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Pensione minima con 35 anni di contributi 

Pensione minima con 35 anni di contributi: ecco quanto si prende e cosa influisce sull'importo della pensione. Scopriamolo attraverso dei pratici esempi.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Oggi vi parleremo di pensione minima con 35 anni di contributi: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima con 35 anni di contributi: cosa sapere?

Iniziamo subito col dire che il diritto alla pensione minima scatta nel caso in cui, il titolare di pensione abbia un reddito annuo inferiore alla soglia aggiornata ogni anno, che corrisponde all’importo totale dell’integrazione al trattamento minimo per 13 mensilità.

Dunque, ai fini del diritto alla pensione minima non è importante quanti anni di contributi sono stati versati, oltre quelli che danno diritto alla pensione di vecchiaia (67 anni con 20 anni di contributi) o anticipata.

Se si è titolari di una pensione di importo basso, inferiore alla soglia minima rivalutata ogni anno (nel 2024, la rivalutazione è stata del 5,4%; nel 2023 dell’8,1%, nel 2025 probabilmente non si andrà oltre l’1,6% di aumenti), con un reddito personale o da coniugato più basso dei limiti imposti dalla normativa, si avrà diritto all’integrazione al trattamento minimo.

L’unica eccezione riguarda i contributivi puri, ovvero coloro che hanno maturato l’intera anzianità contributiva successivamente al 1° gennaio 1996: anche in presenza di pensioni basse, pur rispettando i limiti reddituali, non si avrà diritto all’integrazione al trattamento minimo.

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Pensione minima con 35 anni di contributi: a quanto ammonta?

Abbiamo visto che per avere diritto alla pensione minima basta aver versato almeno 20 anni di contributi (1040 settimane lavorate) ed essere titolari di una pensione calcolata col sistema retributivo o sistema misto.

Anche con 35 anni di contributi, la pensione minima rimane invariata: 598,61 euro, per 13 mensilità, con un’ulteriore integrazione del 2,7%, prevista soltanto per il 2024, a prescindere dall’età anagrafica, che fa lievitare l’importo fino a 614,77 euro al mese.

Pensione minima con 35 anni di contributi: quali possibilità?

In questo articolo, invece, andremo a vedere quanto si prende di pensione con 35 anni di contributi, iniziando col dirvi che, con quest’anzianità contributiva è possibile accedere:

Pensione minima con 35 anni di contributi: come si calcola?

Per calcolare l’importo della pensione con 35 anni di contributi dovremo utilizzare le regole del sistema misto, che prevede il calcolo di due quote: la prima con le regole del retributivo per i contributi versati sino al 31 dicembre 1995 (moltiplicando l’aliquota del 2% per il numero di anni di contributi e il risultato per la retribuzione lorda degli ultimi anni lavorati) e la seconda con le regole del contributivo (calcolando il montante contributivo e applicando all’importo il coefficiente di trasformazione in base all’età).

Un lavoratore prossimo alla pensione di vecchiaia, con 15 anni di contributi versati fino al 1995 e 20 anni di contributi maturati dal 1996 ad oggi, con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, potrebbe costruirsi una pensione di 19.500 euro lordi annui (9.000 euro di quota retributiva e 10.500 euro di quota contributiva), per un importo mensile di 1.100 euro netti.

Con una retribuzione di 25.000 euro dovrebbe maturare una pensione di poco inferiore a 1.000 euro netti al mese; con una retribuzione di 22.000 euro, non si supererebbero i 900 euro di pensione.

Va peggio alle lavoratrici interessate alla formula Opzione Donna, che dal 1° gennaio 2024 è accessibile a chi ha compiuto 61 anni di età, con sconti anagrafici in base ai figli: 59 anni con due o più figli avuti; 60 anni con un solo figlio avuto.

In ogni caso occorrono 35 anni di contributi versati e la pensione viene calcolata interamente col sistema contributivo, piuttosto penalizzante.

Ad esempio, una lavoratrice di 60 anni, con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, percepirebbe una pensione inferiore a 15.000 euro lordi annui, non più di 800 euro netti al mese.

Per i lavoratori interessati all’Ape Sociale, soprattutto se caregiver o invalidi con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, la normativa impone un limite di importo dell’assegno goduto, che non può superare i 1.500 euro lordi al mese.

Infine, i lavoratori impiegati in mansioni usuranti, svolte in contesti pericolosi o faticosi, già al compimento di 61 anni e 7 mesi di età, con 35 anni di contributi, possono accedere all’apposita pensione.

In questo caso a pesare sull’importo dell’assegno percepito è il coefficiente basso (a 62 anni è del 4,882%; a 67 anni è del 5,723%…).

Volendoci calcolare l’importo della pensione, con gli stessi valori utilizzati in precedenza per la pensione di vecchiaia, a fronte di una quota retributiva invariata (9.000 euro circa), assisteremo a una drastica riduzione della quota contributiva.

Su un montante contributivo (il 33% della retribuzione lorda annua moltiplicato per gli anni di contributi versati dal 1996 in poi) di 185.000 euro, influisce il coefficiente di trasformazione del 4,882%, che si traduce in una quota di pensione di 9.000 euro circa, intorno ai 1.500 euro in meno rispetto a quanto si percepirebbe andando in pensione a 67 anni.

Pensione minima con 35 anni di contributi
Pensione minima con 35 anni di contributi: in foto alcune banconote e monete di euro.

Faq sulla pensione minima

Chi percepisce la pensione minima ha diritto alla detrazione per spese sanitarie?

Chi è titolare del trattamento minimo INPS in misura piena non avrà diritto alla detrazione, poiché il reddito annuo rientra nella fascia “no tax area”, ovvero la soglia di reddito entro la quale non si è tenuti a pagare l’IRPEF. Per il 2024, la no tax area è fissata a 8.500 euro: vi rientrano sicuramente i pensionati al minimo, considerato che il limite di reddito annuo da rispettare per avere diritto all’integrazione in misura piena è di 7.781 euro.

Siccome non c’è IRPEF da pagare, non ci saranno neppure detrazioni da applicare. Ma se si percepisce l’integrazione al minimo in misura ridotta (reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro), superando la soglia della no tax area (più di 8.500 euro annui), sarà consentito detrarre le spese mediche pur avendo diritto alla pensione minima.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

In quale regione d’Italia la pensione minima arriverà a 1.000 euro al mese entro un anno?

In Alto Adige, attraverso l’approvazione della mozione presentata dai consiglieri Andreas Leiter Reber (di Freie Fraktion) e Ulli Mair (di Freiheitlichen), il Consiglio provinciale ha autorizzato l’aumento delle pensioni minime e, prossimamente, potrebbe essere estesa pure la platea dei beneficiari.

beneficiari del contributo per le spese accessorie sono quei pensionati che hanno compiuto almeno 65 annivivono da soli, e hanno un reddito da pensione pari o inferiore a 10.000 euro netti. Affinché si possa beneficiare del contributo per coprire le spese per le utenze e del condominio, è necessario che l’interessato risieda da almeno 12 mesi in provincia di Bolzano, al momento della presentazione della domanda.

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