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Pensione con part time: come calcolare i contributi

Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: quanto il lavoro a orario ridotto incide sul diritto e sulla misura della pensione? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: cosa sapere? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Lavoro part time: quali tipologie?

Prima di concentrarci sulla pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi, è opportuno specificare quali sono le tipologie di lavoro a tempo ridotto.

Il lavoro part time può essere:

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Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: come funziona?

Iniziamo col dire che svolgere un lavoro part time non allontana la data del pensionamento, poiché il periodo lavorato a orario ridotto, viene comunque considerato per intero, come fosse un lavoro full time (a tempo pieno).

La Legge di bilancio del 2021 ha stabilito, per il part time di tipo verticale (che nel settore privato non sempre veniva considerato in pieno), che questi periodi siano pienamente riconosciuti ai fini del diritto alla pensione, come avviene per gli altri tipi di part time.

Invece, per i dipendenti pubblici le regole erano più favorevoli, come disposto dall’articolo 8, comma 2, della legge numero 554 del 1988 e confermato dalla circolare INPDAP numero 61 del 1997.

Dunque, i periodi non lavorati nei rapporti di lavoro part time verticale sono riconosciuti per intero dall’INPS, per ciò che concerne il calcolo dei requisiti di anzianità contributiva per l’accesso al diritto alla pensione.

Il numero delle settimane da conteggiare ai fini pensionistici sono determinate dal rapporto del totale della contribuzione annuale al minimale contributivo settimanale determinato, come specificato dall’INPS con la circolare numero 74 del 4 maggio 2021.

Si legge nella circolare che, “il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione”.

Per quanto riguarda i contratti di lavoro part time esauriti prima del 1° gennaio 2021, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di un’apposita domanda da parte del lavoratore, alla quale va allegata l’idonea documentazione.

Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: quali importi?

Se per il calcolo degli anni di contributi da versare ai fini del diritto alla pensione, non c’è differenza tra lavoro a tempo pieno e lavoro part time, a cambiare è la misura della pensione, ovvero l’importo dell’assegno.

Con una retribuzione più bassa, anche l’importo dell’assegno è più basso. E più saranno gli anni lavorati a tempo parziale e maggiore sarà la penalizzazione sull’importo pensionistico.

Inoltre, gli anni lavorati a orario ridotto influiscono anche sulla misura del TFR o del TFS.

Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: come incide il contributivo?

Ad “aggravare” la situazione è l’introduzione, dal 2011, del cosiddetto sistema di calcolo contributivo: una retribuzione più bassa (con il part time) provoca una inevitabile diminuzione del valore dei contributi. E sui contributi verrà poi calcolato l’importo complessivo della pensione.

Oggi gli effetti negativi per la misura della pensione del lavoro part time non vanno sottovalutati, soprattutto se i contributi sono stati versati soltanto a partire dal 1° gennaio 1996 e se si è, in questo caso, contributivi puri.

Chi ha molti anni di lavoro parziale potrebbe non centrare la soglia minima (1,5 volte l’Assegno sociale) per accedere alla pensione di vecchiaia.

Il rischio, molto concreto, è di lavorare fino a 71 anni, per avere accesso alla pensione di vecchiaia contributiva, percependo comunque una pensione al di sotto dei 700 euro al mese.

Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi
Pensione con lavoro part time e calcolo dei contributi: in foto una donna fa dei conteggi con una calcolatrice.

Faq sul lavoro part time

Il lavoro part time penalizza la carriera delle donne?

Il lavoro part time, spesso scelto per bilanciare responsabilità lavorative e familiari, ha mostrato implicazioni negative sulle carriere, in particolare per le donne. La modalità part time, percepite da alcuni come meno impegnata, può limitare le opportunità di avanzamento professionale e sviluppo economico. Tuttavia, la recente sentenza della Cassazione mira a eliminare queste penalizzazioni, garantendo pari opportunità di carriera a chi lavora a tempo parziale.

Il part time in Italia è prevalentemente femminile?

, il lavoro part time in Italia è principalmente una realtà femminile. Le donne ricorrono spesso a questa modalità di impiego per gestire meglio il delicato equilibrio tra lavoro e responsabilità domestiche, rendendole maggiormente soggette alle implicazioni di questa scelta sulle loro carriere.

Come influisce il part time sulle progressioni economiche?

Il lavoro part time ha storicamente influenzato negativamente le progressioni economiche, soprattutto per le donne. La percezione di un minore impegno associato a questa modalità lavorativa ha portato a una valutazione iniqua in termini di avanzamento di carriera e accesso a opportunità economiche. La sentenza della Cassazione si propone di cambiare questa realtà, promuovendo una valutazione basata sul merito piuttosto che sulle ore lavorate.

Cosa stabilisce il d.lgs 61/2000 sul lavoro part time?

Il d.lgs 61/2000 stabilisce che il trattamento del lavoratore part time deve essere proporzionato in base alla ridotta entità della prestazione lavorativa, ma ciò si riferisce esclusivamente alla retribuzione. Questo significa che, sebbene la paga possa essere proporzionata alle ore di lavoro, l’accesso a progressioni economiche e promozioni non dovrebbe essere limitato per i lavoratori a tempo parziale.

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