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Pensione dipendenti pubblici, cosa cambia

Pensione dipendenti pubblici, parziale marcia indietro del governo sui tagli. In particolare per i medici. Ma non solo: sono salvi infatti anche maestri, dipendenti comunali e maestri. Vediamo come.

di Redazione

Dicembre 2023

Pensione dipendenti pubblici: dopo i tagli annunciati il governo fa una parziale marcia indietro. Soprattutto per i medici. Ma sono stati “risparmiati” da una sostanziosa riduzione dell’assegno pensionistico anche i maestri, i dipendenti comunali e gli ufficiali giudiziari. Vediamo come e perché. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensioni dipendenti pubblici: cosa aveva previsto il governo

L’articolo 33 del testo della manovra prevedeva un taglio alle aliquote di rendimento delle anzianità acquisite sino al 31 dicembre 1995. Questo taglio riguardava gli iscritti alle ex casse di previdenza amministrate dal tesoro (CPDEL, CPS, CPI e CPUG), che includono dipendenti degli enti locali, lavoratori della sanità pubblica (medici, infermieri eccetera), insegnanti delle scuole primarie paritarie, pubbliche e private, asili eretti in enti morali, scuole dell’infanzia comunali e ufficiali giudiziari e loro ausiliari.

La revisione dei coefficienti di rendimento non coinvolge tutti gli iscritti, ma solo coloro che hanno maturato non più di 15 anni di versamenti nel sistema retributivo al 31 dicembre 1995.

L’attuale tabella A allegata alla legge n. 965/1965 assegna coefficienti di rendita generosi anche con anzianità contributive limitate. Ad esempio, è sufficiente un giorno di anzianità contributiva al 31.12.1995 per tradurre in pensione il 23,8% dell’ultima retribuzione pensionabile. Con l’aumento dell’anzianità, gli incrementi sono più contenuti, fino a un coefficiente di rendimento del 37,5% per 15 anni di anzianità contributiva.

Il taglio proposto dal governo

La proposta in manovra prevedeva uno sviluppo dei rendimenti più omogeneo, pari al 2,5% per ogni anno di anzianità contributiva da 0 a 15 anni. Questo comporta decurtazioni più sensibili per minori periodi di anzianità al 31.12.1995. Ad esempio, un assicurato con 10 anni di anzianità al 31.12.1995 vedrebbe una riduzione della rendita dal 31,89% al 25% dell’ultima retribuzione. Con 5 anni di anzianità, la perdita sarebbe oltre il 50%: dal 27,27% al 12,5%; con un anno di anzianità, il rendimento crollerebbe drasticamente dal 24,45% al 2,5%. Per anzianità superiori ai 15 anni, la tabella attuale già prevede coefficienti inferiori al 2,5% annuo, pertanto non sono state apportate modifiche.

Secondo la relazione illustrativa del disegno di legge bilancio, il taglio avrebbe dovuto coinvolgere oltre 700 mila lavoratori, consentendo il recupero di 17,7 milioni di euro già nel 2024 e complessivamente 3,5 miliardi di euro entro il 2043. I sindacati hanno sostenuto che una pensione di vecchiaia con decorrenza nel 2024, a 67 anni di età e 35 anni di contribuzione, potrebbe subire una riduzione variabile da 4.432 euro a 7.387 euro, a seconda delle retribuzioni annue. Vi è anche un rischio di incostituzionalità, in quanto potrebbe violare il principio del cosiddetto pro rata.

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Vediamo nel video sotto cosa ha programmato il governo per le pensioni.

Pensione dipendenti pubblici: modifiche nella manovra

Nel corso della discussione sulla manovra finanziaria 2024 sono stati però introdotti importanti cambiamenti per le pensioni dei dipendenti pubblici (ha avuto un peso anche la vibrata protesta di medici e infermieri). Esaminiamo in dettaglio queste variazioni:

Salvagente temporaneo sulle pensioni

Il governo ha deciso di mitigare l’effetto dei tagli precedentemente annunciati sulle pensioni dei dipendenti pubblici. Questa decisione avrà effetti importanti per alcune categorie professionali, in particolare:

Vediamo nel dettaglio.

