In questo approfondimento vi parleremo di pensione minima per la cessione del quinto: ecco cosa c’è da sapere (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Cos’è la cessione del quinto della pensione?
La cessione del quinto della pensione è una forma di prestito personale, calcolato fino a un massimo di un quinto del valore netto della pensione, da estinguersi tramite trattenute dirette dal cedolino.
Sarà, dunque, l’ente previdenziale a provvedere al rimborso della rata mensile al posto del beneficiario. Il contraente, infatti, non ha l’obbligo di provvedere in prima persona al pagamento della data mensile, ma delega l’INPS all’adempimento.
A introdurre la cessione del quinto è stato il DPR numero 180 del 1950, che inizialmente aveva previsto questa forma di credito soltanto per i dipendenti statali, salvo poi estenderla anche ai dipendenti privati e ai pensionati (ovvero, a coloro che percepiscono un reddito fisso e continuativo), tramite la legge numero 80 del 2005.
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Pensione minima per la cessione del quinto: qual è?
Quando parliamo di pensione minima per la cessione del quinto ci riferiamo all’importo minimo di pensione, oltre il quale, per termini di legge, non è possibile andare.
In pratica, il pensionato può cedere il quinto della sua pensione a condizione che gli rimanga il denaro sufficiente per coprire la quota. Senza questo parametro, l’ente previdenziale limita il prestito.
Ma quale sarebbe l’importo minimo di pensione da tenere come riferimento? Quello dell’Assegno sociale, che per il 2024 è pari a 534,41 euro al mese, per 13 mensilità.
Pensione minima per la cessione del quinto: esempi
Prendiamo come esempio un pensionato con un assegno di 1.000 euro netti al mese. La cessione del quinto non può mai superare il 20% dell’importo della pensione netta, dunque il nostro pensionato vedrà trattenuti dal suo cedolino 200 euro al mese.
Ora, per verificare se l’importo sia effettivamente cedibile basta paragonare la restante parte dell’importo netto della pensione (800 euro al mese) con l’importo dell’Assegno sociale (534,41 euro al mese).
In questo caso, il nostro pensionato avrà a disposizione, al netto della trattenuta della cessione del quinto, un importo di pensione superiore al valore mensile dell’Assegno sociale.
Se l’importo fosse stato più basso del valore dell’Assegno sociale, la quota cedibile sarebbe stata ridotta per garantire al pensionato di percepire una pensione netta mensile non impegnata pari alla “pensione minima”.
Su quali pensioni non si può richiedere la cessione del quinto?
Non su tutte le pensioni è possibile applicare la cessione del quinto, essendo questa forma di credito collegata all’importo minimo della pensione percepita dal contraente.
Ci sono pensioni che non possono essere utilizzate, come riportato sul sito dell’INPS e sono:
- Pensioni e Assegni sociali;
- pensione di invalidità civile;
- assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
- assegni di sostegno al reddito;
- assegni al nucleo familiare.
- pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
- prestazioni di esodo (ad esempio l’Isopensione).
Perché è importante la cessione del quinto della pensione?
La cessione del quinto, dunque, è una forma di credito ideale per chi ha bisogno di ricevere una somma di denaro immediata, senza troppa burocrazia.
La cessione del quinto dà massima libertà di utilizzo del credito ricevuto: è possibile pagare spese personali, spese mediche, vacanze per sé e per la propria famiglia, fare regali e altro ancora.
L’importante è che si abbia una fonte di guadagno stabile (ecco perché non è concessa ai lavoratori autonomi) e un’entrata fissa mensile che possa essere usata per garantire la restituzione, mese per mese, del credito ricevuto.
Il prestito viene concesso attraverso il rilascio di un assegno o tramite bonifico su conto corrente bancario. I pensionati possono accedere alla cessione del quinto molto più facilmente rispetto a un lavoratore (si prenda come riferimento un dipendente privato a tempo determinato, ad esempio).
La pensione funge da garanzia per il recupero mensile del credito, poiché la rata verrà prelevata prima ancora che la pensione venga depositata.

Faq sulla pensione 2024
Come leggere il cedolino della pensione
Per visualizzare il proprio cedolino della pensione basta accedere al sito dell’INPS e seguire questa procedura:
- Vai al servizio dedicato “Cedolino della pensione“;
- Accedei al servizio con le credenziali:
- Visualizzare cedolino di (mese e anno di riferimento).
Qual è l’importo delle pensioni minime a marzo 2024?
Sulle pensioni minime (nel 2023, 563,74 euro), oltre alla rivalutazione piena del 5,4%, verrà applicata una rivalutazione extra del 2,7%, che farà lievitare la rivalutazione totale all’8,1% e l’importo in misura piena pari a 614 euro al mese.
Di quanto aumentano le pensioni a marzo con la riforma IRPEF?
Facciamo alcuni esempi, per i redditi tra 15.000 euro e 28.000 euro, per comprendere meglio la portata dell’aumento delle pensioni, grazie all’IRPEF più basso:
- i redditi di 16.000 euro annui verseranno 3.680 euro di IRPEF anziché 3.700 euro, per un risparmio di 20 euro annui, circa 1,67 euro al mese (5 euro di arretrati);
- i redditi di 18.000 euro annui verseranno 4.140 euro di IRPEF, anziché 4.200 euro, per un risparmio di 60 euro annui, 5 euro al mese (15 euro di arretrati);
- i redditi di 20.000 euro annui verseranno 4600 euro di IRPEF, anziché 4.700 euro, per un risparmio di 100 euro annui, 8,35 euro al mese (25 euro di arretrati);
- i redditi di 23000 euro annui verseranno 5.290 euro di IRPEF, anziché 5.450 euro, per un risparmio di 160 euro annui, 13,33 euro al mese (40 euro di arretrati);
- i redditi di 25.000 euro annui verseranno 5.750 euro di IRPEF, anziché 5.950 euro, per un risparmio di 200 euro annui, 16,66 euro al mese (50 euro di arretrati);
- i redditi di 28.000 euro annui verseranno 6.440 euro di IRPEF, anziché 6.700 euro, per un risparmio di 260 euro annui, 21,66 euro al mese (65 euro di arretrati).
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