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Pensione minima con 25 anni di contributi

Pensione minima con 25 anni di contributi: quanto spetta? Quando si parla di soglia minima per l'accesso alla pensione di vecchiaia? Ecco cosa sapere.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Quanto si prende di pensione minima con 25 anni di contributi? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima con 25 anni di contributi: cosa sapere?

Quando si parla di pensione minima con 25 anni di contributi ci si può riferire sia al valore dell’integrazione al minimo, che all’importo minimo dell’assegno per l’accesso alla pensione di vecchiaia per i contributivi puri.

In quest’ultimo caso, va ricordato che, per chi possiede un’anzianità contributiva esclusivamente maturata a partire dal 1° gennaio 1996, oltre a soddisfare il requisito anagrafico (67 anni di età) e contributivo (almeno 20 anni di contributi), è obbligatorio, ai fini del diritto alla pensione, aver maturato un assegno pensionistico che sia almeno 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale (534,41 euro nel 2024).

Significa che, con un assegno di importo inferiore a 801,61 euro, non scatta il diritto alla pensione di vecchiaia, e sarà necessario continuare a lavorare fino al compimento del 71° anno di età.

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Pensione minima con 25 anni di contributi: quando spetta?

Per quanto concerne l’importo della pensione minima con 25 anni di contributi, c’è da dire che il valore dell’integrazione al trattamento minimo non cambia a seconda dell’anzianità contributiva maturata.

Questa spetta a chi è titolare di trattamenti previdenziali (pensione di vecchiaia, anticipata o di anzianità), a patto che l’assegno pensionistico sia calcolato con le regole del sistema retributivo o del sistema misto.

Infatti, ai contributivi puri è negata la possibilità di richiedere e ottenere l’integrazione al minimo: un’ulteriore penalizzazione per chi possiede un’anzianità contributiva maturata esclusivamente a partire dal 1996.

Pensione minima con 25 anni di contributi: importi e limiti reddituali

A tutti gli altri, l’integrazione al minimo spetta se vengono rispettati i requisiti reddituali previsti dalla normativa, aggiornati annualmente.

Nel 2024, il valore dell’integrazione al trattamento minimo (o pensione minima) è di 598,61 euro al mese, che sale fino a 614,77 euro al mese con la rivalutazione extra del 2,7%, in vigore sino al 31 dicembre 2024.

limiti di reddito per il trattamento minimo per lavoratori dipendenti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994, i limiti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza successiva all’anno 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:

Pensione con 25 anni di contributi: calcoli e importi

Ma quanto si prende di pensione con 25 anni di contributi? Dipende dal periodo in cui è maturata l’anzianità contributiva.

Se prima e dopo il 1996, l’assegno si calcola con le regole del sistema misto, individuando due quote: la prima con le regole del retributivo (l’aliquota del 2% moltiplicata per gli anni di contributi versati sino al 1995 e il risultato moltiplicato per le ultime retribuzioni percepite); la seconda con le regole del contributivo (il 33% della retribuzione lorda annua, moltiplicata per gli anni di contributi versati dal 1996 in poi. Sul risultato si applica il coefficiente di trasformazione in base all’età).

Possiamo dire che, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro e un’anzianità contributiva di 25 anni, maturata per i primi 10 anni fino al 1995 e gli altri 15 anni dal 1996 in poi, un pensionato percepirà un assegno mensile di 930 euro lordi, circa 680 euro netti al mese.

Se, invece, l’anzianità contributiva è maturata esclusivamente a partire dal 1996, l’assegno si calcola con il sistema contributivo.

Con 25.000 euro di retribuzione lorda annua e 25 anni di contributi versati, il montante contributivo finale sarà di 207.000 euro circa. Su questo importo si applica un coefficiente di trasformazione del 5,723% (a 67 anni), che ci restituisce l’importo lordo di un anno di pensione: 11.800 euro, circa 910 euro lordi al mese, intorno ai 650 euro netti al mese.

Pensione minima con 25 anni di contributi
Pensione minima con 25 anni di contributi: in foto banconote e monete di euro.

Faq sulla pensione minima

Quali redditi si considerano per il calcolo del reddito per la pensione minima?

Ai fini del calcolo dei redditi individuali o coniugali non vengono considerati:

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Spetta la pensione minima senza aver mai lavorato?

No, non è possibile. Per averne diritto bisogna essere titolari di una pensione diretta (di vecchiaia, di anzianità anticipata) o di una pensione indiretta (la pensione di reversibilità). E siccome la pensione matura grazie agli anni di contributi accumulati e i contributi vengono versati dal datore di lavoro o autonomamente (vedi i lavoratori autonomi) quando si presta un’attività lavorativa, ecco che la pensione minima senza aver mai lavorato non si potrà mai percepire.

A quale “pensione minima” ha diritto chi non ha mai lavorato o ha pochi contributi?

Chi non ha mai lavorato o chi non è riuscito a maturare un’anzianità contributiva minima per la pensione ha diritto all’Assegno sociale, ma solo se possiede questi requisiti:

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