Coefficienti retributivi e età pensionabile

Uno degli aspetti centrali delle modifiche riguarda i coefficienti retributivi usati per il calcolo della pensione e l’età pensionabile. Ecco come funzionano:

  1. Pensione a 67 anni: medici, maestri, dipendenti comunali e ufficiali giudiziari che lasceranno il lavoro a 67 anni riceveranno la pensione calcolata con coefficienti retributivi del passato, più vantaggiosi.
  2. Pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi: chi lascerà il lavoro con questi requisiti ma senza aver raggiunto i 67 anni, subirà un calcolo dell’assegno meno vantaggioso.
  3. Eccezione per il personale ospedaliero: medici e infermieri beneficiano di un’eccezione. I loro coefficienti saranno comunque “ammorbiditi”, riducendo il taglio per ogni mese aggiuntivo di lavoro.

Rivisitazione delle finestre di uscita anticipata

Il governo ha anche rivisto le finestre per l’uscita anticipata dal lavoro. Cambia il modo in cui i dipendenti possono accedere alla pensione prima dell’età standard. Ad esempio:

Queste modifiche hanno l’obiettivo di bilanciare le necessità finanziarie dello stato con le esigenze dei lavoratori pubblici, cercando di garantire un sistema pensionistico equo e sostenibile.

La manovra arriva al senato

La trattazione della manovra sulle pensioni dei dipendenti pubblici in Senato era originariamente prevista per la prima metà di dicembre, è stata rimandata al 18 dello stesso mese. Questo ritardo ha consentito al governo di presentare quattro emendamenti. Andiamo a scoprire l’importanza di questi sviluppi.

Il ruolo chiave dei quattro emendamenti

Ecco alcuni punti fondamentali dei quattro emendamenti, che come vedremo non riguardano solo le pensioni dei dipendenti pubblici:

  1. Revisione dei criteri di calcolo delle pensioni per il personale sanitario: questo emendamento è di particolare rilievo, poiché influisce direttamente sulla pensione di un’ampia fascia di lavoratori.
  2. Copertura dell’accordo sindacale con le forze armate e di polizia: un altro aspetto importante, che riguarda la sicurezza del paese e di chi la garantisce.
  3. Stanziamento di fondi aggiuntivi per le Regioni speciali: questa misura mira a compensare le penalizzazioni subite in seguito al rinnovo delle trattenute Irpef.
  4. Fondi per le Regioni ordinarie e investimenti infrastrutturali: include il supporto per far fronte agli aumenti dei costi dell’energia e la rideterminazione dei costi per progetti significativi come il Ponte sullo Stretto di Messina.

L’importanza del dibattito in Senato

L’esame di questi emendamenti in Senato è fondamentale per determinare la direzione futura delle pensioni dei dipendenti pubblici. La Commissione Bilancio ha iniziato l’esame delle proposte di modifica poco dopo la presentazione degli emendamenti, segnando un passo fondamentale nel processo legislativo.

Le reazioni politiche e le prossime mosse

Il ministro dei rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha sottolineato la necessità di questo spostamento per un esame approfondito della manovra. La discussione di questi emendamenti rivela la complessità e la delicatezza del tema pensionistico in Italia, un argomento che tocca la vita di milioni di cittadini.

Gli altri provvedimenti nella manovra

Oltre alle modifiche specifiche sulle pensioni dei dipendenti pubblici, la Manovra del governo include una serie di altri provvedimenti rilevanti. Vediamoli più nel dettaglio.

Reazioni politiche e implicazioni

Le opposizioni hanno espresso preoccupazioni riguardo ai continui ritardi nell’approvazione della legge di Bilancio. Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, ha evidenziato come la maggioranza abbia posticipato per la terza volta consecutiva la legge di Bilancio in aula, suggerendo che potrebbe esserci un ulteriore ritardo.

