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Pensione e partita IVA

Pensione e partita IVA: chi è in pensione può aprire la partita IVA e svolgere lavoro autonomo? Ecco regole e requisiti.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

Pensione e partita IVA: chi ha smesso di lavorare ed è in pensione, può comunque aprire una partita IVA? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione e partita IVA: è possibile?

Diciamolo subito: niente e nessuno vieta a un pensionato di aprire una partita IVA e svolgere attività da libero professionista.

In questo modo, soprattutto chi non percepisce un assegno previdenziale di importo alto, può incrementare le entrate svolgendo un lavoro autonomo.

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Pensione e partita IVA: quando è possibile aprirla?

Non sono pochi i pensionati che continuano a svolgere lavori occasionali, non solo per migliorare le proprie finanze, ma anche solo per tenersi impegnati e portare avanti un’attività lavorativa che sia in linea con le proprie passioni e competenze, conciliando lavoro e vita privata.

Per aprire una partita IVA è necessario:

Partita IVA con regime forfettario: cosa sapere?

I pensionati che desiderano aprire una partita IVA possono optare per il regime forfettario, che prevede alcuni vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario, come:

Attenzione, però: non sempre un pensionato può aprire la partita IVA con regime forfettario. Esiste un limite reddituale ben definito oltre il quale non si ha diritto alle agevolazioni fiscali del forfettario.

Partita IVA con regime forfettario: oltre quali redditi non è possibile?

I pensionati con un reddito da pensione oltre i 30.000 euro, per poter svolgere un’attività lavorativa autonoma, devono necessariamente aprire una partita IVA con regime ordinario.

Per poter rientrare nel regime forfettario, infatti, oltre a rispettare il reddito annuo non superiore a 85.000 euro, è necessario avere un reddito da lavoro dipendente o da pensione non superiore a 30.000 euro annui. Il reddito da pensione, infatti, viene considerato allo stesso modo del reddito da lavoro dipendente.

I pensionati con reddito di oltre 30.000 euro che desiderano aprire partita IVA devono optare per il regime ordinario. In questo caso, la tassazione è proporzionale al reddito dichiarato ed è necessario adempiere a tutti gli obblighi contabili e fiscali previsti dalla legge.

Partita IVA e tasse: cosa sapere?

Chi apre la partita IVA deve emettere la fattura elettronica e pagare il bollo sulle fatture, se sono di importo superiore a 77,47 euro. In fattura non va inserita l’IVA, se si è nel regime forfettario.

Dopo la Legge di bilancio 2020, sono entrate in vigore due modifiche sul regime forfettario, che interessano, in particolar modo, i pensionati e i lavoratori dipendenti.

Non è più possibile scegliere il regime forfettario:

Pensione e partita IVA
Pensione e partita IVA: in foto un pensionato a lavoro, davanti a un computer.

Faq su pensione e partita IVA

Come si apre e quanto costa una partita IVA?

La Partita Iva è un codice numerico di 11 cifre assegnato dall’Agenzia delle Entrate per identificare lavoratori autonomi e società. Per aprirla, è necessario inviare telematicamente il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, che assegnerà il numero di Partita Iva dopo aver elaborato la pratica.

La procedura può essere svolta da soli (gratuitamente) o con l’assistenza di Caf (Centri di assistenza fiscale) o commercialisti. Se ci si affida al commercialista, il costo di apertura e gestione annuale della partita Iva può oscillare da 500 a 800 euro.

Quali sono i principali vantaggi di lavorare con la Partita Iva

I principali vantaggi del lavoro con partita IVA sono:

Qual è il limite di ricavi per la partita IVA nel regime forfettario 2023?

Per il 2023, il limite di ricavi per le partite IVA nel regime forfettario è stato elevato a 85mila euro. Questo aumento, stabilito dalla Legge di bilancio 2024, rappresenta un innalzamento significativo rispetto al precedente limite di 65mila euro. L’obiettivo è di ampliare l’accesso al regime forfettario a un maggior numero di lavoratori autonomi e professionisti.

Come influisce il superamento dei 100mila euro sulla partita IVA?

Il superamento della soglia dei 100 mila euro di ricavi o compensi ha un impatto diretto sul regime fiscale di una partita IVA. Secondo le normative attuali, il superamento di questo limite comporta un’uscita immediata dal regime forfettario. Di conseguenza, si passa al regime ordinario di tassazione a partire dall’anno successivo, con un regime fiscale più oneroso e complesso.

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