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Pensione minima: a che età e contributi

A che età si prende la pensione minima? C'è un requisito anagrafico e contributivo da rispettare? Parliamo anche degli aumenti erogati a luglio 2023.

di Carmine Roca

Luglio 2023

A che età si prende la pensione minima e quanti contributi ci vogliono? Spieghiamo tutto in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione minima: cos’è?

Quando parliamo di pensione minima ci riferiamo a quell’integrazione di pensione che l’INPS eroga in favore dei pensionati con assegni molto bassi, al di sotto della soglia minima di sopravvivenza, rivalutata annualmente dallo Stato.

Pensione minima: età e contributi

Per richiedere la pensione minima è necessario essere titolari di pensione, dunque aver compiuto l’età pensionabile (67 anni) e aver maturato almeno 20 anni di contributi.

Pensione minima: il “caso” dei contributivi puri

Attenzione, però: la contribuzione necessaria per il diritto all’integrazione al minimo deve essere stata versata prima del 1996 (sistema retributivo) o prima e dopo il 1996 (sistema misto), ma non esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996 (sistema contributivo).

Ai contributivi puri, infatti, non spetta l’integrazione al minimo.

Non spetta neppure a chi:

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Pensione minima: importi e limiti reddituali

Nel 2023, la pensione minima spetta sulle pensioni di importo inferiore a 563,74 euro al mese, rispettando determinati limiti reddituali:

Pensione minima in misura ridotta: quando?

La pensione minima può essere erogata anche in misura ridotta, qualora il reddito del richiedente sia:

Cosa significa in misura ridotta? Che per determinare l’importo dell’integrazione è necessario sottrarre il reddito del pensionato (single o coniugato) dal limite annuo fissato dalla legge e poi dividere il risultato per 13 mensilità, sommando il totale alla pensione già percepita.

Ad esempio, con un reddito di 11.000 euro al mese, un pensionato single con un assegno di 300 euro al mese avrebbe diritto a un’integrazione di 3.657 euro l’anno, pari a 281 euro di pensione minima.

Pensione minima: gli aumenti del 2023

Dal mese di luglio 2023, in notevole ritardo sulla tabella di marcia, l’INPS ha iniziato a erogare gli aumenti sulle pensioni minime, che la legge di bilancio 2023 aveva disposto a partire da gennaio 2023.

Parliamo dell’1,5% di aumento per i pensionati al minimo di età inferiore a 75 anni e del 6,4% di aumento per i pensionati al minimo che hanno compiuto almeno 75 anni di età.

L’incremento transitorio ed eccezionale, con queste percentuali, rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2023, mentre dal 1° gennaio 2024, sugli importi delle pensioni minime rivalutate con la perequazione 2024, verrà calcolato un aumento del 2,7%.

Pensione minima: importo degli aumenti

In valori numerici, chi percepisce 563,74 euro di pensione al mese, riceverà un aumento di circa 8 euro al mese, se ha meno di 75 anni, e di oltre 36 euro al mese, se ha 75 o più anni di età.

Gli importi delle prestazioni sono saliti, così, a oltre 572 euro al mese per gli under 75 e a quasi 600 euro al mese per gli ultra 75enni.

Nel messaggio INPS numero 2329 del 2023 è spiegato che, nel caso di pensione integrata al trattamento minimo, l’incremento è calcolato con riferimento all’importo integrato al trattamento minimo.

Se, invece, la pensione non è integrata al trattamento minimo, con importo a calcolo pari o inferiore al trattamento minimo INPS, l’incremento viene calcolato sull’importo lordo in pagamento.

Pensione minima: importo arretrati degli aumenti

Sempre a partire dal mese di luglio 2023, nel cedolino delle pensioni sono stati aggiunti gli arretrati degli aumenti non corrisposti da gennaio a giugno 2023. Parliamo di poco meno di 60 euro di arretrati per gli under 75 anni e di circa 253 euro in più per gli over 75 anni.  

A che età si prende la pensione minima
A che età si prende la pensione minima: in foto una coppia di coniugi sorridenti.

Faq sulla pensione minima

Quali documenti sono necessari per ottenere l’integrazione al minimo per la pensione?

Per ottenere l’integrazione al minimo, che spetta a chi soddisfa determinati requisiti reddituali, è necessario presentare il Modello RED aggiornato all’anno in corso. Il Modello RED è una dichiarazione dei redditi che i pensionati devono obbligatoriamente presentare per l’ottenimento di particolari prestazioni collegate alla propria situazione reddituale o a quella del proprio nucleo familiare.

Chi deve presentare il Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED va presentato da coloro che percepiscono solo la pensione, ma rispetto all’anno precedente hanno una situazione reddituale diversa, o coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione del 730, ma percepiscono comunque rendite alternative come rendite da immobili o da capitali, o ancora da coloro che percepiscono redditi dichiarati in altri modi, come i redditi da lavoro autonomo e occasionale, i redditi da lavoro co.co.co e i gettoni di presenza.

Chi è esonerato dalla presentazione del Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Sono esonerati dalla presentazione del Modello RED coloro che non hanno avuto variazioni di reddito rispetto all’anno precedente, che percepiscono solo la pensione e hanno avuto variazioni del reddito familiare, o che hanno già dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi i redditi percepiti, compresi quelli dei familiari che incidono sulle prestazioni economiche di sostegno al reddito.

Qual è la scadenza per la presentazione del Modello RED per l’integrazione al minimo della pensione?

Il Modello RED deve essere presentato entro il 28 febbraio dell’anno in corso. Chi non rispetta questo obbligo avrà la prestazione sospesa per due mesi, fino a quando non si procederà all’inoltro del Modello RED. Se dopo due mesi il pensionato non ha ancora ottemperato all’obbligo, l’INPS sospenderà definitivamente l’erogazione delle prestazioni spettanti.

A chi spetta l’integrazione al minimo della pensione?

L’integrazione al minimo spetta ai titolari di prestazioni previdenziali dirette ed indirette (pensioni ai superstiti) erogate dall’AGO, ai fondi speciali per i lavoratori autonomi, ai fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria ad eccezione della pensione supplementare, e all’assegno ordinario di invalidità. Non spetta invece su pensioni liquidate esclusivamente con le regole del sistema contributivo o per chi ha esercitato l’opzione al sistema contributivo.

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