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Pensione di reversibilità: quando decade

Quando decade la pensione di reversibilità? Rispondiamo insieme a questa domanda e scopriamo i dettagli del trattamento.

di Antonio Dello Iaco

Giugno 2023

Quando decade la pensione di reversibilità e, soprattutto, a chi spetta e a quali condizioni? Rispondiamo insieme a questi quesiti su un tema su cui, troppo spesso, ci sono dubbi (scopri le ultimissime notizie sulle pensioni sempre aggiornate. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Faremo un approfondimento anche su come funziona la pensione di reversibilità nei casi in cui gli eredi del defunto sono solo i figli così come scopriremo cosa accade se il coniuge del de cuius si sposa di nuovo.

Quando decade la pensione di reversibilità?

Rispondiamo subito alla domanda principale di questo articolo: quando decade la pensione di reversibilità? Successivamente poi approfondiremo tutti gli altri aspetti in merito a questo trattamento previdenziale.

Quando decade la pensione di reversibilità? Questo trattamento viene revocato solo nel caso in cui i titolari perdono i requisiti previsti come:

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Quando decade la pensione di reversibilità: cos’è

La pensione di reversibilità, chiamata anche pensione ai superstiti, è un trattamento previdenziale gestito ed erogato dall’INPS. È destinato ai familiari dei cittadini deceduti che erano titolari di pensione diretta.

Se invece il de cuius (in questo articolo useremo spesso questo termine per definire il defunto. Si tratta di un nome spesso usato in ambito giuridico per situazioni di carattere ereditario ndr) non aveva ancora maturato i requisiti per l’ottenimento dell’assegno previdenziale ordinario, agli eredi spetta una pensione di reversibilità chiamata pensione indiretta.

Ha le stesse caratteristiche di quella “classica” solo che per beneficiarne è necessario che il defunto, in vita, abbia raggiunto il rispetto di uno dei due requisiti ben definiti dalla normativa:

Quando decade la pensione di reversibilità: a chi spetta

La pensione di reversibilità spetta al coniuge o ai figli del defunto. In assenza di questi può essere versata anche a genitori, fratelli o sorelle.

In ogni caso il primo ad averne diritto è il coniuge, anche se separato o divorziato a patto che si verifichino delle condizioni:

Attenzione però ai casi specifici. La normativa infatti scende nel dettaglio e prevede che, se il defunto aveva già contratto nuove nozze prima di morire, la pensione di reversibilità dovrà essere divisa tra:

In assenza dei requisiti da parte dei coniugi o dei figli o qualora questi non siano presenti in vita la pensione di reversibilità spetta ai:

Pensione di reversibilità: quando decade
L’immagine simboleggia il trattamento previdenziale integrativo – quando decade la pensione di reversibilità

Quando decade la pensione di reversibilità: come si ottiene

Per ricevere la pensione di reversibilità è necessario inviare un’apposita richiesta all’INPS dopo la morte del de cuius. La domanda può essere presentata seguendo varie modalità:

La domanda per ottenere la pensione di reversibilità va inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento. Solo il coniuge divorziato deve rivolgersi al tribunale per effettuare la richiesta di ottenimento del beneficio.

Quando decade la pensione di reversibilità: l’assegno di vedovanza

Al tema della pensione di reversibilità è collegato l’assegno di vedovanza. Si tratta di un incentivo riservato ai titolari del primo trattamento, che però sono anche invalidi al 100 per cento. Bisogna anche rispettare un requisito reddituale:

L’assegno di vedovanza oscilla tra i 52,91 o 19,59 euro al mese. L’importo varia a seconda della fascia reddituale di appartenenza.

Questo trattamento integrativo va richiesto all’INPS quando si presenta la domanda per ottenere la pensione di reversibilità. In alternativa, può essere richiesto in un secondo momento presentando la cosiddetta domanda di ricostituzione.

Si tratta, come si legge sul sito dell’INPS, di un servizio gratuito che “consente la rideterminazione dell’importo di pensione per effetto di riconoscimento di contribuzione (figurativa, obbligatoria, da riscatto) versata o maturata in data anteriore a quella di decorrenza della pensione medesima”.

FAQ Pensione di reversibilità

Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decade o si perde in alcuni casi. Se il coniuge divorziato decide di risposarsi, per esempio, non avrà più diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Lo stesso accade se i figli inabili trovano un lavoro o se i figli maggiorenni superano l’età limite (21 anni o 26 per gli studenti universitari) o interrompono gli studi. Anche i genitori perdono il diritto alla pensione se iniziano a percepire un’altra pensione, e i fratelli inabili se si sposano.

Cosa si intende per pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, è un tipo di pensione erogata dall’INPS ai familiari dei cittadini deceduti che erano titolari di pensione. Se il defunto non aveva maturato i requisiti per l’assegno previdenziale ordinario, agli eredi spetta una pensione di reversibilità chiamata pensione indiretta.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è destinata al coniuge o ai figli del defunto. In assenza di questi, può essere versata ai genitori, fratelli o sorelle del defunto. Il coniuge ha diritto alla pensione anche se separato o divorziato, ma ci sono delle condizioni da rispettare. Se il defunto aveva contratto nuove nozze, la pensione di reversibilità viene divisa tra il nuovo coniuge e il coniuge divorziato.

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.

Cosa si intende per assegno di vedovanza?

L’assegno di vedovanza è un incentivo riservato ai titolari della pensione di reversibilità che sono anche invalidi al 100%. C’è un requisito reddituale da rispettare: bisogna avere un reddito complessivo non superiore a 31.296,62 euro all’anno. L’assegno varia tra i 52,91 o 19,59 euro al mese, a seconda della fascia reddituale di appartenenza.

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