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Pensione di inabilità con contributi versati all’estero

Pensione di inabilità con contributi versati all’estero: come funziona? Ecco cosa sapere su totalizzazione, calcoli e Paesi extra-europei.

di Carmine Roca

Giugno 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione di inabilità con contributi versati all’estero: come funziona? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di inabilità: a chi spetta?

La pensione di inabilità è una prestazione di natura previdenziale introdotta dalla legge numero 222 del 1984, che l’INPS eroga ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti o autonomi/e, in presenza di particolari condizioni sanitarie e amministrative.

I principali requisiti da rispettare per richiedere la pensione di inabilità sono: l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività di lavoro a causa di infermità o difetto fisico o mentale e un’anzianità contributiva minima di 5 anni, di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente la richiesta.

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Pensione di inabilità con contributi versati all’estero: è possibile?

A questo punto ci domandiamo: se il lavoratore ha prestato servizio all’estero, i contributi versati fuori dall’Italia possono essere sfruttati per raggiungere il requisito contributivo richiesto?

, ai fini del rispetto del requisito contributivo richiesto si considera utile tutta la contribuzione versata: obbligatoria, figurativa, volontaria, da ricongiunzione e pure da lavoro all’estero, con i Paesi convenzionati con l’Italia.

Cos’è la totalizzazione internazionale dei contributi?

Attraverso la totalizzazione internazionale dei contributi, il lavoratore che ha svolto periodi di lavoro di natura subordinata o autonoma in uno o più Stati dell’Unione Europea, ha la possibilità di sommare quei contributi con quelli versati in Italia.

Avrà, così, modo di costituirsi una pensione, che viene pagata pro quota da ciascuno degli Stati presso ci ha contribuito.

Attenzione, però: la totalizzazione è fattibile ma solo a patto che i periodi contributivi non risultino coincidenti da un punto di vista temporale e che l’accredito sia superiore a un anno.

In questo modo, il lavoratore, anche se non ha raggiunto in nessuno dei Paesi dove ha lavorato, il requisito minimo per la pensione, può riuscirci sommando i contributi versati in uno o più Paesi.

Se prendessimo come esempio un lavoratore con 10 anni di contributi versati in Italia e altri 10 anni versati in Spagna, al compimento dell’età pensionabile non avrebbe modo di ottenere alcuna pensione, poiché non raggiungerebbe il requisito minimo contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia (in Italia servono almeno 20 anni di contributi).

Però, sommando i 10 anni di contributi “italiani” ai 10 anni “spagnoli” raggiungerebbe i 20 anni richiesti.

Ciascun ente previdenziale liquiderà un assegno in base agli anni di contribuzione maturati secondo le regole previste in quell’ordinamento. L’ente pagherà solo la quota corrispondente ai contributi versati in quel Paese, applicando una percentuale di riduzione determinata dal rapporto tra i periodi contributivi complessivi e quelli riferiti al singolo Stato.

Totalizzazione internazionale dei contributi: come funziona con i Paesi extra-europei?

E se l’accredito è avvenuto in un Paese extra-europeo, cosa succede? In questo caso se tra l’Italia e l’altro Paese esiste una convenzione bilaterale sulla sicurezza sociale e previdenziale, il lavoratore potrà totalizzare i contributi accreditati nella gestione estera applicando le modalità indicate nella convenzione.

Se non esiste alcuna convenzione, il lavoratore potrà maturare la pensione rispettando solo le regole vigenti nello Stato estero e potrà richiedere il riscatto oneroso dei contributi ai fini del diritto alla pensione in Italia.

Gli Stati convenzionati con l’Italia sono: Argentina, Australia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Canada/Quebec, ex Jugoslavia, Israele, Jersey e Isole del Canale, Macedonia, Messico, Principato di Monaco, Capo Verde, Repubblica di Corea, Croazia, San Marino, Santa sede, Tunisia, Turchia, USA, Uruguay, Venezuela. 

Pensione di inabilità con contributi versati all’estero
Pensione di inabilità con contributi versati all’estero: in foto una donna al pc e alcune bandiere.

Faq sulla pensione di inabilità

Come presentare domanda per la pensione di inabilità?

Per presentare domanda di pensione di inabilità occorre avere a disposizione il Modello SS3. La domanda va presentata all’INPS

Cosa fare per ottenere la pensione di inabilità?

Per ottenere la pensione di inabilità è richiesta:

Dopo aver ottenuto la pensione di inabilità sono previste visite di revisione?

Sì, anche dopo l’ottenimento della prestazione, il titolare di pensione di inabilità può essere sottoposto a visita di revisione in qualunque momento dall’INPS.

La pensione di inabilità è reversibile ai superstiti?

Sì, in caso di decesso del pensionato, la pensione di inabilità è reversibile ai superstiti.

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