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Pensione di reversibilità morte prematura

Pensione di reversibilità e morte prematura: cosa succede se il lavoratore muore prima della pensione? I familiari superstiti a cosa hanno diritto? Cos'è l'indennità di morte?

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di reversibilità e morte prematura: cosa succede se il lavoratore muore prima della pensione? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità e morte prematura: le differenze

Se ai familiari superstiti spetta la pensione di reversibilità del pensionato deceduto, come funziona quando il decesso avviene prima della quiescenza?

Se il lavoratore assicurato dovesse morire prima di andare in pensione, ai familiari spetta qualcosa? Sì, la pensione indiretta, ma solo se il lavoratore ha maturato gli anni di contributi richiesti dalla normativa.

Il trattamento viene spesso confuso con la pensione di reversibilità, ma come spiegato in precedenza le due prestazioni, pur somigliandosi molto, non sono la stessa cosa, poiché la reversibilità spetta ai familiari superstiti del pensionato deceduto, mentre la pensione indiretta viene erogata ai familiari superstiti in caso di morte prematura del lavoratore assicurato.

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Pensione indiretta: quali contributi?

Ma la pensione indiretta spetta a prescindere a coniuge e figli? No, ai fini del diritto alla prestazione ai superstiti, è necessario che il lavoratore assicurato abbia maturato almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 anni nel quinquennio precedente il decesso.

In alternativa, la pensione indiretta può riguardare un lavoratore assicurato in possesso del requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi). Se li ha maturati, ma non è ancora in pensione per limiti anagrafici, il lavoratore può lasciare ai familiari superstiti la pensione indiretta.

Infine, il trattamento ai superstiti spetta anche se il lavoratore assicurato vanta un’anzianità contributiva di almeno 15 anni, a condizione che abbia i requisiti utili per l’accesso alla pensione di vecchiaia con una delle tre deroghe Amato.

Parliamo di coloro che hanno maturato 780 settimane di contributi al 31 dicembre 1992 o che sono stati autorizzati, entro il 1992, alla prosecuzione volontaria dei contributi, a prescindere dal loro versamento.

A chi spetta la pensione indiretta?

La pensione indiretta spetta agli stessi beneficiari della pensione di reversibilità, a partire dal coniuge superstite, anche se separato o divorziato (se titolare di assegno divorzile), a condizione che non si sia risposato. Se il lavoratore assicurato avesse contratto un nuovo matrimonio dopo il divorzio, sarà il giudice a determinare la quota di pensione indiretta spettante al primo e al secondo coniuge.

La pensione indiretta spetta anche ai figli del lavoratore assicurato, naturali, adottivi o affiliati, quelli legalmente riconosciuti o dichiarati e quelli nati da un precedente matrimonio del coniuge del deceduto. La prestazione viene erogata ai figli minorenni, ai figli maggiorenni (se studenti di scuola media o professionale fino a 21 anni a carico del deceduto; se studenti universitari in corso, fino al 26° anno di età) e ai figli inabili al lavoro.

In assenza di coniuge e figli, la pensione indiretta spetta ai nipoti a carico del lavoratore, non autonomi redditualmente; oppure ai genitori del defunto (almeno 65 anni di età, non titolari di pensione e a carico del lavoratore deceduto); o ancora a fratelli o sorelle (se invalidi e non coniugati nubili inabili, senza reddito e a carico del defunto alla data della morte di quest’ultimo).

Pensione di reversibilità e morte prematura: quando non spetta?

E se il lavoratore assicurato, prima di morire, non avesse maturato i requisiti richiesti dalla normativa? In questo caso la pensione indiretta non potrà essere erogata.

Agli eredi, comunque, spetta un aiuto economico chiamato indennità di morte: è una prestazione economica che viene erogata una tantum (una sola volta) e può essere di due tipi, a seconda della posizione assicurativa del lavoratore deceduto.

Le distinzioni dipendono dalla data di inizio dell’attività lavorativa (prima o dopo il 1996) e dagli anni di contributi maturati. Si applicherà il calcolo misto in caso di contributi versati prima e dopo il 1996 o il calcolo contributivo in caso di anzianità contributiva maturata esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996.

A chi spetta l’indennità di morte?

L’indennità di morte può essere erogata soltanto al coniuge o, in sua assenza, ai figli. Se mancano entrambi, la prestazione non viene erogata a nessun altro familiare superstite (a differenza della pensione di reversibilità).

A chi spetta l’indennità una tantum ai superstiti?

Invece, l’indennità una tantum ai superstiti, introdotta dalla riforma Dini, spetta agli eredi dei lavoratori assicurati a partire dal 1° gennaio 1996, secondo le stesse regole previste per la pensione indiretta.

Come si calcola l’indennità di morte?

L’indennità di morte ai superstiti viene calcolata col sistema misto (in questo caso l’importo dell’indennità è pari a 45 volte l’importo dei contributi versati dal lavoratore e va da un minimo di 22,31 euro a un massimo di 66,93 euro al mese), o col sistema contributivo (si tiene conto dell’importo dell’Assegno sociale moltiplicato per gli anni di contributi versati).

Pensione di reversibilità e morte prematura
Pensione di reversibilità e morte prematura: in foto una giovane donna rimasta vedova.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come richiedere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

La pensione di reversibilità può essere tagliata se sono presenti figli minorenni o inabili?

No, se il coniuge ha a carico uno o più figli minorenni, per legge non subirà alcuna riduzione dell’importo della reversibilità, che spetterà comunque nella misura dell’80% (coniuge più un figlio minorenne) o del 100% (coniuge e più di 3 figli minorenni).

Per quanto tempo si riceve la pensione di reversibilità?

Non c’è una durata prestabilita. Semplicemente si continuerà a ricevere l’assegno di reversibilità fino a quando si rispetteranno i requisiti richiesti dalla legge.

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