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Pensione minima con 17 anni di contributi

Pensione minima con 17 anni di contributi: è possibile riceverla? Ecco quando si può andare in pensione con quest'anzianità contributiva e come calcolare l'importo dell'assegno.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Spetta la pensione minima con 17 anni di contributi? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione con 17 anni di contributi: quali possibilità?

Prima di concentrarci sulla pensione minima con 17 anni di contributi e se effettivamente esiste la possibilità di poterla ottenere, iniziamo col dire che con quest’anzianità contributiva andare in pensione non è assolutamente facile.

Ricordiamo che per la pensione di vecchiaia occorre aver maturato almeno 20 anni di contributi al compimento del 67° anno di età. Ma nulla è perduto.

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Pensione con 17 anni di contributi con le deroghe legge Amato: quando?

C’è possibilità di uscita con 17 anni di contributi, ad esempio puntando sulle deroghe della legge Amato, ma come vedremo a breve, riuscire a rientrare nella ristretta platea dei potenziali beneficiari è quasi un’impresa.

La prima deroga consente l’accesso alla pensione con 67 anni di età e soli 15 anni di contributi versati, a condizione che l’intera anzianità contributiva sia maturata prima del 1992.

Parliamo, dunque, di un evento quasi raro: possono puntare a questo tipo di pensione coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi, non oltre i 19 anni di età.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni nel 2024: per andare in pensione con 17 anni di contributi dovrà aver iniziato a lavorare nel 1975 e aver smesso nel 1992, senza aver mai più ripreso (anche un solo contributo versato dopo il 1992 renderebbe impossibile accedere alla prima deroga Amato).

La seconda deroga prevede la possibilità di andare in pensione con 15 anni di contributi, a 67 anni di età, solo se è stata richiesta l’autorizzazione a versare contributi volontari entro la fine del 1992.

Pensione con 17 anni di contributi per i contributivi puri: cosa sapere?

Un po’ più semplice è la via d’uscita per i contributivi puri, ovvero coloro che hanno versato contributi solo a partire dal 1° gennaio 1996.

Con 17 anni di contributi è possibile accedere alla pensione di vecchiaia contributiva, al compimento dei 71 anni di età (ne bastano 5, versati tutti dal 1996 in poi).

Anche in questo caso, aver versato un solo contributo in un periodo diverso (prima del 1996) vieterebbe l’accesso alla pensione.

Pensione con 17 anni di contributi con il computo presso la gestione separata: cosa sapere?

L’ultima possibilità di uscita con 17 anni di contributi è data dal computo presso la gestione separata, con la pensione di vecchiaia contributiva (sempre al compimento del 71° anno di età).

In questo caso, chi ha contributi versati i due o più casse o gestioni diverse, e ha maturato un’anzianità contributiva minima di 15 anni, di cui almeno 5 anni versati dal 1996, e un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni entro il 1995, può andare in pensione con questa formula.

Pensione minima con 17 anni di contributi: è possibile?

Ma c’è la possibilità di percepire la pensione minima con 17 anni di contributi? Purtroppo no, se si accede alla pensione di vecchiaia contributiva.

Ricordiamo che coloro i quali hanno maturato l’intera anzianità contributiva a partire dal 1° gennaio 1996 non hanno diritto all’integrazione al minimo.

Significa che percepiranno l’assegno calcolato sui contributi versati, senza avere diritto all’integrazione che spetta a tutti gli altri pensionati e che consente di far lievitare l’importo fino a 598,61 euro al mese, nel rispetto dei requisiti reddituali imposti dalla normativa.

Dunque potremmo trovarci di fronte ad assegni miseri di 100, 200 o 300 euro al mese, con 17 anni di contributi versati. Pensiamo a chi, ad esempio, ha maturato un montante contributivo piuttosto risicato, a causa di retribuzioni basse.

Pensione con 17 anni di contributi: come calcolarla?

Per fare un esempio, prendiamo un lavoratore di 71 anni di età, con 17 anni di contributi versati dal 1996 in poi e una retribuzione lorda annua di 20.000 euro.

Avrà maturato un montante contributivo di 113.000 euro circa (si moltiplica 20.000 euro x l’aliquota IVS del 33% per lavoratori dipendenti e il risultato per gli anni di contributi versati).

Applicando il coefficiente di trasformazione a 71 anni (del 6,655%), si avrà una pensione lorda annua inferiore a 7.500 euro, circa 575 euro lordi al mese.

Ovviamente più alto sarà l’importo della retribuzione lorda annua, maggiore sarà il valore del montante contributivo maturato e più alta sarà la pensione spettante.

Pensione minima con 17 anni di contributi
Pensione minima con 17 anni di contributi: in foto due pensionati.

Faq sulla pensione minima

Quali redditi si considerano per il calcolo del reddito per la pensione minima?

Ai fini del calcolo dei redditi individuali o coniugali non vengono considerati:

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Spetta la pensione minima senza aver mai lavorato?

No, non è possibile. Per averne diritto bisogna essere titolari di una pensione diretta (di vecchiaia, di anzianità anticipata) o di una pensione indiretta (la pensione di reversibilità). E siccome la pensione matura grazie agli anni di contributi accumulati e i contributi vengono versati dal datore di lavoro o autonomamente (vedi i lavoratori autonomi) quando si presta un’attività lavorativa, ecco che la pensione minima senza aver mai lavorato non si potrà mai percepire.

A quale “pensione minima” ha diritto chi non ha mai lavorato o ha pochi contributi?

Chi non ha mai lavorato o chi non è riuscito a maturare un’anzianità contributiva minima per la pensione ha diritto all’Assegno sociale, ma solo se possiede questi requisiti:

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