privacy
Home / Pensioni / Pensione minima con 20 anni di contributi
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione minima con 20 anni di contributi

Pensione minima con 20 anni di contributi: qual è l'assegno limite da rispettare per i contributivi puri e quanto si prende di pensione con questa anzianità contributiva?

di Carmine Roca

Aprile 2024

Quanto si prende di pensione minima con 20 anni di contributi? Vediamolo insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima con 20 anni di contributi: le due interpretazioni

Si possono dare due interpretazioni diverse al concetto di pensione minima con 20 anni di contributi.

Oltre al calcolo dell’importo della pensione spettante con questa anzianità contributiva, si parla di pensione minima con 20 anni di contributi anche riferendosi al valore minimo dell’assegno richiesto ai contributivi puri, per andare in pensione a 67 anni.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Pensione minima con 20 anni di contributi: l’assegno limite

Bisogna, infatti, distinguere tra chi ha versato 20 anni di contributi prima e dopo il 1996 e chi ha maturato l’intera anzianità contributiva solo a partire dal 1° gennaio 1996. Nel secondo caso ci si riferisce ai contributivi puri, per i quali è prevista una limitazione all’accesso alla pensione.

L’importo dell’assegno di pensione maturato deve essere pari o superiore a 1,5 volte il valore dell’Assegno sociale.

Per il 2024, il limite da rispettare è di 801,61 euro, ovvero il valore dell’Assegno sociale (534,41 euro moltiplicato per 1,5). Sotto questa soglia, il lavoratore contributivo puro non potrà accedere alla pensione di vecchiaia e dovrà continuare a lavorare fino al compimento del 71° anno di età.

Pensione anticipata contributiva con 20 anni di contributi: l’assegno limite

Anche per accedere alla pensione anticipata contributiva (64 anni di età e 20 anni di contributi) è necessario aver maturato un assegno pari o superiore ai limiti imposti dalla normativa.

Dal 1° gennaio 2024, per poter presentare domanda per la pensione anticipata contributiva è necessario aver maturato un assegno che sia almeno 3 volte il valore dell’Assegno sociale, quindi 1.521 euro lordi al mese, rispetto ai 1.419 euro lordi al mese del 2023.

Sono previste, però, delle agevolazioni per le donne che hanno avuto figli. Con un solo figlio avuto, l’importo dell’assegno maturato è pari a 2,8 volte l’Assegno sociale (1,496,35 euro).

Con due o più figli avuti, l’importo dell’assegno maturato è pari a 2,6 volte l’Assegno sociale (1.389,47 euro).

L’importo della pensione anticipata contributiva non potrà essere superiore a 2.385 euro lordi al mese, fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Pensione minima con 20 anni di contributi: quanto si prende?

Per quanto riguarda il calcolo della pensione minima con 20 anni di contributi, bisogna distinguere il periodo in cui è maturata l’anzianità contributiva.

Un lavoratore che ha prestato servizio prima e dopo il 1996 (ad esempio 10 anni fino al 1995 e 10 anni dal 1996 in poi) vedrà il suo assegno calcolato col sistema misto.

Andremo a calcolarci due quote, tenendo conto di una retribuzione lorda annua di 25.000 euro. La prima quota la calcoliamo con le regole del sistema retributivo (aliquota del 2% moltiplicata per gli anni di contributi versati sino al 1995 e il risultato – 20% – applicato sull’importo delle ultime retribuzioni percepite). Con un calcolo sommario possiamo dire che la prima quota ha un valore di 5.000 euro.

La seconda quota va calcolata con le regole del sistema contributivo, individuando il montante contributivo. Una volta calcolato il 33% della sua retribuzione (8.250 euro), il risultato va moltiplicato per 10 anni di contributi, per un totale di 82.500 euro di montante contributivo.

Su questo valore incide il coefficiente di trasformazione del 5,723%, che trasforma il montante in quota contributiva: 4.721,47 euro.

Sommando le due quote (5.000 euro e 4.721,47 euro), avremo l’importo lordo di un anno di pensione: 9.721,47 euro, circa 748 euro lordi al mese, intorno ai 550 euro netti mensili.

Ricordiamo che sotto la soglia di 598,61 euro al mese, se in possesso dei requisiti reddituali richiesti (reddito personale inferiore a 7.781,93 euro), si avrà diritto all’integrazione al minimo.  

La possibilità è negata ai contributivi puri, che percepiranno un assegno senza integrazione, calcolato esclusivamente sui contributi versati e sulla retribuzione percepita.

Ad esempio, un lavoratore di 67 anni, con 20 anni di contributi versati esclusivamente dal 1996 in poi e una retribuzione di 25.000 euro, percepirà una pensione di 9.443 euro lordi al mese, circa 727 euro lordi mensili (520 euro netti circa).

Pensione minima con 20 anni di contributi
Pensione minima con 20 anni di contributi: in foto alcune banconote da 50 euro.

Faq sulla pensione minima

Quali documenti servono per l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere questo sussidio bisogna presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso (2024). Il Modello RED non è altro che una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari incentivi collegati alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Quali sono i tempi di lavorazione delle domande?

Come conferma anche il sito INPS nella pagina dedicata a questa agevolazione, una volta inoltrata la richiesta di incentivo una risposta dovrebbe arrivare entro trenta giorni. È questo il tempo di lavorazione medio stabilito dalla legge numero 241 del 1990.

Tuttavia esistono delle eccezioni per le quali l’Istituto può superare il tempo limite dei trenta giorni. Questi casi sono tutti espressi e motivati in un’apposita tabella redatta proprio dall’INPS e messa a disposizione dei cittadini interessati.

Quali pensioni è possibile integrare al minimo?

È possibile integrare al minimo tutte le prestazioni previdenziali, compresa la pensione di reversibilità, erogate dall’INPS, dai fondi speciali per i lavoratori autonomi, dai fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria (ad eccezione della pensione supplementare).

L’integrazione al minimo non spetta ai pensionati contributivi puri, ovvero a coloro che percepiscono una pensione calcolata col sistema interamente contributivo (contributi versati esclusivamente dal 1° gennaio 1996). Chi percepisce una pensione con Opzione Donna può richiedere l’integrazione.

Di quanto è aumentata la pensione minima dal 1° gennaio 2024?

Dal 1° gennaio 2024, quando al posto dei due mini-bonus perequativi differenti a seconda dell’età anagrafica, è entrato in vigore un unico bonus perequativo del 2,7%indipendentemente dall’età del beneficiario. Che si abbiano più o meno di 75 anni di età nulla cambia, l’importo della pensione minima comprensivo del bonus perequativo, per tutto il 2024, è fissato a 614,77 euro al mese, per 13 mensilità.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: