Come funziona la pensione minima con l’Assegno di inclusione? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Pensione minima con l’Assegno di inclusione: è possibile?
Iniziamo subito col dire che non c’è incompatibilità tra pensione minima e Assegno di inclusione.
Tra i beneficiari del sussidio introdotto a partire dal 1° gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza ci sono pure i pensionati.
L’unica limitazione riguarda il reddito posseduto ai fini del diritto all’Assegno di inclusione. Nel reddito sono incluse, infatti, le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare interessato, con decorrenza successiva al periodo di riferimento dell’ISEE.
Ad essere escluse dal calcolo del reddito e della determinazione dell’importo dell’Assegno di inclusione sono:
- le provvidenze assistenziali per la disabilità (esempio, le pensioni di invalidità e le indennità);
- i contributi erogati a livello regionale e locale;
- i sostegni per il contrasto alla povertà.
Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.
Pensione minima con l’Assegno di inclusione: quale reddito?
Per avere diritto all’Assegno di inclusione è necessario possedere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.
Se il nucleo familiare è composto interamente da persone di età pari o superiore a 67 anni, oppure da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare è fissata a 7.560 euro annui, moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza.
L’importo massimo di Assegno di inclusione per gli over 67 è di 7.560 euro annui.
Pensione minima con l’Assegno di inclusione: quali requisiti?
Oltre al reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui, per avere diritto all’Assegno di inclusione con la pensione minima, necessario possedere:
- un ISEE non superiore a 9.360 euro;
- un patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore a 10.000 euro;
- un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementabile di 2.000 euro per ogni ulteriore componente, fino a 10.000 euro.
Pensione minima nel 2024: di quanto è aumentata?
A partire dal 1° gennaio 2024, l’importo della pensione minima è stato aumentato del 5,4% per effetto della rivalutazione degli importi delle pensioni, pari al 5,4%.
Su quale importo si calcola la rivalutazione? Su 567,94 euro, che era l’importo base del 2023, al netto dei due mini-bonus dell’1,5% (per i pensionati al minimo sotto i 75 anni di età) e del 6,4% (per i pensionati al minimo con almeno 75 anni di età).
Il 5,4% di 567,94 euro è 30,67 euro, ovvero l’aumento mensile erogato a partire dal 1° gennaio 2024, per un totale di 598,61 euro.
A questo valore va aggiunta la perequazione extra 2024 del 2,7%, che fa lievitare l’importo della pensione minima a 614,77 euro al mese, per 13 mensilità.

Faq su pensione minima e Assegno di inclusione
Qual è il limite di reddito personale e coniugale per il diritto alla pensione minima nel 2024?
Per avere diritto alla pensione minima in misura piena è necessario dichiarare un reddito personale annuo non superiore a 7.781,93 euro. Con un reddito compreso tra 7.781,93 euro e 15.563,86 euro si avrà diritto all’integrazione al minimo in misura ridotta, pari alla differenza tra il valore massimo di reddito annuo e il proprio reddito. Con un reddito personale superiore ai 15.563,86 euro annui non si avrà diritto all’integrazione al minimo.
I redditi coniugali, invece, non devono superare 4 volte il trattamento minimo nell’anno di riferimento. Per il 2024 il limite massimo è di 31.127,72 euro annui.
Quali sono i limiti reddituali per le pensioni minime con decorrenza prima del 1994 e nel 1994?
Se la pensione ha avuto decorrenza nel 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:
- 31.127,72 euro – reddito coniugale per l’integrazione al minimo per intero;
- tra 31.127,72 euro e 38.909,65 euro – reddito coniugale per l’integrazione al minimo in misura ridotta;
- oltre i 38.909,65 euro – non si ha diritto all’integrazione al minimo.
Per le pensioni con decorrenza precedente al 1994, i limiti reddituali sono i seguenti:
- 23.345,79 euro – per l’integrazione al minimo in misura intera;
- tra 23.345,79 euro e 31.127,72 euro – per l’integrazione al minimo in misura ridotta;
- oltre i 31.127,72 euro – non si ha diritto all’integrazione al minimo.
Quali redditi si considerano per il calcolo del reddito per la pensione minima?
Ai fini del calcolo dei redditi individuali o coniugali non vengono considerati:
- i redditi esenti da IRPEF (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili, trattamenti di famiglia…);
- la pensione da integrare al minimo;
- il reddito della casa di abitazione;
- gli arretrati soggetti a tassazione separata come il TFR.
Come funzionano i parametri della scala di equivalenza per l’Assegno di inclusione?
Il parametro della scala di equivalenza, di cui all’articolo 2, comma 4 è pari a 1 per il nucleo familiare ed è incrementato fino a un massimo complessivo di 2,2 ulteriormente elevato a 2,3 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza.
In questo modo:
- di 0,5 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
- di 0,4 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
- di 0,4 per un componente maggiorenne con carichi di cura come definiti all’art. 6, comma 5 (con riferimento alla presenza di soggetti minori di 3 anni di età, di 3 o più figli minori di età, ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità o non autosufficienza);
- di 0,3 per ogni altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla PA;
- di 0,15 per ciascun minore di età, fino a due;
- di 0,1 per ogni ulteriore minore di età oltre il secondo.
Chi controllerà ed eviterà gli abusi sull’Assegno di inclusione?
Il Ministero del Lavoro ha stilato un punto proprio dedicato ai controlli contro gli abusi sull’Assegno di inclusione e sul supporto per il lavoro. L’obiettivo è garantire a tutti cittadini un corretto utilizzo di queste nuove azioni a favore di inclusione sociale e accesso al mondo del lavoro. Pertanto sono previsti dei controlli coordinati tra Ispettorato Nazionale del Lavoro e Carabinieri.
Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: