privacy
Home / Pensioni / Pensione privilegiata militari: importi e regole
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Pensione privilegiata militari: importi e regole

Pensione privilegiata ai militari: cos'è, a chi spetta? Ecco importi, calcoli e regole da rispettare per averne diritto.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi parleremo di pensione privilegiata ai militari: ecco importi e regole (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione privilegiata ai militari: cos’è e a chi spetta?

Per pensione privilegiata ai militari si intende quel trattamento sostitutivo della normale pensione, introdotta dall’articolo 67 del decreto del Presidente della Repubblica numero 1092 del 1973.

Dal 6 dicembre 2011, la pensione privilegiata ai militari viene erogata:

La prestazione spetta a seconda del grado di invalidità contratta dal dipendente, secondo le Tabelle A e B del decreto del Presidente della Repubblica numero 834 del 30 dicembre 1981.

Con la Tabella A ci riferisce a lesioni e infermità che danno diritto alla pensione vitalizia o a un assegno temporaneo, mentre la Tabella B corrisponde alle lesioni o alle infermità che consentono di ricevere un’indennità una tantum (erogata una volta sola).

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Pensione privilegiata ai militari: quali sono?

Esistono due tipi di pensionamenti privilegiati, previsti dall’articolo 67 e ss. del D.P.R. 1092/1973: tabellare e ordinario.

In entrambi i casi, per averne diritto è necessario che le infermità siano dipendenti da causa di servizio “non suscettibili di miglioramento” (articolo 67, comma 1, D.P.R. 1092/1973).

Le infermità possono anche prescindere dall’inabilità al servizio. Quindi non necessariamente comportano la risoluzione del rapporto di servizio.

Pensione privilegiata ai militari: tabelle e percentuali

Se le infermità o le lesioni sono ascrivibili alla prima categoria della Tabella A, la pensione privilegiata è pari al 100% della retribuzione pensionabile. La percentuale si riduce del 10% in base alle categorie di appartenenza, fino ad assottigliarsi al 20% della retribuzione pensionabile per l’ottava categoria.

Le pensioni privilegiate di settima e ottava categoria sono aumentate dello 0,20% e dello 0,70% della base pensionabile per ogni anno di servizio utile. L’importo della pensione privilegiata così aumentata non può comunque superare il 44% della retribuzione pensionabile.

La pensione privilegiata è cumulabile con altri trattamenti stipendiali o pensionistici.

Pensione privilegiata ai militari con più infermità o lesioni: come si calcola?

Nel caso in cui ci fossero due infermità o lesioni ascrivibili alle categorie dalla terza all’ottava, il calcolo della pensione privilegiata terrà conto del loro cumulo (Tabella F-1).

Se le infermità o le lesioni fossero più di due, la pensione è determinata aggiungendo alla categoria corrispondente all’invalidità più grave quella che risulta dal complesso delle altre infermità.

Infine, se coesistono due o più infermità o lesioni ascrivibili a categorie dalla prima alla seconda, l’interessato avrà diritto all’assegno di cumulo per infermità, come spiegato dall’articolo 109 del decreto del Presidente della Repubblica numero 1092 del 1973.

Pensione privilegiata tabellare: cosa sapere?

La pensione privilegiata tabellare è assimilabile al trattamento privilegiato di guerra.

Spetta ai militari di truppa e ai graduati che hanno subito un’infermità durante il servizio di leva. Ne hanno diritto anche i militari e militarizzati con grado inferiore a quello di caporale compreso, che abbiano subito, a causa del servizio, una menomazione dell’integrità fisica.

Se, al momento della lesione o infermità, l’interessato era allievo d’accademia, l’importo della pensione sarà determinato in base al grado che rivestiva all’atto d’ammissione all’accademia stessa e al trattamento economico che gli sarebbe spettato nel grado se fosse rimasto nello stato di sottufficiale.

Invece, con almeno 15 anni di servizio utile (14 anni, 6 mesi e 1 giorno), di cui 12 di servizio effettivo, la pensione potrà essere liquidata, se più favorevole, nella misura prevista per la normale pensione aumentata di un decimo.

Pensione privilegiata ai militari
Pensione privilegiata ai militari: un militare sull’attenti.

Faq sulla pensione privilegiata ai militari

Cosa fare se viene negata la pensione privilegiata?

L’interessato può ricorrere alla Corte dei conti in qualsiasi momento. Il Giudice contabile riesaminerà i fatti di servizio e le evidenze cliniche, anche avvalendosi di nuove perizie e consulenze. In caso di sentenza favorevole annullerà l’atto impugnato costringendo l’Amministrazione a emetterne uno concessivo di pensione.

Quando è possibile presentare domanda per la pensione privilegiata?

Con i requisiti in regola è possibile presentare domanda per la pensione privilegiata, a condizione che l’interessato abbia richiesto l’accertamento della causa di servizio delle infermità entro 5 anni dal collocamento a riposo o in congedo (10 anni in caso di parkinsonismo) oppure dalla manifestazione della patologia qualora si tratti di malattie a lento decorso.

In caso di decesso del titolare di pensione privilegiata, i familiari superstiti hanno diritto alla reversibilità?

Sì, in caso di decesso del dipendente o del militare di leva, la pensione privilegiata spetta ai familiari superstiti sotto forma di pensione di reversibilità.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: