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Pensione minima con 40 anni di contributi

Pensione minima con 40 anni di contributi: quanto si prende? Ecco cosa sapere su calcoli, importi e requisiti.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Oggi vi parleremo di pensione minima con 40 anni di contributi: ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima con 40 anni di contributi: cosa sapere?

Cosa significa pensione minima con 40 anni di contributi? Esiste un’integrazione al trattamento minimo di importo più elevato rivolta ai lavoratori e alle lavoratrici con almeno 40 anni di contributi versati?

No. L’importo della pensione minima è uguale per tutti, a prescindere dall’anzianità contributiva maturata. Per averne diritto basta essere titolari di una pensione, che sia di vecchiaia o anticipata.

L’importante è che sia calcolata col sistema retributivo (contributi versati sino al 1995) o misto (contributi versati prima e dopo il 1996). I contributivi puri (anzianità contributiva maturata dal 1996 in poi) non hanno diritto all’integrazione al minimo.

Inoltre, per beneficiare della pensione minima, l’assegno percepito deve essere di importo inferiore a 598,61 euro al mese (importo rivalutato nel 2024) e bisogna rientrare nei parametri reddituali previsti dalla normativa.

Quindi, non importa quanti anni di contributi sono stati versati per avere diritto alla pensione minima (basta la quota minima dei 20 anni), quel che conta è l’importo dell’assegno percepito e il reddito dichiarato.

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Pensione minima con 40 anni di contributi: limiti reddituali

In caso di pensionato single, il limite di reddito da rispettare per il 2024 è di 7.781,93 euro annui. Con un reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro spetta un’integrazione al minimo in misura ridotta, di importo pari alla differenza tra il valore massimo di reddito e il reddito personale.

Per le pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994, i limiti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza successiva all’anno 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:

Pensione con 40 anni di contributi: quando spetta?

Passiamo ora all’altro argomento del nostro approfondimento: quando spetta e quanto si prende di pensione con 40 anni di contributi?

Parliamo di un’anzianità contributiva molto buona, che dà accesso a diverse misure previdenziali, quali:

Ma 40 anni di contributi non bastano per accedere:

Pensione con 40 anni di contributi: quanto si prende?

Per calcolare una pensione con 40 anni di contributi, dovremmo utilizzare le regole del sistema misto, individuando due quote: la prima con le regole del retributivo (l’aliquota di rendimento del 2% moltiplicata per gli anni di contributi versati sino al 1995 o, se sono più di 18 anni, sino al 2011 e il risultato moltiplicato per le ultime retribuzioni percepite).

La seconda, invece, con le regole del contributivo (il 33% della retribuzione lorda annua moltiplicato per gli anni di contributi versati dal 1996 in poi o dal 2012 in poi, e sul montante contributivo accumulato applicare il coefficiente di trasformazione in base all’età).

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni, con 40 anni di contributi versati, di cui 15 anni fino al 1995 e 25 anni dal 1996 in poi, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro.

La prima quota di pensione avrà un importo di circa 7.500 euro. Per la seconda quota andremo a calcolarci l’importo del montante contributivo, dato dal 33% della sua retribuzione moltiplicato per gli anni di contributi. L’importo totale sarà di circa 207.000 euro, sul quale inciderà il coefficiente di trasformazione, che a 67 anni è del 5,723%. Il valore della seconda quota è di 11.800 euro circa.

Sommando le due quote (7.500 euro e 11.800 euro) avremo l’importo lordo di un anno di pensione: 19.300 euro, circa 1.480 euro lordi al mese, intorno ai 1.100 euro netti al mese.

Pensione con 40 anni di contributi: quanto si prende con le formule anticipate?

Le cose cambiano abbassando l’età di accesso alla pensione. Ad esempio, una lavoratrice mamma di un figlio, appartenente alle categorie tutelate, quali licenziate, dipendenti di aziende in crisi, caregiver o invalide dal 74% a salire, può accedere a Opzione Donna a 60 anni di età, con 35 anni di contributi versati.

In questo caso l’importo della pensione si calcola interamente col sistema contributivo, piuttosto penalizzante. Con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, maturerà un montante contributivo di circa 290.000 euro.

Su questo importo si applica un coefficiente di trasformazione del 4,615%, che ci restituisce l’importo lordo di un anno di pensione: 13.400 euro circa, poco più di 1.000 euro lordi al mese, intorno agli 800 euro netti al mese di pensione.

Va leggermente meglio ai lavoratori usuranti (61 anni e 7 mesi di età) e a chi accede all’anticipo pensionistico dell’Ape Sociale (a 63 anni e 7 mesi di età). Ma in quest’ultimo caso, l’importo di un mese di pensione non può superare i 1.500 euro lordi, fino all’età pensionabile.

Pensione minima con 40 anni di contributi
Pensione minima con 40 anni di contributi: in foto alcune banconote di euro.

Faq sulla pensione minima

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Quando pagano la pensione minima a maggio 2024?

Il primo giorno bancabile del mese di maggio è giovedì 2 maggio, ma i correntisti Banco Posta riceveranno l’accredito il giorno prima.

Di seguito il possibile calendario dei pagamenti (vi ricordiamo che il calendario ufficiale verrà pubblicato entro fine mese da Poste Italiane e INPS e che sarebbe opportuno informarsi presso l’ufficio postale di riferimento, per eventuali modifiche delle date di pagamento):

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