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Pensione per depressione

Pensione per depressione: in quali casi spetta? La depressione è una malattia invalidante? E che percentuale di invalidità è prevista? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

Oggi vi parliamo di pensione per depressione: quando spetta? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

La depressione è una malattia invalidante?

Per depressione si intende il disturbo dell’umore, che può essere causato da diversi fattori e compromette la salute fisica, psichica, familiare, lavorativa e sociale di chi ne soffre.

Anche la depressione rientra nell’elenco delle malattie invalidanti, sia per quanto riguarda la forma “disturbo depressivo maggiore”, che per la forma endoreattiva.

Le patologie psichiche sono state inserite nelle tabelle ministeriali sull’invalidità, poiché il disturbo depressivo maggiore può provocare una ridotta capacità lavorativa e costringere chi ne soffre a richiedere un supporto nello svolgimento delle più semplici attività quotidiane.

Anche la depressione reattiva, legate a eventi traumatici e improvvisi, come lutti, malattie, perdita del lavoro o la separazione dal partner, non va affatto sottovalutata.

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Pensione per depressione: cosa sapere?

Quando a un lavoratore dipendente viene diagnosticata una forma di depressione, il medico curante può consigliargli o decidere per un periodo di malattia e di assenza dal luogo di lavoro, per le cure del caso.

Essendoci una riduzione dalla capacità lavorativa, la depressione, come detto, è classificata come malattia invalidante e dà diritto allo status di invalido civile oltre che al riconoscimento di una condizione di handicap ai sensi della Legge 104.

Va ricordato, che il riconoscimento dell’invalidità civile dipende dalla riduzione della capacità lavorativa, mentre il riconoscimento dell’handicap si basa sulla difficoltà di inserimento sociale dell’individuo, provocata dalla depressione.

Pensione per depressione: quanto spetta di invalidità?

Ma quanto spetta di invalidità a chi soffre di depressione? Secondo le tabelle ministeriali, nei casi più gravi, spetta una percentuale del:

Dunque, con la forma di depressione maggiore con episodi ricorrenti, ma moderati, si può avere diritto all’assegno mensile di assistenza per invalidi parziali, ma solo se la percentuale di invalidità è pari o superiore al 74%.

In questo caso, spetta un assegno mensile di 333,33 euro al mese, per 13 mensilità, ma solo se il reddito personale non è superiore a 5.725,46 euro annui.

Invece, con una forma di depressione maggiore, che causa episodi ricorrenti e gravi, si ha diritto al 100% di invalidità e, dunque, alla pensione di invalidità civile (333,33 euro al mese, per 13 mensilità), ma solo se il reddito personale non supera i 19.461,12 euro annui.

Nei casi più gravi di depressione, quando chi ne soffre ha bisogno di assistenza nel compimento degli atti della vita quotidiana, come mangiare, vestirsi o lavarsi, può essere riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento, senza limiti di reddito.

Nel 2024, l’importo dell’indennità di accompagnamento è di 531,76 euro al mese, per 12 mensilità.

Pensione per depressione: quando non spetta?

Con queste tipologie di sindrome depressiva, invece, non si ha diritto a prestazioni economiche di invalidità, poiché la percentuale riconosciuta è inferiore al 74%:

Pensione per depressione: Assegno ordinario di invalidità

Non solo: con una percentuale di invalidità pari o superiore al 67% (riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi), si può presentare domanda per l’Assegno ordinario di invalidità, se in possesso di almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni versati nel quinquennio precedente alla domanda per l’Assegno.

L’assegno si calcola tenendo conto della contribuzione versata (con metodo retributivo o contributivo) e della presenza o assenza di 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Pensione per depressione: la pensione anticipata

Chi è affetto dalla depressione può puntare alla pensione anticipata con l’Ape Sociale (63 anni e 5 mesi di età, con 30 anni di contributi), con Opzione Donna (61 anni di età – 60 o 59 anni in caso di uno o più figli avuti – con 35 anni di contributi) o con Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi, di cui uno versato prima di compiere 19 anni di età, a prescindere dall’età anagrafica).

Tutte queste misure previdenziali sono accessibili con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%.

Al lavoratore depresso con invalidità superiore all’80% spetta il diritto di anticipare la pensione di vecchiaia, ma la possibilità è consentita solo ai dipendenti privati, in possesso di almeno 20 anni di contributi, al compimento del 61° anno di età (uomini) o 56° anno di età (donne).

Infine al lavoratore depresso con invalidità superiore al 74% spettano 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi annui, fino a 5 anni.

Pensione per depressione
Pensione per depressione: in foto una donna accovacciata, affetta da depressione.

Faq sulla depressione

Quante persone soffrono di depressione in Italia?

In Italia soffrono di depressione 2.8 milioni di persone (il 5.4% delle persone con più di 15 anni). Rispetto ad altri Paesi europei è meno diffusa tra gli under 65 e di più tra gli anziani.

Quali sono i sintomi della depressione maggiore?

La depressione maggiore è un disturbo dell’umore e proprio per questo influisce in modo determinante sul tuo sguardo sul mondo e sulla tua vita più in generale. Uno dei sintomi più comuni della depressione è quello di avere una visione disperata o impotente dell’esistenza. Altri sentimenti comuni in uno stato depressivo possono essere il senso di inutilità, l’odio verso se stessi o un ingiustificato senso di colpa.

Perché la stanchezza è uno dei sintomi della depressione?

Spesso la mancanza di interessi viene causata anche da una stanchezza costante. La depressione spesso si manifesta con una carenza di energia e una opprimente sensazione di affaticamento. Questi ultimi due possono essere tra i sintomi più debilitanti della depressione. In questo caso si dorme in modo eccessivo. Ma un segno tipico della depressione può anche essere l’insonnia. L’insonnia stessa può portare alla depressione o peggiorare uno stato depressivo. Ma non solo: se si dorme poco e male la conseguenza potrebbe anche essere l’ansia.

Come richiedere l’invalidità civile per depressione?

Per richiedere e ottenere l’invalidità civile per depressione, il soggetto dovrà sottoporsi a una visita dal proprio medico curante, al termine della quale invierà telematicamente all’INPS un certificato introduttivo.

Sarà l’ente a comunicare al soggetto richiedente la data in cui sottoporsi a visita da parte della commissione medica dell’Asl, a cui sarà presente anche un medico dell’INPS. Alla visita, il richiedente dovrà portare tutta la documentazione medica che attesti il suo stato di salute. Se la domanda dovesse essere respinta, si può sempre fare ricorso al tribunale, che a sua volta potrà nominare un Consulente Tecnico d’Ufficio che accerti la sussistenza della malattia.

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