Punti chiave della manovra

La manovra contiene diversi elementi fondamentali che influenzano sia il settore pubblico che quello privato:

  1. Taglio del cuneo fiscale: previsto per il 2024, questo taglio riguarda i redditi fino a 35.000 euro. La sua implementazione è importante poiché lascia più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, circa 100 euro in più al mese.
  2. Modulazione delle aliquote Irpef: la manovra prevede l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef, un cambiamento che si ripercuote sui livelli di imposizione fiscale dei cittadini.
  3. Impatto finanziario: questi cambiamenti richiedono un impegno finanziario significativo, quasi 11 miliardi di euro, un aspetto che sottolinea l’importanza e la portata di queste misure.

Impatto economico e sociale

L’approvazione e l’implementazione di questi provvedimenti, nelle intenzioni del governo, dovrebbero avere un impatto diretto sull’economia e sul benessere sociale del paese. La riduzione del cuneo fiscale e la riforma delle aliquote Irpef sono misure che puntano a migliorare la condizione economica dei lavoratori italiani, soprattutto di quelli a reddito medio-basso.

Pensione dipendenti pubblici, cosa cambia
Nell’immagine tre dipendenti pubblici che sorridono dopo le ultime decisioni del governo.

FAQ (domande e risposte)

Quali dipendenti pubblici sono stati “risparmiati” dai tagli pensionistici?

I dipendenti pubblici “risparmiati” dai tagli pensionistici includono principalmente medici, maestri, dipendenti comunali e ufficiali giudiziari. Queste categorie, dopo aver raggiunto l’età pensionabile di 67 anni, avranno il diritto a ricevere la pensione calcolata con coefficienti retributivi del passato, che sono più vantaggiosi rispetto ai nuovi coefficienti introdotti dalla manovra.

Come influisce la manovra sulle pensioni dei medici e infermieri?

La manovra ha un impatto significativo sulle pensioni di medici e infermieri. Per questi professionisti, sono previsti coefficienti “addolciti” nel calcolo delle pensioni. In particolare, per ogni mese in più di lavoro in ospedale oltre i requisiti standard, il taglio della pensione sarà ridotto di un trentaseiesimo. Questo significa che lavorando per tre anni in più, il taglio della pensione potrebbe essere completamente annullato.

Quando sarà esaminata la manovra al Senato dopo gli emendamenti?

L’esame della manovra al Senato, dopo il deposito dei quattro emendamenti, era previsto inizialmente tra il 12 e il 15 dicembre, ma è stato posticipato al 18 dicembre. È probabile che l’esame del testo alla Camera avvenga subito dopo Natale, a seguito della revisione degli emendamenti dalla Commissione Bilancio.

Quali sono i principali contenuti degli emendamenti alla manovra di Bilancio?

I principali contenuti degli emendamenti alla Manovra di Bilancio includono:

  1. Revisione dei criteri di calcolo delle pensioni del personale sanitario.
  2. Copertura dell’accordo sindacale con le forze armate e di polizia.
  3. Stanziamento di un fondo aggiuntivo per le Regioni speciali a seguito delle penalizzazioni per il rinnovo delle trattenute Irpef.
  4. Fondi per le Regioni ordinarie per affrontare l’aumento dei costi dell’energia e investimenti infrastrutturali, come la rideterminazione dei costi del Ponte sullo Stretto di Messina.

Come cambieranno le finestre per l’uscita anticipata di medici e maestri?

Le finestre per l’uscita anticipata di medici e maestri subiranno delle modifiche. Chi matura i requisiti entro il prossimo anno potrà ricevere la pensione dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Per chi matura i requisiti nel 2025, l’attesa sarà di quattro mesi, aumentando progressivamente fino a nove mesi nel 2028.

Quali sono i provvedimenti chiave della manovra per il 2024?

I provvedimenti chiave della manovra per il 2024 includono:

  1. Conferma del taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euro.
  2. Nuova modulazione delle aliquote Irpef che accorpa le prime due, risultando in un aumento netto di circa 100 euro al mese in busta paga per i lavoratori dipendenti.
  3. Impegno finanziario quasi 11 miliardi di euro per supportare queste misure.

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