C’è la pensione di vecchiaia per invalidità nel pubblico? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
C’è la pensione di vecchiaia per invalidità nel pubblico?
C’è la pensione di vecchiaia per invalidità anche nel pubblico impiego?
No, la prestazione così com’è, è pensata soltanto per i dipendenti del settore privato.
I quali possono accedervi con un’età minima di 61 anni (gli uomini) o 56 anni (le donne), con 20 anni di contributi versati e un’invalidità lavorativa pari o superiore all’80%.
L’ordinamento nel pubblico impiego, però, riconosce ugualmente trattamenti di inabilità, ma con requisiti diversi rispetto a quelli richiesti per la pensione di vecchiaia per invalidità. Cambiano anche gli organismi preposti agli accertamenti sanitari e le modalità di calcolo.
Ricordiamo anche che, i dipendenti pubblici non possono accedere neppure all’Assegno ordinario di invalidità, ma possono, in presenza di un’invalidità che non consente la prosecuzione dell’attività lavorativa, essere dispensati dal servizio con il collocamento in pensione.
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Cos’è l’inabilità alla mansione?
La prima possibilità per un lavoratore dipendente pubblico riconosciuto invalido è l’inabilità alla mansione, ovvero un’inabilità specifica connessa al tipo di attività svolta, come previsto dagli articoli 71 e 129 del DPR numero 3 del 1957.
L’inabilità alla mansione scatta nel momento in cui il dipendente perde uno dei requisiti fisici o psichici essenziali per lo svolgimento della sua attività lavorativa.
L’infermità dà diritto al trattamento di pensione, ma soltanto se il lavoratore non può essere adibito a mansioni equivalenti.
Nel caso in cui il lavoratore non dia il proprio consenso alla nuova collocazione in posizione funzionale inferiore, il datore di lavoro potrà procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro che si configura come dispensa dal servizio per inabilità.
Una volta dispensato dal servizio, il lavoratore dovrà presentare domanda di pensione per inabilità relativa alla mansione sia all’INPDAP che al datore di lavoro.
Quali requisiti per l’inabilità alla mansione?
Per avere diritto all’inabilità alla mansione è necessario:
ottenere il riconoscimento medico-legale dal quale risulti l’inidoneità permanente allo svolgimento della propria mansione;
- avere almeno 15 anni servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti dello Stato (art. 42 DPR 1092/1973);
- avere almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (art. 52 DPR 1092/1973);
- avere almeno 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti di Enti locali o della Sanità occorrono, ai sensi dell’articolo 7, co. 1 lettera b) della legge 379/1955;
- aver risolto il rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità.
Cos’è l’inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro?
L’inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro è un’inabilità simile all’inabilità alla mansione svolta, ma impedisce la possibilità di continuare a lavorare in modo continuato e remunerativo, come dispone l’articolo 129 del DPR numero 3 del 1957.
Anche in tal caso non si ha diritto alla prestazione se l’invalidità interviene dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
Quali requisiti per l’inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro
Per ottenere l’inabilità al proficuo lavoro occorre rispettare i seguenti requisiti:
- il riconoscimento medico-legale redatto dalle competenti commissioni ASL nel quale risulti che il dipendente pubblico non è più idoneo a svolgere in via permanente attività lavorativa;
- almeno 15 anni servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) sia per i dipendenti dello Stato, che per i dipendenti degli Enti locali o Sanità;
- almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (art. 52 DPR 1092/1973);
- la risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità permanente a proficuo lavoro (cfr: articolo 7 della legge 379/1955 e articolo 42 del DPR 1092/1973).
Il calcolo delle due indennità è lo stesso della pensione ordinaria.
Cos’è l’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa?
L’ultima ipotesi che riguarda lavoratori dipendenti pubblici invalidi è l’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa.
Dal 1° gennaio 1996, l’articolo 2, comma 12, della legge numero 335 del 1995, ha esteso il diritto alla pensione di inabilità anche per i lavoratori dipendenti del pubblico impiego.
L’inabilità deve essere tale da determinare l’impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, in modo assoluto e permanente.
Per ottenere la prestazione è necessario aver maturato almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la decorrenza della prestazione pensionistica.
Come si calcola l’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa?
A differenza delle altre due prestazioni di inabilità per dipendenti pubblici, l’importo della pensione di inabilità viene calcolato sulla base dell’anzianità contributiva maturata.
Viene, inoltre, riconosciuta una maggiorazione virtuale con il vantaggio di poter conseguire un assegno di importo più elevato.
La contribuzione viene incrementata virtualmente tra l’età alla cessazione dal servizio e il compimento dell’età pensionabile di vecchiaia per chi è nel sistema retributivo (almeno 18 anni di contributi entro il 1995); oppure sino al compimento del 60° anno di età per i lavoratori che sono nel sistema misto e contributivo entro un massimo di 40 anni di contributi.

Faq su pensione di invalidità per dipendenti pubblici
Con la pensione di inabilità lavorativa è possibile continuare a lavorare?
No, la prestazione è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi lavoro dipendente o autonomo, sia esso in Italia o all’estero.
Come presentare domanda per l’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa?
Per ottenere la prestazione è necessario che l’interessato presenti domanda, allegando il certificato medico che attesti lo stato di inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa. La domanda va presentata all’ente presso il quale il lavoratore presta o ha prestato servizio.
Una volta ricevuta la domanda, l’ente disporrà l’accertamento sanitario (nei casi di particolare gravità delle condizioni di salute dell’interessato può essere disposta la visita domiciliare.
Ricevuto il verbale l’ente provvederà alla risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente e la sede provinciale dell’INPDAP alla liquidazione della pensione.
Come richiedere l’assegno ordinario di invalidità
Per ricevere l’assegno ordinario invalidità è necessario presentare un’apposita domanda online, attraverso la piattaforma ufficiale dell’INPS.
Per formalizzare la richiesta di incentivo è necessario accedere al servizio digitale dedicato all’AOI attraverso una delle identità digitali riconosciute dalla Pubblica Amministrazione tra:
- Sistema pubblico di identità digitale, Spid;
- Carta di identità elettronica, Cie;
- Carta nazionale dei servizi, Cns.
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