Si può costruire una pensione integrativa con 50 euro al mese? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Pensione integrativa con 50 euro al mese: è possibile?
Sono sempre di più i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto sotto i 35-40 anni di età, che puntano a costruirsi una pensione integrativa, considerato che, a causa dell’introduzione del sistema contributivo (a partire dal 1996), gli assegni pensionistici dei contributivi puri saranno decisamente bassi, in molti casi sotto i 500 euro al mese.
Integrare la propria pensione, costituita dagli anni di contributi versati durante la carriera lavorativa, può essere un modo per arrivare all’età pensionabile mantenendo un tenore di vita in linea con le proprie aspettative.
Anche con un versamento mensile di 50 euro è possibile maturare una pensione integrativa (o complementare), ad esempio aderendo a Postaprevidenza valore di Poste Italiane, un piano pensionistico che consente di versare anche importi decisamente alla portata per le tasche di tutti.
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Come aderire a Postaprevidenza valore con 50 euro al mese?
Per aderire alla pensione integrativa di Poste Italiane non sono richiesti costi.
Quelli da coprire riguardano:
- l’aliquota annua pari all’1% trattenuta dal rendimento della gestione separata;
- la commissione annua di gestione del fondo interno assicurativo pari anch’esso dell’1% calcolato sul valore netto complessivo del Fondo.
Inoltre, potrebbero esserci spese da coprire in fase di accumulo, pari al 2,5% su ogni versamento effettuato nei primi 15 anni.
Postaprevidenza valore con 50 euro al mese: cosa è possibile fare?
La pensione integrativa di Poste Italiane consente di accedere alla RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che permette all’aderente di anticipare l’accesso alla pensione 5 o 10 anni prima dell’età pensionabile, a condizione che abbia versato almeno 5 anni di contributi nel fondo Postaprevidenza valore e almeno 20 anni di contributi obbligatori.
L’adesione a Postaprevidenza valore è individuale e libera: tutti possono aderirvi, anche chi non svolge alcuna attività lavorativa.
Aderendo a Postaprevidenza Valore, potrai:
- al momento dell’adesione:
accedere ad uno dei tre profili di investimento previsti dal piano;
scegliere quanto versare mensilmente o annualmente per costruire passo dopo passo la tua pensione complementare - durante la fase di accumulo:
modificare nel tempo l’importo e la modalità di contribuzione, secondo quanto previsto dalle Condizioni Generali di Contratto;
effettuare operazioni di Switch tra un profilo di investimento ed un altro, o riallocazioni all’interno dello stesso profilo;
effettuare versamenti aggiuntivi in ufficio postale e online;
sospendere il versamento dei contributi ed eventualmente riprenderlo in seguito;
disporre della tua posizione individuale prima del pensionamento nei casi stabiliti dalla normativa. - alla maturazione dei requisiti pensionistici (con almeno 5 anni di contributi):
decidere in qualsiasi momento se richiedere la prestazione pensionistica complementare (in capitale o in rendita) o continuare a contribuire al piano;
decidere, se sei lavoratore dipendente, di contribuire al piano versando somme derivanti dal tuo TFR.
Pensione integrativa con 50 euro al mese: le alternative
Non solo la pensione integrativa con Poste Italiane consente di costruire una pensione integrativa con il versamento di soli 50 euro al mese.
I piani di accumulo di capitale, ad esempio, sono una forma di investimento che consente di accumulare piccoli o grandi capitali, grazie ad accantonamenti continuativi negli anni.
Bastano anche 50 euro al mese, versati mensilmente. L’importante è stabilire una cifra e attenersi al piano prestabilito.
Lo strumento scelto può essere individuato in base al profilo di rischio dell’investitore, alla sua efficienza, e in base al costo che sottrae rendimento all’investimento.
L’alternativa, come visto, è versare il flusso di risparmio in un fondo pensione, che restituiscono grossi vantaggi all’aderente, tra cui la deducibilità fiscale. Anche in questi casi è possibile versare 50 euro al mese, andando a costruire la pensione integrativa per il futuro.

Faq sulla pensione integrativa
Quali sono le tipologie di pensione integrativa?
Per creare una forma di pensione complementare è possibile aderire a una delle soluzioni proposte dal mercato assicurativo, tra le quali:
- un fondo negoziale chiuso, destinato a categorie previste da contratti o accordi collettivi aziendali;
- un fondo aperto all’adesione collettiva o individuale per qualsiasi categoria, salvo accordi specifici;
- un piano individuale pensionistico (il cosiddetto Pip), cioè un contratto assicurativo sulla vita con finalità previdenziale, ad adesione solo individuale.
Qual è la differenza tra fondo chiuso e fondo aperto?
Il fondo chiuso è una forma di pensione integrativa istituita grazie agli accordi collettivi tra i lavoratori e i datori di lavoro. È un soggetto giuridico autonomo dagli aderenti ed è dotato di organi propri, quali l’assemblea, gli organi di amministrazione e di controllo, e il responsabile del fondo.
I fondi aperti sono le forme di pensione integrativa costituite direttamente dalle banche, dalle compagnie di assicurazione o dalle società di gestione del risparmio. Successivamente, vengono collocati presso il pubblico. Questi fondi rappresentano una forma di previdenza individuale, potendovi aderire singoli lavoratori autonomi, liberi professionisti, e lavoratori dipendenti.
Cosa succede se muore l’aderente al fondo pensione?
In caso di decesso dell’aderente, l’intera posizione maturata nel fondo pensione verrà riscattata dagli eredi o dai beneficiari designati dal lavoratore prima del decesso. Se non dovessero essere presenti eredi o destinatari designati, la posizione resta acquisita al fondo pensione nelle forme pensionistiche complementari di tipo collettivo.
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