Nel corso del 2024, l’istituto rideterminerà la trattenuta con effetti retroattivi fino a 5 anni, a chi presenterà domanda. L’istituto si occuperà delle operazioni di conguaglio e provvederà a rimborsare chi ha subito una ingiusta decurtazione dell’importo negli ultimi 60 mesi.

Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore
Pensione di reversibilità e coniuge lavoratore: in foto una donna al lavoro.

Faq sulla pensione di reversibilità

Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decade se il coniuge divorziato decide di risposarsi, per esempio, non avrà più diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Lo stesso accade se i figli inabili trovano un lavoro o se i figli maggiorenni superano l’età limite (21 anni o 26 per gli studenti universitari) o interrompono gli studi. Anche i genitori perdono il diritto alla pensione se iniziano a percepire una pensione diretta; stesso discorso se i fratelli o le sorelle a carico si sposano.

Quando spetta la reversibilità al coniuge divorziato?

Come modificato dalla legge numero 74 del 1987, il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di queste condizioni:

Se il coniuge divorziato iniziasse una nuova convivenza, perderebbe il diritto alla reversibilità?

No, la legge prevede che solo in caso di nuovo matrimonio contratto dal coniuge superstite si perda il diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Nel caso in cui il coniuge superstite avviasse soltanto una nuova convivenza, senza contrarre un nuovo matrimonio, il diritto alla reversibilità non verrebbe negato.

In che modo il coniuge può presentare domanda per la pensione di reversibilità?

Il coniuge divorziato in possesso dei requisiti sopra indicati, può presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:

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