privacy
Home / Pensioni / Pensione minima da dipendente: cosa sapere
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione minima da dipendente: cosa sapere

Pensione minima da lavoro dipendente: ci sono differenze con le altre tipologie di lavoro? Ecco cosa sapere su importi, redditi, bonus e cosa accadrà nel 2025.

di Carmine Roca

Maggio 2024

Oggi vi parleremo di pensione minima da lavoro dipendente: cosa sapere? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima da lavoro dipendente: ci sono differenze?

Ci sono differenze tra la pensione minima da lavoro dipendente e l’integrazione al minimo prevista per le altre categorie di lavoratori?

No, l’importo della pensione minima è uguale per tutti e non dipende dalla tipologia di lavoro svolto in passato dal pensionato, se dipendente (privato o pubblico) o autonomo.

Tutti i pensionati, se in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, ricevono la medesima pensione minima, che per il 2024 ha un importo di 598,61 euro al mese.

È fondamentale, però, che l’assegno non sia stato calcolato con i contributi versati totalmente a partire dal 1° gennaio 1996. Infatti, i contributivi puri non hanno diritto all’integrazione al trattamento minimo.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Pensione minima da lavoro dipendente: cosa incide sull’importo?

Dunque, abbiamo visto che non ci sono differenze tra pensione minima da lavoro dipendente e le altre pensioni minime.

A incidere, decisamente, sul calcolo dell’importo dell’integrazione al trattamento minimo, oltre all’importo della pensione (di vecchiaia, di anzianità o anticipata), che deve essere inferiore a 598,61 euro al mese, è il reddito personale del pensionato (o quello da coniugato).

Per avere diritto alla pensione minima in misura piena è necessario possedere un reddito personale annuo non superiore a 7.781,93 euro.

In caso di reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro annui si ha comunque diritto all’integrazione al trattamento minimo, ma in misura ridotta. L’importo dell’integrazione sarà dato dalla differenza tra il reddito massimo (15.563,86 euro) e il reddito personale del richiedente.

Invece, con un reddito superiore a 15.563,86 euro, anche se in possesso di una pensione di importo inferiore alla soglia minima prevista dalla legge, non si avrà diritto ad alcuna integrazione.

Per le pensioni con decorrenza compresa nell’anno 1994, i limiti sono i seguenti:

Per le pensioni con decorrenza successiva all’anno 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:

Pensione minima da lavoro dipendente: il bonus del 2,7%

Per il 2024, sulla pensione minima spetta un bonus del 2,7%, come perequazione extra, come stabilito dalla Legge di bilancio 2023.

Questo bonus spetta a tutti, pensionati da lavoro dipendente o autonomo, a prescindere dall’età anagrafica, diversamente dall’anno scorso.

Come ricorderete, nel 2023 sulla pensione minima sono stati applicati due mini-bonus dell’1,5% e del 6,4%: il primo spettava ai pensionati al minimo di età inferiore ai 75 anni; il secondo ai pensionati al minimo con età pari o superiore a 75 anni.

Con il 2,7% in più l’importo complessivo della pensione minima è salito a 614,77 euro al mese.

Ricordiamo, però, che il bonus si esaurirà il 31 dicembre 2024. Ad oggi non ci sono novità sul futuro.

Pensione minima da lavoro dipendente: di quanto aumenta nel 2025?

Di quanto aumenterà la pensione minima nel 2025? Dalle ultime proiezioni effettuate dal governo, si ipotizza un tasso di inflazione, per novembre 2024, pari all’1,6%.

Significa che le pensioni aumenteranno dell’1,6%, comprese le pensioni minime. Per conoscere l’importo dell’aumento dobbiamo calcolare l’1,6% sulla paga base della pensione minima, ovvero 598,61 euro.

L’1,6% di 598,61 euro è 9,58 euro, che sommato alla paga base ci restituisce il possibile importo della pensione minima per il 2025: 608,19 euro al mese.

Pensione minima da lavoro dipendente
Pensione minima da lavoro dipendente: in foto un uomo pensieroso.

Faq sulla pensione minima

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Quali pensioni è possibile integrare al minimo?

È possibile integrare al minimo tutte le prestazioni previdenziali, compresa la pensione di reversibilità, erogate dall’INPS, dai fondi speciali per i lavoratori autonomi, dai fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria (ad eccezione della pensione supplementare).

L’integrazione al minimo non spetta ai pensionati contributivi puri, ovvero a coloro che percepiscono una pensione calcolata col sistema interamente contributivo (contributi versati esclusivamente dal 1° gennaio 1996). Chi percepisce una pensione con Opzione Donna può richiedere l’integrazione.

Chi percepisce la pensione minima ha diritto alla detrazione per spese sanitarie?

Chi è titolare del trattamento minimo INPS in misura piena non avrà diritto alla detrazione, poiché il reddito annuo rientra nella fascia “no tax area”, ovvero la soglia di reddito entro la quale non si è tenuti a pagare l’IRPEF. Per il 2024, la no tax area è fissata a 8.500 euro: vi rientrano sicuramente i pensionati al minimo, considerato che il limite di reddito annuo da rispettare per avere diritto all’integrazione in misura piena è di 7.781 euro.

Siccome non c’è IRPEF da pagare, non ci saranno neppure detrazioni da applicare. Ma se si percepisce l’integrazione al minimo in misura ridotta (reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro), superando la soglia della no tax area (più di 8.500 euro annui), sarà consentito detrarre le spese mediche pur avendo diritto alla pensione minima.

Quante settimane di contributi occorrono per avere diritto alla pensione minima?

Secondo la normativa, bisogna aver maturato almeno 20 anni di contributi, come richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia. Questi corrispondono a 1040 settimane.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: