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Pensione oltre 67 anni: cosa devi sapere

Pensione oltre i 67 anni di età: è possibile andare in pensione oltre l'età pensionabile? Ecco cosa sapere e tutte le differenze.

di Carmine Roca

Marzo 2024

Oggi vi parleremo di pensione oltre i 67 anni di età: è possibile? E quando? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di vecchiaia biennio 2025-2026: quali novità?

Almeno fino al 31 dicembre 2026, il requisito anagrafico minimo per l’accesso alla pensione di vecchiaia rimarrà fissato a 67 anni (con 20 anni di contributi versati).

Lo scorso 17 ottobre è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia del 18 luglio 2023, con il quale è stata confermata l’età pensionabile a 67 anni, sulla base della speranza di vita certificata dai dati ISTAT.

L’INPS ha calcolato che la speranza di vita è diminuita di un mese e che la variazione in negativo comporta la conferma dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

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Come funziona la pensione oltre i 67 anni di età?

Ma come funziona la pensione oltre i 67 anni di età? È possibile rinviare l’accesso alla pensione e proseguire l’attività lavorativa, magari per maturare un assegno previdenziale più corposo?

Sino alla maturazione dell’età pensionabile, il rapporto di lavoro gode della “protezione” contro il licenziamento illegittimo stabilita dallo Statuto dei lavoratori.

Ma una volta compiuti 67 anni di età, si entra nell’area denominata “licenziamento ad nutum”, prevista dall’articolo 4, comma 2, della legge numero 108 del 1990, dove il datore di lavoro può liberamente collocare il lavoratore a riposo forzato.

Pensione oltre i 67 anni di età per lavoratori dipendenti privati: come funziona?

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato, di recente la Corte di Cassazione ha stabilito, attraverso la sentenza a Sezioni Unite numero 17589 del 2015, che la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre l’età pensionabile possa avvenire solo a seguito di un accordo sottoscritto dal lavoratore con il suo datore di lavoro.

Il lavoratore dipendente privato, infatti, non ha il diritto di opzione per la prosecuzione del rapporto di lavoro, né ha il diritto di scegliere tra la quiescenza e la continuazione del rapporto, ma è prevista, come si legge nella sentenza, “la possibilità che, grazie all’operare di coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di 70 anni, si creino le condizioni per consentire ai lavoratori interessati la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti previsti dalla normativa di settore“.

Più che un diritto, dunque, è un incentivo affinché le parti “stabiliscano la prosecuzione del rapporto sulla base di una reciproca valutazione di interessi”.

Pensione oltre i 67 anni di età per la Pubblica Amministrazione: come funziona?

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti nel settore pubblico, il pensionamento d’ufficio, ovvero la possibilità, per le Pubbliche Amministrazioni, di collocare in pensione i propri dipendenti, al compimento dell’età ordinamentale per la permanenza in servizio, scatta anche al compimento del 65° anno di età.

L’obbligo è imposto soltanto a quei dipendenti che hanno maturato il diritto alla pensione, una volta raggiunta la massima anzianità contributiva prevista dalla legge: 42 anni e 10 mesi per gli uomini41 anni e 10 mesi per le donne.

Chi ha maturato i requisiti per Quota 100Quota 102 o Quota 103 può essere messo in pensionamento d’ufficio? No, in questi casi il dipendente non può essere obbligato ad andare in pensione, essendo queste tutte misure previdenziali che prevedono una perdita economica rispetto all’uscita con la pensione di vecchiaia.

Pensione oltre i 67 anni di età: conclusioni

Il diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro è attivo solo per gli iscrizzi all’AGO o alle gestioni sostitutive, esclusive o esonerative della stessa, non hanno maturato l’anzianità contributiva necessaria, al compimento dell’età pensionabile, per accedere alla pensione di vecchiaia.

Di conseguenza è possibile continuare a lavorare fino al perfezionamento del requisito contributivo minimo.

Pensione di vecchiaia contributiva: a chi spetta?

Per i lavoratori e le lavoratrici che non soddisfano il requisito contributivo dei 20 anni al compimento dei 67 anni di età, è prevista un’ultima possibilità di uscita dal mondo del lavoro: a 71 anni, con un’anzianità contributiva minima di 5 anni, al netto dei contributi figurativi, a condizione che siano stati maturati esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996.

Parliamo della pensione di vecchiaia contributiva, aperta solo a coloro i quali hanno versato contributi a partire dal 1° gennaio 1996. In alternativa, la possibilità è consentita anche a coloro che hanno versato contributi nella gestione separata, attraverso il computo.

Ma è necessario che abbiano:

Pensione oltre i 67 anni di età
Pensione oltre i 67 anni di età: in foto un uomo e una donna anziani sorridono tenendo una calcolatrice.

Faq sulla pensione di vecchiaia

Ci sono differenze tra uomini e donne per i requisiti per la pensione di vecchiaia?

Non ci sono differenze tra uomini e donne. Sia per gli uni, che per gli altri, i requisiti sono gli stessi e sono rimasti invariati per l’anno in corso: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Le differenze tra uomini e donne esistono soltanto per la pensione anticipata ordinaria (Legge Fornero): gli uomini possono accedervi con 42 anni e 10 mesi di contributi, le donne con 41 anni e 10 mesi di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Cosa devo fare per richiedere la pensione?

Per richiedere la pensione in Italia, di solito devi presentare una domanda all’ente previdenziale competente. È consigliabile farlo con anticipo, in modo da avere tutto in regola per il momento in cui desideri andare in pensione.

Come posso controllare il cedolino della mia pensione?

Il modo più veloce e pratico per verificare i pagamenti della pensione è attraverso il sito ufficiale dell’INPS. Devi accedere alla tua area riservata con le tue credenziali SPID, CIE o CNS, poi andare sulla categoria Pensione e Previdenza e cliccare sulla voce “cedolino di pensione“. In questo modo, potrai controllare tutte le informazioni relative alla tua pensione.

Come si calcola l’importo dell’assegno pensionistico con 20 anni di contributi?

L’importo della pensione con 20 anni di contributi dipende dal sistema di calcolo, che può essere misto o contributivo, e dalla retribuzione lorda annua. Ad esempio, una lavoratrice di 67 anni con 20 anni di contributi e una retribuzione lorda annua di 25.000 euro riceverebbe circa 400 euro netti al mese con il sistema misto.

Quando scatta il collocamento a riposo d’ufficio di un docente?

Il collocamento a riposo d’ufficio scatta:

Il trattenimento in servizio oltre il compimento dei limiti dell’età per il collocamento a riposo d’ufficio non è più previsto dalla legge. Sono trattenuti in servizio fino al compimento dei 71 anni di età soltanto coloro che non hanno ancora maturato i requisiti contributivi minimi richiesti per il pensionamento di vecchiaia.

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