privacy
Home / Pensioni / Pensione minima con 30 anni di contributi
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione minima con 30 anni di contributi

Pensione minima con 30 anni di contributi: quanto spetta di pensione con quest'anzianità contributiva? Qual è il minimo vitale? Ecco alcuni pratici esempi.

di Carmine Roca

Marzo 2024

Qual è la pensione minima con 30 anni di contributi? Ecco alcuni esempi di calcolo e gli importi possibili (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima con 30 anni di contributi: qual è?

Pensioni basse, ridotte quasi al minimo, dopo 30 anni di lavoro: è il futuro della “Generazione X”, composta dai lavoratori e dalle lavoratrici nati/e tra il 1965 e il 1980, i più penalizzati dalla riforma delle pensioni del 1995, con la quale si introdusse il sistema di calcolo contributivo.

Circa un anno e mezzo fa, l’INPS – nel corso del rapporto annuale – lanciò l’allarme: con 30 anni di contributi versati e una retribuzione di 9 euro lordi l’ora, un lavoratore maturerà una pensione di 750 euro, molto vicina alla soglia minima prevista dalla legge.

Ricordiamo che la pensione minima con 30 anni di contributi, nel 2024, è fissata a 598,61 euro al mese, ma anche che, i contributivi puri, ovvero coloro che hanno maturato l’intera anzianità contributiva a partire dal 1° gennaio 1996, non godono dell’integrazione al minimo: una follia.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

In pensione con 30 anni di contributi: quando è possibile?

Con 30 anni di contributi versati è possibile accedere a due misure previdenziali: la pensione di vecchiaia e l’Ape Sociale.

Tutte le altre opzioni sono fuori portata: per la pensione anticipata ordinaria (legge Fornero) occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne); per Quota 103 e Quota 41 per lavoratori precoci servono 41 anni di contributi (uno prima dei 19 anni per i precoci); per Opzione Donna e per la pensione per lavori usuranti non meno di 35 anni di contributi.

Pensione con 30 anni di contributi: come si calcola?

Qual è la pensione minima con 30 anni di contributi? Come detto in precedenza, con una pensione di importo inferiore a 598,61 euro al mese (la soglia minima rivalutata per il 2024) e un reddito personale (o da coniugato) inferiore a determinati limiti (ne abbiamo parlato in questo approfondimento), si ha diritto all’integrazione al minimo, in misura piena o ridotta a seconda del reddito dichiarato.

Proviamo, ora, a fare alcuni esempi per comprendere quanto sia complicato maturare una pensione che possa garantire una vita dignitosa dopo 30 anni di lavoro.

Prendiamo un lavoratore di 67 anni, con 30 anni di contributi versati prima e dopo il 1996 (ad esempio 5 anni fino al 1995 e 25 anni dal 1996). Quando percepisce di pensione con una retribuzione lorda annua di 20.000 euro (circa 1.000 euro netti al mese)?

La sua pensione sarà di circa 670 euro al mese. Per calcolarla abbiamo individuato l’importo di due quote di pensione: la prima costruita con le regole del sistema retributivo (contributi sino al 1995), moltiplicando l’aliquota del 2% per gli anni di contributi (5) e il risultato per le ultime retribuzioni percepite, per un totale di circa 2.000 euro.

La seconda con le regole del contributivo, calcolando il montante contributivo (il 33% di ogni anno di retribuzione moltiplicando il risultato per gli anni di contributi versati dal 1996), applicando sul totale l’apposito coefficiente di trasformazione del 5,723%. Avremo così l’importo della seconda quota: circa 9.450 euro.

Sommando le due quote (2.000 euro e 9.450 euro) avremo l’importo lordo di un anno di pensione: 11.450, circa 880 euro lordi al mese, intorno ai 680 euro netti al mese.

Ovviamente, con una retribuzione lorda più alta (ad esempio 25.000 euro annui) avremo un importo di pensione più elevato: circa 850 euro netti al mese. Con 30.000 euro di retribuzione e 30 anni di contributi potrebbe maturare una pensione netta mensile di 1.000 euro.

Per rimanere sopra la soglia minima prevista dalla legge è necessario percepire una retribuzione lorda annua di almeno 18.000 euro (circa 960 euro netti al mese), per una pensione di 600-610 euro netti al mese.

Pensione con 30 anni di contributi con l’Ape Sociale

L’altra possibilità per andare in pensione con 30 anni di contributi è l’Ape Sociale, ma questa particolare misura previdenziale è accessibile solo alle categorie fragili (disoccupati, caregiver e invalidi civili almeno al 74%).

Nel 2024 è cambiato il requisito anagrafico minimo, da 63 anni a 63 anni e 5 mesi di età (chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2023 può ancora accedervi con le vecchie regole).

Ricordiamo che l’importo dell’Ape Sociale è pari al valore dell’assegno pensionistico maturato al momento della presentazione della domanda e che non può essere superiore a 1.500 euro lordi al mese almeno fino al compimento dell’età pensionabile.

Pensione minima con 30 anni di contributi
Pensione minima con 30 anni di contributi: in foto alcune banconote di euro e una calcolatrice.

Faq sulla pensione minima

Quali pensioni è possibile integrare al minimo?

È possibile integrare al minimo tutte le prestazioni previdenziali, compresa la pensione di reversibilità, erogate dall’INPS, dai fondi speciali per i lavoratori autonomi, dai fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria (ad eccezione della pensione supplementare).

L’integrazione al minimo non spetta ai pensionati contributivi puri, ovvero a coloro che percepiscono una pensione calcolata col sistema interamente contributivo (contributi versati esclusivamente dal 1° gennaio 1996). Chi percepisce una pensione con Opzione Donna può richiedere l’integrazione.

Quali redditi escludere dal calcolo per la pensione minima?

Ai fini del calcolo dei redditi personali o coniugali non sono considerati:

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: