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Pensione minima 2024 over 65

Pensione minima 2024 e over 65: come cambiano gli importi e i limiti reddituali e come incide la pensione minima su altre prestazioni previdenziali? Scopriamolo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione minima 2024 e over 65: ecco come incide sugli altri trattamenti (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima 2024 e over 65: nuovo importo

Anche il trattamento minimo INPS (pensione minima) ha beneficiato dell’aumento legato alla rivalutazione del 5,4% degli importi delle pensioni.

Nel 2024, il valore del trattamento minimo è salito fino a 598,61 euro, per un aumento mensile di 30,67 euro, per 13 mensilità.

Non solo: sulla pensione minima spetta un’ulteriore rivalutazione del 2,7%, circa 16 euro in più al mese, per un importo totale di 614,77 euro.

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Pensione minima 2024 e over 65: a chi spetta la rivalutazione extra?

A chi spetta la rivalutazione extra? Rispetto allo scorso anno, quando il governo Meloni introdusse due mini-bonus perequativi in base all’età (dell’1,5% per i pensionati al minimo sotto i 75 anni di età e del 6,4% per i pensionati al minimo over 75), quest’anno la rivalutazione extra del 2,7% spetta a prescindere dall’età anagrafica.

Pensione minima 2024 e over 65: nuovi limiti reddituali

Oltre all’importo, nel 2024 sono cambiati anche i limiti di reddito della pensione minima, in base all’anno di decorrenza del trattamento.

limiti di reddito per il trattamento minimo per lavoratori dipendenti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994, i limiti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza successiva all’anno 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:

Pensione minima 2024 e over 65: fasce di rivalutazione

Ma l’importo della pensione minima è importante anche per definire le fasce di rivalutazione degli aumenti legati alla variazione dei dati ISTAT.

Ricordiamo che la rivalutazione piena spetta sugli assegni fino a 2.272 euro lordi al mese (4 volte il trattamento minimo del 2023), quindi tende a ridursi all’aumentare dell’importo della pensione, sino a una decurtazione del 78% per gli importi oltre 10 volte la pensione minima, come si evince in questo elenco:

  1. Pensioni fino a 4 volte il minimo: l’aumento massimo sarà di 122 euro. Questo scaglione include pensioni basate sul minimo Inps 2023 di 567,94 euro.
  2. Pensioni fra 2.272 e 2.840 euro: qui, l’adeguamento è dell’85% dell’indice di inflazione, pari a un aumento del 4,59%.
  3. Pensioni fra 5 e 6 volte il minimo: per queste pensioni, l’adeguamento è del 53% dell’indice di inflazione, che si traduce in un aumento del 2,86%.
  4. Pensioni fra 6 e 8 volte il minimo: questo scaglione ha un adeguamento del 47% dell’inflazione, ovvero un aumento del 2,54%.
  5. Pensioni fra 8 e 10 volte il minimo: l’aumento qui è del 37% dell’inflazione, quindi un 1,99% di incremento.
  6. Pensioni oltre 10 volte il minimo: l’incremento è del 22% dell’inflazione, pari a un 1,19% di aumento.

Pensione minima 2024 e over 65: come incide su Quota 103

Il valore della pensione minima entra in gioco anche per le pensioni con Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi).

Dal 1° gennaio 2024 è stata introdotta una nuova soglia massima di importo: l’assegno maturato con Quota 103 non potrà essere superiore a 2.394,44 euro lordi (4 volte il trattamento minimo).

Pensione minima 2024 e over 65: come incide sulla pensione anticipata contributiva

L’importo della pensione minima entra in gioco anche per l’accesso alla pensione anticipata contributiva, che spetta ai contributivi puri (coloro che hanno versato almeno 20 anni di contributi a partire dal 1° gennaio 1996 e hanno compiuto almeno 64 anni di età).

E’ prevista una soglia massima di importo da rispettare: non può essere superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS (2.988,05 euro) almeno fino al compimento del 67° anno di età (pensione di vecchiaia).

Invece per accedere alla prestazione, anziché il valore della pensione minima, si prende come riferimento l’importo dell’Assegno sociale (nel 2024 è di 534,41 euro).

Dal 2024, per andare in pensione con la formula anticipata contributiva è necessario aver maturato un assegno pensionistico pari ad almeno 3 volte l’Assegno sociale (1.521 euro lordi).

Pensione minima 2024 e over 65
Pensione minima 2024 e over 65: in foto alcune banconote di euro.

Faq sulla pensione minima 2024

Quante settimane di contributi occorrono per avere diritto alla pensione minima?

Secondo la normativa, bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi, come richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia. Questi corrispondono a 1040 settimane.

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

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