privacy
Home / Pensioni / Pensione di reversibilità coniuge con reddito
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione di reversibilità coniuge con reddito

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: può lavorare? La legge lo consente? Quali sono i limiti di reddito da rispettare per evitare i tagli? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità al coniuge con reddito: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: è consentito?

La pensione di reversibilità è il trattamento economico riservato dall’INPS ai familiari superstiti del pensionato deceduto. Il principale beneficiario è il coniuge del titolare di pensione diretta, anche se separato o divorziato (se titolare di assegno divorzile).

Ma la pensione di reversibilità al coniuge con reddito, spetta comunque? , la legge non vieta al coniuge superstite di svolgere un’attività lavorativa e di possedere un reddito proprio, se percettore della pensione di reversibilità.

Non lo vieta, ma ridurrà l’importo della prestazione in caso di superamento di determinate soglie di reddito.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: riduzioni di importo

La legge numero 335 del 1995 (la riforma Dini) introdusse una decurtazione dell’importo della pensione di reversibilità a partire da oltre 3 volte il valore annuo del trattamento minimo INPS per l’anno di riferimento.

Dunque, nel 2024, l’importo di un anno di pensione minima è di 7.781,93 euro. Moltiplicato per 3, avremo l’importo massimo di reddito oltre il quale scatta la prima riduzione (al 25%), ovvero 23.345,79 euro.

È, invece, prevista una decurtazione del 40% dell’importo della reversibilità, se il reddito è superiore 4 volte il trattamento minimo INPS, ovvero 31.127,72 euro, nel 2024.

Infine, scatta una riduzione del 50% dell’importo della reversibilità, in caso di reddito oltre 5 volte il trattamento minimo, ovvero 38.909,65 euro, nel 2024.

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: esempi riduzioni di importo

Volendo fare degli esempi, prendiamo un coniuge superstite (senza figli) con un reddito di 20.000 euro l’anno (quindi al di sotto della prima soglia di decurtazione). Riceverà il 60% della pensione di reversibilità del partner deceduto: ad esempio, 600 euro su una pensione di 1.000 euro; 900 euro su una pensione di 1.500 euro; 1.200 euro su una pensione di 2.000 euro e così via.

Se il coniuge superstite avesse un reddito di 25.000 euro annui, riceverebbe la reversibilità in misura ridotta del 25%: dunque, in caso di pensione di 1.000 euro, sui 600 euro di reversibilità graverebbe un taglio di 150 euro al mese, che ridurrà la pensione a 450 euro al mese.

Invece, con un reddito personale di 35.000 euro annui, si abbatterà la decurtazione del 40% dell’importo della reversibilità: ovvero 240 euro su una pensione da 600 euro (360 euro spettanti).

Infine, con un reddito di 40.000 euro annui, quindi oltre 5 volte il trattamento minimo INPS, è previsto un taglio del 50%, che andrebbe a dimezzare l’importo della reversibilità spettante: 300 euro al mese, nel nostro caso.

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: quali redditi considerare?

Nel calcolo del reddito per la pensione di reversibilità, vengono inclusi tutti gli importi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono esclusi:

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: quando non sono previsti tagli?

Non sempre è prevista la riduzione della pensione di reversibilità in base al reddito.

Il taglio è illegittimo in presenza di figli minorenni, studenti o inabili al lavoro, anche se in concorso con il coniuge.

In questi casi, la legge non si applica: si possono sforare le soglie massime di reddito senza subire alcuna decurtazione.

Ricordiamo che per legge, la percentuale di reversibilità cambia in presenza di uno o più figli, in questo modo:

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: cosa ha stabilito la Corte Costituzionale?

Sul taglio degli importi è intervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 162 dell’8-30 giugno 2022, con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del combinato disposto del terzo e quarto periodo del comma 41 dell’articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e della connessa Tabella F, nella parte in cui, in caso di cumulo tra il trattamento pensionistico ai superstiti e i redditi aggiuntivi del beneficiario, non prevede che la decurtazione effettiva della pensione non possa essere operata in misura superiore alla concorrenza dei redditi stessi.

L’INPS, con la circolare numero 108 pubblicata il 22 dicembre 2023, ha confermato la linea assunta dalla Consulta, la quale ha stabilito che le decurtazioni siano troppo penalizzanti nei casi in cui il taglio sia superiore al totale dei redditi dell’intestatario della pensione.

L’articolo 1, comma 41, della legge numero 335 del 1995 stabilisce che, “la funzione previdenziale della pensione non si esplica, o almeno viene notevolmente ridotta, quando il lavoratore si trovi ancora in godimento di un trattamento di attività […]” e che “il legislatore, attraverso le norme che stabiliscono i limiti di cumulabilità tra pensione e reddito, tiene conto della diminuzione dello stato di bisogno del pensionato che deriva dalla disponibilità di un reddito aggiuntivo e, nell’esercizio della sua discrezionalità, è chiamato a bilanciare i diversi valori coinvolti modulando la concreta disciplina del cumulo, in necessaria armonia con i princìpi di eguaglianza e di ragionevolezza”.

Per la Corte Costituzionale, la disciplina viola il principio di ragionevolezza nella parte in cui le disposizioni censurate non prevedano un tetto alle decurtazioni del trattamento ai superstiti cagionate dal possesso di un reddito aggiuntivo e che, pertanto, la formulazione del terzo e quarto periodo deve essere integrata mediante la previsione del limite della “concorrenza dei redditi”.

La sentenza ha immediata applicazione, tanto che nel corso di quest’anno l’INPS sarà chiamata a rideterminare la trattenuta (su domanda) con effetti retroattivi fino a 5 anni. L’istituto si occuperà delle operazioni di conguaglio e provvederà a rimborsare chi ha subito una ingiusta decurtazione dell’importo negli ultimi 60 mesi.

Pensione di reversibilità al coniuge con reddito
Pensione di reversibilità al coniuge con reddito: in foto una donna mangia e lavora al computer.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Quando spetta la reversibilità al coniuge divorziato?

Come modificato dalla legge numero 74 del 1987, il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di queste condizioni:

Cosa succede quando il coniuge divorziato superstite si risposa?

Se il coniuge superstite contrae un nuovo matrimonio non ha più diritto alla pensione di reversibilità. Come previsto dal decreto legislativo luogotenenziale numero 39 del 1945, il coniuge che si risposa percepirà comunque un assegno pari a due annualità della pensione stessa, escluse le quote integrative a carico dello Stato, in un’unica soluzione.

Se il coniuge divorziato iniziasse una nuova convivenza, perderebbe il diritto alla reversibilità?

No, la legge prevede che solo in caso di nuovo matrimonio contratto dal coniuge superstite si perda il diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Nel caso in cui il coniuge superstite avviasse soltanto una nuova convivenza, senza contrarre un nuovo matrimonio, il diritto alla reversibilità non verrebbe negato.

In che modo il coniuge divorziato può presentare domanda per la pensione di reversibilità?

Il coniuge divorziato in possesso dei requisiti sopra indicati, può presentare domanda di reversibilità all’INPS in questo modo:

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: