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Pensione minima 2024 over 75

Pensione minima 2024 over 75: cosa è cambiato quest'anno? Ecco gli importi, come si calcola la perequazione extra e i nuovi limiti reddituali.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

Oggi vi parleremo di pensione minima 2024 over 75: cosa è cambiato quest’anno? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima 2024 over 75: di quanto aumenta?

Con la rivalutazione del 5,4%, ufficializzata lo scorso 27 novembre dal decreto firmato dal ministro Giorgetti e confermata dalla Legge di bilancio, è stato aumentato anche l’importo della pensione minima 2024.

Inoltre, considerato quanto già deciso dal governo Meloni con la Legge di bilancio 2023, sui trattamenti al minimo verrà applicata una rivalutazione extra del 2,7% che migliorerà ulteriormente l’importo della prestazione.

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Pensione minima 2024 over 75: le differenze con il 2023

Ma procediamo per gradi. Ricorderete che l’anno scorso, oltre alla rivalutazione dell’8,1%, alla pensione minima furono applicati altri due aumenti: uno dell’1,5% per i pensionati al minimo di età inferiore ai 75 anni; l’altro del 6,4% per i pensionati al minimo che avevano compiuto almeno 75 anni.

In questo modo, il trattamento minimo, per effetto della rivalutazione ordinaria e del mini-Bonus aggiuntivo, arrivò a 572 euro per i pensionati di età inferiore ai 75 anni e a 600 euro per i pensionati con 75 o più anni di età.

Cosa è accaduto quest’anno? In primo luogo, i due mini-Bonus perequativi sono usciti di scena il 31 dicembre 2023 e sostituiti da un unico Bonus perequativo del 2,7%, erogato a prescindere dall’età anagrafica del pensionato al minimo.

Dunque, nel 2024 non ci sono differenze di età: il 2,7% in più sulla pensione minima spetta a tutti, senza distinzioni di età.

Pensione minima 2024 over 75: come si calcolano gli aumenti?

Ma su quale importo viene calcolato il 2,7%? Senza i due mini-Bonus del 2023, l’importo della pensione minima è sceso al 567,94 euro: è questo il valore base su cui si calcolano sia la rivalutazione ordinaria (5,4%), sia il 2,7% di rivalutazione extra.

Dunque, il 5,4% di 567,94 euro è 30,67 euro, ovvero l’aumento mensile erogato dall’INPS ai pensionati al minimo, per una pensione minima di 598,61 euro.

Su questo importo viene calcolato il 2,7% di rivalutazione straordinaria: il 2,7% di 598,61 euro è 16,16 euro. Sommando 598,61 euro e 16,16 euro avremo l’importo definitivo della pensione minima 2024: 614,77 euro.

Pensione minima 2024 over 75: come cambiano i limiti reddituali?

Ricordiamo, però, che per avere diritto alla pensione minima in misura piena è necessario dichiarare un reddito personale annuo non superiore a 7.781,93 euro.

Con un reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro si avrà diritto all’integrazione al minimo in misura ridotta, pari alla differenza tra il valore massimo di reddito annuo e il proprio reddito.

Invece, con un reddito personale superiore ai 15.563,86 euro annui non si avrà diritto all’integrazione al minimo.

I redditi coniugali, invece, non devono superare 4 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento. Per il 2024 il limite massimo è di 31.127,72 euro annui.

Le cose cambiano se la pensione ha avuto decorrenza nel 1994. In questo caso i limiti reddituali sono i seguenti:

Infine, per le pensioni con decorrenza precedente al 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:

Quali redditi si considerano per il calcolo del reddito per la pensione minima?

Ai fini del calcolo dei redditi individuali o coniugali non vengono considerati:

Pensione minima 2024 over 75
Pensione minima 2024 over 75: in foto alcune banconote da 50 euro e il numero 2024 sopra.

Faq sulla pensione minima 2024

Chi percepisce la pensione minima ha diritto alla detrazione per spese sanitarie?

Chi è titolare del trattamento minimo INPS in misura piena non avrà diritto alla detrazione, poiché il reddito annuo rientra nella fascia “no tax area”, ovvero la soglia di reddito entro la quale non si è tenuti a pagare l’IRPEF. Per il 2024, la no tax area è fissata a 8.500 euro: vi rientrano sicuramente i pensionati al minimo, considerato che il limite di reddito annuo da rispettare per avere diritto all’integrazione in misura piena è di 7.781 euro.

Siccome non c’è IRPEF da pagare, non ci saranno neppure detrazioni da applicare. Ma se si percepisce l’integrazione al minimo in misura ridotta (reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro), superando la soglia della no tax area (più di 8.500 euro annui), sarà consentito detrarre le spese mediche pur avendo diritto alla pensione minima.

Quante settimane di contributi occorrono per avere diritto alla pensione minima?

Secondo la normativa, bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi, come richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia. Questi corrispondono a 1040 settimane.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

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