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Pensione minima casalinga: spetta sempre?

Pensione minima per una casalinga: spetta sempre? Ecco come iscriversi al Fondo pensione, a quale prestazione si ha diritto e con quali requisiti.

di Carmine Roca

Aprile 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione minima per una casalinga: spetta sempre? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione per casalinga: cos’è il Fondo casalinghe?

Anche alle casalinghe, ovvero a coloro che svolgono un’attività casalinga non retribuita, prendendosi cura della casa e della propria famiglia, spetta una pensione, una volta compiuta l’età anagrafica e raggiunta l’anzianità contributiva richiesta.

Ma se si parla di attività casalinga non retribuita, come è possibile maturare anni di contributi? Semplicemente iscrivendosi al Fondo casalinghe, riservato alle donne e agli uomini lavoratori part-time che non riescono a costruirsi una pensione minima.

L’iscrizione al Fondo di previdenza per casalinghe e casalinghi può avvenire in qualsiasi momento, in un’età compresa tra i 16 e i 65 anni.

Una volta effettuata l’iscrizione al Fondo, per maturare il diritto alla pensione, la casalinga o il casalingo dovrà versare contributi previdenziali per almeno 5 anni, attraverso appositi bollettini.

Una volta raggiunta l’età anagrafica e maturato l’anzianità contributiva richiesta, l’interessata (o l’interessato) potrà inviare domanda di pensione all’INPS, in modalità telematica, attendere che la richiesta venga elaborata, e iniziare a percepire una rendita mensile.

Ricordiamo che i contributi versati nel Fondo previdenziale per casalinghe non possono essere cumulati con i versamenti delle altre gestioni previdenziali. Non sono ammesse ricongiunzione o totalizzazione delle somme versate.

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Pensione per casalinga: quanto versare nel Fondo?

Per quanto riguarda gli importi, non c’è un obbligo di versamento, tantomeno un limite da rispettare.

Per vedersi accreditato un anno di contributi, però, è necessario versare almeno 310 euro l’anno (26 euro al mese).

Chiaramente più è elevato l’importo del versamento nel Fondo previdenziale, più alto sarà il montante contributivo accumulato e maggiore sarà l’importo dell’assegno mensile maturato.

Ricordiamo, infatti, che la pensione per casalinghe si calcola con le regole del sistema contributivo, applicando il coefficiente di trasformazione relativo all’età anagrafica del richiedente al valore del montante contributivo.

Pensione minima per una casalinga: se ne ha diritto?

Ma nel caso in cui l’importo della pensione per casalinghe sia inferiore al valore della pensione minima (nel 2024 è di 598,61 euro), si avrà diritto all’integrazione al minimo?

Purtroppo no. Le pensioni per casalinghe non sono integrabili al trattamento minimo. La normativa non lo consente, essendo, tra l’altro, calcolate con il sistema contributivo.

Ricordiamo, infatti, che i contributivi puri, ovvero coloro che hanno maturato una pensione con anni di contributi versati esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996, non hanno diritto all’integrazione al minimo. Le uniche eccezioni riguardano le due pensioni ricalcolate col sistema contributivo: Opzione Donna e Quota 103 (a partire dal 2024).

Pensione per casalinga: quali sono?

Le casalinghe (o i casalinghi) hanno diritto a due tipologie di pensione.

La prima è la pensione di vecchiaia, che spetta al compimento del 65° anno di età. La pensione può essere anticipata già al compimento del 57° anno di età, con almeno 5 anni di contributi versati, ma solo se l’importo dell’assegno maturato sia 1,2 volte più alto dell’importo dell’Assegno sociale (nel 2024, il limite è fissato a 641,29 euro).

La seconda è la pensione di inabilità, che prevede una contribuzione minima di 5 anni, a condizione che venga dimostrata un’assoluta e permanente impossibilità a prestare qualsiasi attività lavorativa.

La pensione per casalinghe non è reversibile, quindi non spetta al coniuge, ai figli o agli altri familiari superstiti.

Pensione per casalinga senza contributi: esiste?

Ma se non si raggiunge l’anzianità contributiva richiesta, le casalinghe avranno diritto comunque a una pensione?

, l’ultima ancora di salvataggio è l’Assegno sociale, ma essendo una prestazione di tipo assistenziale, per averne diritto è necessario rientrare nei rigidi parametri reddituali previsti dalla normativa.

Con un reddito pari a 0 euro, la casalinga avrà diritto all’Assegno sociale in misura piena (534,41 euro, per 13 mensilità).

Con un reddito personale superiore a 0 euro, ma inferiore a 6.947,33 euro, spetta un Assegno sociale in misura ridotta. L’importo sarà dato dalla differenza tra l’importo massimo di reddito (6.947,33 euro) e l’importo del reddito personale dichiarato.

Ad esempio, con un reddito personale di 4.000 euro, alla casalinga spetta un Assegno sociale di 2.947,33 euro l’anno, pari a circa 227 euro al mese.

Il limite di reddito cambia se la casalinga è coniugata: per avere diritto alla prestazione, almeno in misura ridotta, è necessario che il reddito complessivo sia inferiore a 13.894,66 euro annui.

L’Assegno sociale spetta a partire dal 67° anno di età, ai cittadini italiani, comunitari o extracomunitari (se in possesso di permesso di soggiorno CE-SLP) che risiedono abitualmente sul territorio nazionale da almeno 10 anni continuativi.

Ricordiamo che se si percepisce la pensione per casalinghe, si potrà comunque presentare domanda per l’Assegno sociale (le due prestazioni sono cumulabili), a condizione che si rientri nei limiti reddituali elencati in precedenza.

Pensione minima per una casalinga
Pensione minima per una casalinga: in foto una casalinga impegnata a stendere della biancheria.

Faq sulla pensione per casalinghe 2024

Per usufruire della pensione per casalinghe è necessario iscriversi all’INAIL?

Assolutamente sì, è un obbligo per i componenti del nucleo familiare, di età compresa fra i 18 e i 65 anni compiuti, che svolgono, in via esclusiva e non occasionale, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, attività in ambito domestico per la cura del proprio nucleo familiare.

Quali sono i tempi di lavorazione del provvedimento di iscrizione al Fondo Casalinghe?

Il tempo previsto per l’emissione dei provvedimenti di iscrizione al Fondo Casalinghe è stabilito dalla legge n. 241/1990 e di solito è di 30 giorni. Tuttavia, è importante tenere presente che in alcuni casi possono essere previsti tempi diversi, stabiliti dall’Istituto con regolamento. Pertanto, è consigliabile consultare le disposizioni specifiche e eventuali aggiornamenti forniti dall’INPS per avere informazioni aggiornate sui tempi di lavorazione del provvedimento di iscrizione.

Quali sono i vantaggi di un fondo pensione per le casalinghe?

I vantaggi di un fondo pensione per le casalinghe sono molteplici. In primo luogo, offre una fonte di reddito stabile e sicura durante la pensione, senza dipendere da un coniuge o da altre fonti finanziarie.

Ciò dà alle casalinghe una maggiore indipendenza finanziaria e riduce il rischio di impoverimento in età avanzata. Inoltre, questi piani possono offrire vantaggi fiscali e agevolazioni che incentivano il risparmio previdenziale.

Chi è iscritta al Fondo pensione casalinghe può lavorare o essere titolare di pensione diretta?

Assolutamente no. L’iscrizione è subordinata a queste condizioni:

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